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Neocomunitari senza copertura sanitaria in Lombardia

09.03.2012 - Milano

Indagine sul difficile accesso alle cure per cittadini rumeni e bulgari a Milano e in Lombardia: quando essere comunitari è uno svantaggio.

Riportiamo il materiale pubblicato da NAGA - Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti:

Dal 2007 rumeni e bulgari sono cittadini europei e, in quanto comunitari, hanno diritto all'assistenza sanitaria solo se in possesso di alcuni requisiti ovvero se lavoratori o se titolari di tessera TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia - la tessera rilasciata dal proprio paese di origine e che ha validità europea). Non tutti i rumeni o bulgari presenti sul territorio nazionale hanno però questa tessera, a causa delle gravi carenze del sistema sanitario nei loro paesi d'origine. Questi neocomunitari si ritrovano quindi a essere privi di copertura sanitaria qualora siano disoccupati, lavorino in nero in Italia o siano familiari a carico.

Per risolvere questo problema la gran parte delle regioni italiane ha sostituito il codice STP (quello che viene fornito agli Stranieri Temporaneamente Presenti, cioè ai migranti senza permesso di soggiorno) con il codice ENI (Europei Non Iscritti) che ha le stesse caratteristiche e dà diritto alle stesse prestazioni previste dal codice STP e dal Testo Unico sull'Immigrazione.

"La Regione Lombardia ha emanato una circolare che stabilisce che i cittadini comunitari hanno sì diritto alle prestazioni indicate dalla legge" dichiarano i volontari del Naga, "ma non ha definito quale codice possa essere attribuito a questi pazienti al posto dell'STP. La normativa vigente in Lombardia ha dunque solo un valore formale e riconosce il diritto alla salute solo sulla carta".

Casa per la Pace, Comunità Sant'Angelo, Centro Internazionale Helder Camara e Naga hanno seguito nei mesi di novembre e dicembre 2011 oltre 200 pazienti (adulti e bambini), con gli obiettivi di stimare l'entità del fenomeno della mancata assistenza sanitaria a cittadini comunitari rumeni e bulgari a Milano, stimare la gravità del fenomeno (patologie implicate) e verificare nella pratica il comportamento delle istituzioni sanitarie milanesi.

"I risultati di questa indagine ci permettono di confermare che nei fatti i cittadini rumeni e bulgari sprovvisti di tessera TEAM e residenti in Lombardia, anche se affetti da patologie importanti ma non urgenti, possono essere curati solo dalle associazioni di volontariato e hanno paradossalmente meno diritti dei cittadini non comunitari irregolarmente presenti".

"Per questo motivo, - chiudono i volontari - lanciamo oggi un appello contenente le nostre proposte per la risoluzione del problema, che presenteremo all'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, chiedendo che venga aperta un'interrogazione al Consiglio Regionale". Le sottoscrizioni possono essere inviate da singoli cittadini, enti e associazioni a naga@naga.it.


Amore o assunzione?

Il giorno 16 novembre 2011 si presenta al Naga la signora Alma. E' una giovane donna di 34 anni, nata in Bulgaria ed emigrata in Italia da pochi mesi. Parla un italiano perfetto, nel paese d'origine era occupata come disegnatrice grafica in un importante studio bulgaro. E' accompagnata dal compagno, Alehandro, cittadino dell'Ecuador, in Italia da quasi quindici anni. Si sono conosciuti su internet e per anni hanno mantenuto un saldo rapporto a distanza, fino a quando Alma ha preso una decisione importante: lasciare la Bulgaria, il contratto di lavoro a tempo indeterminato, la famiglia, per ricongiungersi al compagno, in Italia.

Ma l'Italia, probabilmente, non è il luogo più ospitale per questa nuova famiglia multiculturale.

Durante il colloquio la signora Alma riferisce di essere preoccupata per la situazione in cui si trova. E' alla nona settimana di gravidanza e non le è ancora stato possibile prendere un appuntamento per la prima visita di controllo, in quanto cittadina bulgara senza tessera sanitaria. Mi spiega che il compagno Alehandro, grazie alla buona conoscenza che ha dei servizi offerti dal Comune di Milano, l'ha accompagnata al Consultorio XXX, immaginando che non ci sarebbero stati problemi nel chiedere a loro una presa a carico per la gravidanza. Così non è stato. Alehandro, spaventato, ripete la stessa domanda: "Com'è possibile che rifiutino le visite ad una donna incinta?". La visita è stata rifiutata con la motivazione che la paziente era priva di tessera TEAM. E' stato un abuso, la legge prevede che tutte le donne gravide siano assistite.

Dopo esserci confrontati con i volontari dello Sportello Immigrazione del Naga, consigliamo alla coppia di recarsi in Comune a richiedere l'iscrizione all'Anagrafe. Per fare ciò è necessario presentarsi all'Ufficio Anagrafe, portando con sé la Dichiarazione di Presenza sul territorio italiano (rilasciata dal Commissariato locale, entro 48 ore dall'entrata in Italia). Le suggeriamo di munirsi di certificato di gravidanza e, soprattutto, di provare a richiedere in Bulgaria la tessera TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia), con la quale non dovrebbe più avere problemi ad accedere ai servizi sanitari milanesi.

