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La Commissione Ue si scaglia contro le espulsioni di rom in Francia

14.09.2010

Dopo la conferma dell'esistenza di una circolare che ordinava ai prefetti di espellere i rom, la Commissione Ue ha avviato una procedura di infrazione nei confronti della Francia per violazione del diritto europeo.

«Basta!»: è il grido della commissaria alla giustizia e ai diritti dei cittadini Viviane Reding, nei confronti del governo francese. Dopo la conferma dell'esistenza di una circolare che prendeva di mira esclusivamente i rom e chiedeva la loro espulsione, la Commissione europea ha annunciato di volere aprire una procedura di infrazione contro la Francia per violazione del diritto europeo nella vicenda delle espulsioni di rom bulgari e rumeni.

Reding ha parlato di «vergogna» a proposito della circolare, sottolineando come la trasposizione francese della direttiva europea sia stata insufficiente e la sua applicazione «discriminatoria».
Entro due settimane il presidente della Commissione deciderà. Se il suo parere sarà favorevole, la procedura verrà avviata presso la Corte europea di giustizia di Lussemburgo.

Un duro colpo per il governo francese, già indebolito dall'affaire Woerth-Bettancourt e dalle proteste contro la riforma delle pensioni, che si appresta a discutere, a partire dal 27 settembre, una nuova legge sull'immigrazione. La quinta in sette anni. Il capogruppo dei deputati Ump, il partito di Sarkozy, si è detto «rammaricato». «Voglio credere - ha detto Jean-François Copé - che la procedura europea non andrà fino in fondo». Anche gli eurodeputati francesi socialisti e del Fronte nazionale [il partito di estrema destra] hanno votato a favore della procedura di infrazione.
Quanto all'Italia, che sulla questione non ha nulla da invidiare alla Francia, sostiene la politica adottata oltralpe. «Vorrei leggere le motivazioni» della Commissione europea «perché gli atti della Commissione sono spesso complicati», ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini.
Resta la famosa circolare fantasma del 5 agosto. Ordinava un'azione «sistematica di smantellamento dei campi illeciti, in priorità quelli dei rom».
Non è altro, per Coppé, che un «errore tecnico» che è stato «corretto nel miglior modo possibile poiché è il ministro stesso che ha firmato la nuova circolare». Il ministro dell'interno Brice Hortefeux ha infatti «voluto firmare personalmente» la nuova circolare ai prefetti riguardo agli sgomberi di campi in modo da «evitare malintesi su un'eventuale stigmatizzazione» dei rom. La nuova circolare chiede ai prefetti di «proseguire» gli sgomberi «chiunque siano gli occupanti».

È una prima vittoria per le associazioni. «Siamo soddisfatti - dice Patrick Lozes, presidente del Consiglio rappresentativo delle associazioni nere di Francia - sospendiamo i nostri ricorsi giuridici, ma non li annulliamo. Sono tuttavia molto sorpreso dalle spiegazioni arzigogolate del governo. Opporre le minoranze visibili alla sicurezza è un aberrazione. Noi francesi di origini straniere sappiamo di essere i prossimi sulla lista». Dal canto suo Stéphane Maugendre, del Gruppo di informazione e di sostegno degli immigrati, parla di una «provocazione alla discriminazione».

Il governo ribadisce la propria politica: «Nelle leggi che votiamo c'è una chiara politica in materia di lotta contro l'immigrazione clandestina […]. Se ci sono persone che considerano che non si deve applicare una politica rigorosa e giusta, che lo dicano! E che vadano perfino alle elezioni con questo messaggio», conclude Coppé.
Per il sottosegretario agli affari europei Pierre Lellouche, «la Francia è un grande paese sovrano. Non siamo a scuola. Applichiamo la nostra legge. Non intendo essere trattato, in nome della Francia, come un ragazzino». Lellouche ha anche attaccato la Commissione europea che «non ha fatto molto per i rom».

Se il ministro dell'immigrazione e dell'identità nazionale Eric Besson continua ad affermare di «non sapere nulla» della famigerata circolare, il segretario nazionale dell'Ump Xavier Bertrand ne «accetta assolutamente» il contenuto. È «la traduzione della nostra politica». Quello che «mi sciocca invece è l'ipocrisia del Partito socialista, l'ipocrisia di queste associazioni di ben pensanti», conclude Bertrand. Ha il merito di essere chiaro.


Autore: Sarah Di Nella
Fonte: Carta




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