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Parlamento bulgaro vota contro la fratturazione idraulica

20.01.2012

Il 18 gennaio scorso il parlamento bulgaro ha votato la messa al bando dell'esplorazione e dell'estrazione del gas di scisto sul territorio del paese comprese le acque territoriali del Mar Nero. Dopo un lungo dibattito si sono espressi a favore 116 deputati, sei contrari e tre gli astenuti.

In questo modo è stata revocata l'autorizzazione preliminare ottenuta dalla compagnia statunitense Chevron nel giugno 2011 per compiere ricerche di giacimenti di gas di scisto nella parte nord-est del paese.

La risoluzione stabilisce la confisca dei mezzi e una multa di circa 50.000 Euro per la violazione del divieto di svolgere qualsiasi attività relativa ai sondaggi e all'estrazione di gas o petrolio utilizzando la fratturazione idraulica (fracking in inglese) nel territorio della Bulgaria. Un provvedimento simile era stato adottato dalla Francia sei mesi fa.

Tale tecnica consiste nello sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso. La fratturazione inizia con una trivellazione eseguita in una formazione di rocce petrolifere, per aumentare l'estrazione e il tasso di recupero del petrolio e del gas naturale contenuti nel giacimento. Questo permette teoricamente l'accesso a risorse energetiche non raggiungibili con le tecniche estrattive tradizionali.

Sui rischi correlati al fracking si è soffermato un articolo pubblicato nel gennaio 2012 dal mensile "Le Scienze" dal titolo "La verità sulla fratturazione idraulica". L'autore, Chris Mooney, spiega che "se il termine «fratturazione idraulica» è inteso come la sola frattura di uno scisto profondo, allora potrebbe essere priva di rischi. Quando però sono prodotte più fratture in diverse direzioni, i rischi di contaminazione dell'acqua potabile potrebbero aumentare. Se la fratturazione è definita come operazione complessiva, che comprende cioè trivellazione dei pozzi e stoccaggio delle acque di scarto, la contaminazione è un fatto accertato. Test avanzati, come l'iniezione di traccianti chimici nei pozzi per vedere se ricompaiono nell'acqua potabile, potrebbero stabilire se la fratturazione è sicura o meno. Alcuni enti regolatori non intendono aspettare che siano disponibili conoscenze scientifiche più precise e sono orientati ad autorizzare la fratturazione idraulica anche a una scala più ampia."

Due anni fa Piero Angela, in una puntata del programma "SuperQuark" trasmesso su RAI1, aveva parlato della fratturazione idraulica e delle sue "nuove prospettive" soffermandosi soprattutto sui suoi potenziali vantaggi estrattivi.



La situazione in Bulgaria
Per svincolarsi dalla totale dipendenza dal gas russo, il governo bulgaro guidato da Boyko Borissov ha inizialmente puntato sulla ricerca di fonti di gas non convenzionale. Nel giugno 2011 l'esecutivo ha autorizzato la Chevron ad effettuare per 5 anni ricerche di gas di scisto su una superficie di 4.400 kmq nelle vicinanze di Novi Pazar, in un'area che include parte delle regioni di Razgrad, Silistra, Dobrich, Shumen e Varna.

Secondo le stime della società americana, nella zona vi sono riserve fra 300 e 1.000 miliardi di mc di gas di scisto. Chevron prevedeva un investimento di 50 milioni di Euro a proprio rischio. Secondo il ministro dell'energia Trajkov questo metodo di estrazione di gas stava rivoluzionando il settore energetico. A sostegno della tesi, l'esponente governativo aveva citato il fatto che nell'anno precedente gli USA avevano superato la Russia nella produzione di gas.

Tuttavia nell'opinione pubblica bulgara qualche dubbio sui possibili rischi derivanti dal fracking era già sorto.

Le proteste
Numerose iniziative di protesta, manifestazioni di massa contro la trivellazione del terreno utilizzando il fracking sono state organizzate dappertutto nel paese. Non c'è stata tregua durante l'intero periodo giugno 2011 - gennaio 2012.


Manifestazione nella capitale nel novembre 2011: "Gas di scisto. La scelta è: o lui o noi".

Il culmine dell'indignazione è stato raggiunto sabato scorso con una riuscita manifestazione popolare nella capitale Sofia e in altre 11 città bulgare contro l'estrazione attraverso la fratturazione idraulica.

Nello stesso giorno, sabato 14 gennaio, la radio bulgara ha trasmesso un'intervista di Kalina Androlova a Borislav Sandov, uno dei fondatori del movimento contro la tecnologia fracking per estrazione del gas e attivista della Coalizione per il Clima. Nella trasmissione si è parlato dei pericoli della fratturazione idraulica: l'inquinamento delle falde acquifere e possibili terremoti. I dati ufficiali di EPA, l'agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente, confermano che nelle zone di estrazione del gas di scisto con iniezioni di acqua addizionata con varie sostanze chimiche, è stata rilevata una tossicità dell'acqua con gravi conseguenze ambientali e per la salute degli abitanti. Inoltre, sempre secondo Sandov, richiamando i dati dell'agenzia governativa di ricerca U.S. Geological Survey, il fracking è correlato a terremoti in aree non sismiche come l'Ohio.



Ritornando in Bulgaria, si è fatto presente che l'unica fonte d'acqua della Dobrugia è il Malm-valanzh, il più grande bacino sotterraneo d'Europa (13 033 kmq). Nella regione non ci sono fiumi, ad eccezione di quello chiamato "fiume secco" nel quale l'acqua scorre soltanto d'inverno.

Secondo Sandov, le stesse compagnie d'estrazione ormai riconoscono che in media avviene una fuoriuscita ogni venti perforazioni, e quindi se cominciassero i sondaggi, considerata l'ampiezza della riserva idrica, basterebbe solamente una contaminazione per lasciare l'intera area senza acqua per la popolazione e per l'agricoltura, l'attività principale della zona che è conosciuta come il granaio della Bulgaria.


Il Quadrilatero (in giallo), è la parte meridionale della Dobrugia.

Tuttavia, con la decisione del Parlamento, la questione non può considerarsi archiviata. In un documento della Chevron del novembre 2011 si nota chiaramente quanto siano vicini al territorio bulgaro i blocchi d'estrazione (17,18,19) oggetto di interesse della compagnia in Romania. Essi sono situati nella Dobrugia del Nord a ridosso del confine bulgaro.

Segnaliamo infine un paio di documentari sul tema, che hanno per oggetto l'esperienza americana.

Gasland (2010) di Josh Fox.

Split Estate (2009) - Alcune testimonianze tratte dal documentario


Autore: D.P.-P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Notizie di Economia


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