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Foto: south-stream.info
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South Stream sempre più prioritario

05.12.2011

Il South Stream è stato riconosciuto dalla Bulgaria come progetto di importanza nazionale, il che abbrevierà notevolmente l'iter burocratico per l'attuazione del progetto sul tratto nazionale.

Il commissario per l'energetica Gunther Oettinger non ha escluso che il gasdotto potrebbe ottenere uno status speciale anche a livello europeo.

Questi sarebbero i primi segni che si è riuscito a capovolgere il trend negativo nei confronti di Mosca e del Gasprom.

La strada verso queste novità è stata lunga e penosa. Sofia aveva aderito al South Stream nel 2008. Le elezioni dell'anno successivo avevano portato alla sospensione dei progetti energetici con la Russia. L'anno dopo, appianate le divergenze, era stato deciso di costituire una joint-venture.

La cosa più importante è che la Bulgaria si è allontanata dalla linea dell'UE che negli ultimi anni cerca di imporre il Terzo pacchetto energetico che ostacola la cooperazione in questo settore.

Un commento dell'esperto Serghej Pikin, del Fondo di sviluppo energetico:

Attualmente, l'obiettivo di tutti i paesi comunitari è attirare gli investimenti. Le autorità bulgare sono ben consce che la costruzione del South Stream significa miliardi di euro di investimenti. L'Unione Europea è interessata alla cooperazione con gli investitori e a nuovi investimenti. Adesso la collaborazione con il Gasprom ha cambiato di segno. Prima l'Europa poteva permettersi di essere dura, con la crisi la sua posizione è cambiata.

Ricordiamo che il gasdotto passerà sui fondali del Mar Nero, arriverà nei Balcani per raggiungere, attraverso la Grecia, il sud Italia e, attraverso la Serbia e Ungheria, l'Austria. La quota azionaria del Gasprom è del 50%, l'altra meta spetta all'Eni, all'EDF francese e alla Wintershall tedesca. Il progetto costerà 15 miliardi e 500 milioni di euro.

Il primo lotto del South Stream, dalla capacità complessiva di 63 miliardi di metri cubo di metano, dovrà entrare in esercizio nel 2015.

Il terzo pacchetto energetico però prevede la spartizione del progetto fra le compagnie di trasporto e di realizzazione, il che non conviene al Gasprom. Per questo assume una particolare importanza la dichiarazione del commissario Oettinger sullo stato particolare del South Stream, quello di un'infrastruttura trans-europea.

Serghej Chizhov, leader dell'Unione russa del gas, spiega così questo cambio di tono:

Il successo del Nord Stream e la politica equilibrata delle autorità russe hanno avuto un responso positivo da parte della Commissione Europea. I paesi che lavorano con il Gasprom sono interessati a lanciare questo progetto più presto possibile.

Sullo sfondo di progetti fantomatici come Nabucco e con il mercato in fibrillazione dopo la primavera araba, il Gasprom si dimostra un fornitore affidabile e sicuro. E per i consumatori la sicurezza delle forniture conta molto di più dei giochi politici di Bruxelles.


Fonte: La Voce della Russia


Per approfondire: Notizie di Economia



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