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Mestre: prostitute bulgare si ribellano alla tratta

12.11.2011 - Mestre

Sei giovani bulgare si sono ribellate alla tratta e hanno denunciato alla polizia le violenze loro inflitte per costringerle a prostituirsi da parte di un "clan familiare" di connazionali, in tutto sei elementi arrestati dalla squadra mobile di Venezia. Le giovani sono state ora avviate in strutture protette ed è possibile che altre sei schiavizzate seguano il loro esempio e denuncino gli sfruttatori.

Gli arrestati sono Danko Zafirov Mitev, 39 anni, i suoi figli Zafir Dankov Zafirov, 20, e Anton Dankov Zafirov, 18, la convivente del primo figlio Donka Georgieva Petkova, 26, e altri due parenti, Plamen Raychev Savov, 42, e Zafir Asen Marinov, tutti senza fissa dimora. Sono tutti sottoposti a fermo di indiziato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, rapina ed estorsione.

A denunciare i sei sono state inizialmente due giovani picchiate e rapinate in via Fratelli Bandiera, la zona di Marghera (Venezia) dove il questore di Venezia Fulvio Della Rocca ha disposto il contrasto alla prostituzione. Dall'entrata della Bulgaria nella Ue, le cellule familiari malavitose di questo stato trovano più conveniente impiegare connazionali piegandole con metodi violentissimi, simili a quelli del primo arrivo degli albanesi.

Martedì scorso Danko Zafirov Mitev e il figlio Zafir avevano bastonato una ragazza perchè non era riuscita ad attirare più di due sfruttatori paganti, poi l'avevano rapinata di 100 euro. Si erano quindi rivolti ad un'altra, arrivata solo qualche giorno prima e che non si era mai prostituita, pestata a sua volta perchè non era riuscita a fermarne neanche uno. Entrambe hanno riportato tumefazioni e ferite di cui porteranno i segni per almeno dieci giorni.

Soccorse dalla polizia, le giovani hanno trovato ascolto e con l'aiuto di una mediatrice culturale hanno cominciato a parlare di un appartamento-lager nel centro di Mestre, dove erano «stoccate» altre dieci ragazze, obbligate anche a rapporti sessuali non protetti, pagati il doppio, cui faceva seguito la somministrazione di anticoncezionali del giorno dopo.

Delle dieci, già quattro hanno a loro volta denunciato gli sfruttatori: cinque - i maschi del clan - sono stati rintracciati in autostrada dagli agenti della mobile. Georgieva Petkova invece si trovava nell'appartamento, da dove controllava tempi e modalità dei rapporti. Sotto sequestro centinaia di profilattici, due auto di grossa cilindrata utilizzate per trasportare le giovani dalla Bulgaria a Mestre, spray eccitanti e ritardanti (per far pagare una prestazione più prolungata).


Fonte: ANSA




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