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Foto: Indymedia Bulgaria
Foto: Indymedia Bulgaria

Concluso il campo NoBorder Bulgaria 2011

04.09.2011

Si è concluso il campo NoBorder Bulgaria 2011, svoltosi a Siva Reka vicino a Slivengrad, nei pressi della frontiera con la Turchia, tra il 25 ed il 29 agosto. Gli principali argomenti trattati sono stati, la militarizzazione delle frontiere, la restrizione della libertà di movimento attraverso le frontiere dei Balcani, la criminalizzazione della situazione dei migranti e dei rifugiati in Bulgaria, il miglioramento della condizione umana, sociale, giuridica ed economica dei migranti e dei rifugiati in Bulgaria e in Europa, nonché le politiche neo-liberali che sostengono ed aumentano i problemi sopra citati.

Durante il campo No Border, si sono svolte delle manifestazioni che hanno posto l'attenzione su alcune richieste che possono essere suddivise, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, in due categorie: esigenze generali, come la libertà di movimento e la chiusura dei centri di detenzione, ed obiettivi immediati, come un adeguata informazione per i migranti che attraversano il confine, nonché l'assistenza sanitaria.

La dimostrazione principale è quella che ha visto alcune centinaia di persone radunarsi di fronte al centro di detenzione della cittadina di Ljubimetz. Partecipanti al campo provenienti da vari paese del mondo, assieme a residenti locali.

Il centro che può contenere fino a 300 persone è stato aperto nel marzo di quest'anno, rinchiude al momento una 30-ina di persone arrestate in violazione delle leggi sull'immigrazione, in taluni casi semplicemente per aver perso la cittadinanza del paese di origine, mentre in altri casi sono persone entrate nel paese per richiedere asilo politico.

Gli attivisti hanno affermato che le detenzioni violano la convezione europea dei diritti umani in quanto gli arresti non sono stati sottoposti alla approvazione di una corte giudiziaria.

Paradossale il caso di cittadini dell'ex sovietici e degli stati che sono nati dalla dissoluzione della unione, che hanno perso il diritto di soggiorno in Bulgaria, nel momento in cui il paese balcanico è stato ammesso nell'Unione Europea. In questo caso, sottolineano i partecipanti all'iniziativa, non si sono mosse le persone, ma le frontiere.


Autore: Paolo Modesti

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".



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