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Richard Morningstar e Rosen Plevneliev
Richard Morningstar e Rosen Plevneliev

USA–Bulgaria: l’importanza dell’indipendenza energetica

10.02.2012

Sofia: l'inviato americano Richard Morningstar a colloquio con il presidente bulgaro Rosen Plevneliev sul tema dell'indipendenza energetica

A pochi giorni dalla visita del Segretario di Stato Hillary Clinton in Bulgaria, si è svolto il colloquio fra l'inviato speciale americano in materia di questioni energetiche in Eurasia, Richard Morningstar, e il presidente bulgaro Rosen Plevneliev.

Lo stesso tema era stato oggetto, lo scorso weekend, degli incontri del capo della diplomazia americana in visita nella capitale bulgara, con il primo ministro Boyko Borisov e con il presidente Plevneliev con i quali aveva discusso anche degli aspetti economici e politici, della difesa e della sicurezza. Per di più, complimentandosi per i progressi compiuti dalla Bulgaria negli ultimi 20 anni, Clinton ha definito il modello bulgaro della transizione un esempio non solo per l'Europa.


Hillary Clinton e Rosen Plevneliev

Anche se la visita era programmata da tempo, è avvenuta poche settimane dopo la decisione del Parlamento bulgaro, sotto la pressione delle proteste ecologiste, di messa al bando dell'esplorazione e dell'estrazione del gas di scisto sul territorio bulgaro con la tecnica di fracking (fratturazione idraulica). Tale decisione ha lasciato incredulo l'ambasciatore USA in Bulgaria, James Warlick, secondo il quale l'azienda petrolifera statunitense "Chevron" aveva mostrato l'intenzione di investire centinaia di milioni nel paese balcanico.


Hillary Clinton e Boyko Borisov

A questo proposito il premier Borisov, che meno di un anno fa aveva dato il via libera alla Chevron, ha affermato davanti al Segretario di Stato che: "lasciare la natura bulgara nelle condizioni in cui le generazioni future saranno in grado di utilizzarla è la priorità, e dopo di che vengono i benefici finanziari ed economici…Noi guardiamo pragmaticamente a ciascun progetto, al suo impatto ambientale, e cosa accadrebbe con esso nei prossimi 15-20 anni".

Fatte salve le fonti rinnovabili come l'idroelettrico e l'eolico, che coprono una parte minoritaria del fabbisogno energetico, la Bulgaria dipende quasi totalmente da fonti energetiche importate (gas e petrolio) principalmente dalla Russia. Inoltre, il nucleare continua a rappresentare una voce importante nel bilancio energetico nazionale.

Il comunicato ufficiale dalla Presidenza riferisce che il capo dello stato ha rassicurato l'inviato di Washington che la Bulgaria è decisa a raggiungere l'indipendenza energetica e che la questione della sicurezza delle forniture energetiche è strategica per il paese. Plevneliev ha dichiarato che "questo impone alla Bulgaria di diversificare gli approvvigionamenti delle risorse energetiche e di liberalizzare il settore energetico".

Durante l'incontro è stato sottolineato l'interesse della Bulgaria ad accelerare i lavori sulla rete di trasporto del gas con i paesi vicini e l'importanza del progetto per la costruzione del gasdotto "South Stream" che connetterà direttamente la Russia con l'Unione Europea.

Da parte sua, l'inviato americano per le questioni energetiche ha manifestato la necessità di una piena trasparenza e diversificazione del settore energetico per i paesi europei. Inoltre, Morningstar ha accennato che una Bulgaria indipendente deve stabilire le sue priorità tra energia atomica, approvvigionamenti di gas, sviluppo dei fonti di energia rinnovabile e altre fonti alternative di energia.

Relativamente al colloqui intercorsi, Tihomir Stoychev, segretario del presidente bulgaro per la politica estera, ha sostenuto: "Nel mondo contemporaneo l'energia fa parte della sicurezza nazionale di ogni paese. Le relazioni con gli USA includono anche il settore energetico. Le compagnie e gli investimenti americani sono ben venuti ed alcuni di loro sono già da anni fra i più grandi in Bulgaria. La politica bulgara nel campo dell'energia si basa su alcuni principi fondamentali: la sicurezza energetica, l'efficienza, la trasparenza e la diversificazione energetica. Questi sono i temi principali sui quali si sono intrattenuti Richard Morningstar e Rosen Plevneliev. Questi principi sono sostenuti anche dai nostri partner americani".

Per ora, sembra che la sensibilità e l'amore per la natura bulgara abbiano fermato le mire della compagnia americana "Chevron" finalizzate alla ricerca ed estrazione del gas alternativo utilizzando il fracking. Nel frattempo la Bulgaria si è ritirata, sempre per motivi ecologici, anche dalla partecipazione al progetto della costruzione dell'oleodotto Burgas-Alexandropolis pagando una penale, proprio in questi giorni, ai partner russi.


Autore: D.P.-P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Notizie di Economia


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