Due settimane dopo la signora Alma ritorna da noi molto spaventata. L'Ufficio Anagrafe non ha accettato la richiesta di iscrizione in quanto sprovvista del requisito della copertura sanitaria e, per la seconda volta, il Consultorio YYY le ha rifiutato la prima visita. Il signor Alehandro, preoccupato all'idea che la compagna sia costretta a far ritorno in Bulgaria per poter proseguire la gravidanza, chiede un consiglio per far in modo che la coppia non venga divisa.

Questa volta la strada da percorrere corre parallela alla via legale. Stante l'assurdità della legge italiana la soluzione più semplice e veloce è un'assunzione lavorativa figurativa. Avendo il signor Alehandro un reddito sufficiente, gli consigliamo di assumere Alma come collaboratrice familiare, condizione necessaria per il rilascio della tessera sanitaria nazionale.

Perché si è costretti a fare di una bella storia d'amore una questione di assunzione?

Tratto dal rapporto di NAGA "Comunitari Senza Copertura Sanitaria"



Appello per un effettivo accesso alle cure per tutti i cittadini rumeni e bulgari

Dal 2007 rumeni e bulgari sono cittadini europei e, in quanto comunitari, hanno diritto all'assistenza sanitaria solo se in possesso di alcuni requisiti come ad esempio quello di essere lavoratori o di essere in possesso di tessera TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia), ovvero la tessera sanitaria che viene rilasciata dal proprio paese di origine e che ha validità europea. Non tutti rumeni o bulgari presenti sul territorio nazionale hanno però questa tessera, a causa delle gravi carenze del sistema sanitario nei loro paesi d'origine. Da ciò risulta che molti neocomunitari sono privi di copertura sanitaria qualora siano disoccupati o lavorino in nero in Italia o siano familiari a carico.

Per risolvere questo problema nello spirito della legge 286/98, la gran parte delle regioni italiane ha sostituito il codice STP (quello che viene fornito agli Stranieri Temporaneamente Presenti, cioè ai migranti senza permesso di soggiorno) con il codice ENI (Europei Non Iscritti) che ha le stesse caratteristiche e dà diritto alle stesse prestazioni previste dal codice STP e dal Testo Unico sull'Immigrazione.

La Regione Lombardia ha emanato una circolare che stabilisce che i cittadini comunitari hanno sì diritto alle prestazioni indicate dalla legge 286/1998", ma non ha definito quale codice possa essere attribuito a questi pazienti al posto dell'STP. La normativa vigente in Lombardia ha dunque solo un valore formale e riconosce il diritto alla salute solo sulla carta, ma non nella realtà.

Nei fatti i cittadini rumeni e bulgari sprovvisti di tessera TEAM residenti in Lombardia, anche se affetti da patologie importanti ma non urgenti, possono essere curati solo dalle associazioni di volontariato e hanno paradossalmente meno diritti dei cittadini non comunitari irregolarmente presenti.

Per questo motivo le associazioni Casa per la Pace di Milano, Centro Internazionale Helder Camara ONLUS, Comunità di Sant'Angelo Solidale e Naga lanciano un appello, proponendo che:

  • Tutti i cittadini rumeni e bulgari senza discriminazione alcuna abbiano accesso al medico di medicina generale. In Lombardia la sola applicazione del codice ENI non permetterebbe l'accesso alle cure di questi pazienti in quanto continuerebbero a mancare i medici prescrittori, i medici cioè abilitati ad utilizzare il ricettario regionale. La sola applicazione anche in Lombardia del codice ENI sarebbe una misura "solo di facciata", del tutto inefficace sul piano operativo;
  • Tutti i bambini abbiano accesso al pediatra di base. Questa stessa proposta è già stata avanzata dalle società scientifiche SIP (Società Italiana di Pediatria) e SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni);
  • La Direzione Sanitaria dell'ASL di Milano si renda garante del fatto che i Consultori Familiari rispettino la legislazione vigente che prevede piena assistenza per le donne gravide;
  • La ASL di Milano sviluppi programmi di educazione sanitaria e di intervento con l'obiettivo di individuare tutti i bambini rumeni e bulgari non vaccinati, e di sottoporli alle vaccinazioni obbligatorie;
  • In ogni Ospedale sia organizzato un presidio di riferimento al quale possano accedere questi pazienti per facilitarne l'accesso ai servizi sanitari.

Per maggiori dettagli si rimanda al rapporto "Comunitari Senza Copertura Sanitaria - Indagine sul difficile accesso alle cure per cittadini rumeni e bulgari a Milano e in Lombardia: quando essere comunitari è uno svantaggio" pubblicato dalle associazioni promotrici e disponibile al sito www.naga.it

L'appello è aperto alla sottoscrizione da parte di associazioni e singoli che possono aderire al documento inviando una mail all'indirizzo naga@naga.it riportando i propri dati.


L'Associazione Bulgaria-Italia aderisce all'appello per per un effettivo accesso alle cure per tutti i cittadini rumeni e bulgari, ed invita i propri soci e simpatizzanti a sottoscriverlo. [11/03/2012]


Fonte: NAGA




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