Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
  
Marinetti, il “futurismo” bulgaro e il poema “Settembre” di Geo Milev

15.08.2010 - Sofia

Conferenza tenuta dal professor Giuseppe Dell'Agata ambito della IX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, il 22.10.2009 a Sofia

Nel discorso sul futurismo italiano e sulla sua diffusione in molti paesi europei e extraeuropei, il posto occupato dalla Bulgaria è quasi insignificante. Per lo più è limitato alle circostanze che accompagnarono la nascita, nonché i principali contenuti di una delle più famose opere di Marinetti, il poema parolibero Zang Tumb Tumb. Adrianopoli ottobre 1912, quasi unanimemente ritenuto il suo capolavoro, nel quale gli spunti creativi e la complessiva brillante tenuta 'artistica' del testo fungono quasi da esemplificazione alle teorie, proposte con fervore dall'autore nella sua battaglia antipassatista, relative alle 'parole in libertà', alla 'immaginazione senza fili' e alla 'distruzione della sintassi'. Singoli 'capitoli' del poema apparvero su "Lacerba" nel corso del 1913, mentre il testo completo, preceduto dai manifesti teorici Distruzione della Sintassi - Immaginazione senza fili -Parole in libertà e seguito in appendice, tra l'altro, dal Manifesto tecnico della letteratura futurista apparve nel 1914 a Milano per le edizioni futuriste di "Poesia". Stupefacente e di grande effetto risultò la resa grafica del poema, realizzata dal tipografo milanese Cesare Cavanna: caratteri dai corpi più disparati, a volte in crescendo da sinistra verso destra, uso espressivo-mimetico delle onomatopee, delle maiuscole, dei grassetti e dei corsivi, frequente presenza di congiunzioni 'sintetiche' come +, - e = , caratteristiche che giustamente Luciano De Maria ha ritenuto di riprodurre in fotolito nella sua splendida e definitiva edizione marinettiana. [1]

Rientrato nel 1943, malato e sfiduciato, dalla Russia, dove era andato volontario nell'estate del 1942, Marinetti lavora alacremente a varie opere, due delle quali, La grande Milano tradizionale e futurista e Una sensibilità italiana nata in Egitto, contengono, anche se in maniera cronologicamente non lineare, diversi dati autobiografici. Dei dieci capitoli che compongono Zang Tumb Tumb i primi ad essere composti sono Il bombardamento di Adrianopoli e Treno di soldati malati, capitoli che l'autore provvederà a diffondere anche in francese. [2] La più grande tavola parolibera (23x116 cm.) disegnata da Marinetti, Le bombardment d'Andrinople è stata esposta per la prima volta a Milano nella recentissima mostra F.T.Marinetti=Futurismo. [3] In Una sensibilità italiana nata in Egitto Marinetti così ricorda e sottolinea il significato innovativo del suo Bombardamento:

Il valore letterario del Bombardamento di Adrianopoli come primissima rivoluzione nella poesia mondiale fuori dalla prosodia e dalla sintassi per una musicalizzazione delle nuove meccanizzazioni della vita è la base di tutte le discussioni e di tutti gli studi critici nei salotti e nei giornali della Bulgheria al mio passaggio di poeta conferenziere propagandista [4]

Sul finire del 1912 Marinetti si reca in Bulgaria come corrispondente di guerra del quotidiano francese "Gil Blas" e assiste alla travolgente avanzata dell'esercito bulgaro, al bombardamento aereo (fra i primissimi nella storia militare) e alla presa di Adrianopoli. Un'analisi della composizione, degli umori e delle simpatie etnico-politiche in Zang Tumb Tumb è stata proposta in un bell'articolo da Michele Colucci. [5]

Marinetti ricorda come la sua auto Isotta Fraschini, di cento cavalli vapore, sulla quale era diretto al fronte macedone della prima guerra balcanica, si guastò gravemente proprio a Sofia e lui fu costretto a prendere alloggio al Ristorante Caffè Albergo Bulgaria: dove si affumicavano bevendo tè centinaia di giornalisti uomini politici capi di partito scrittori e poeti barbuti con un contadiname a scarpe di corda con punta ricurva [6]

Uno degli scrittori bulgari, che Marinetti aveva già conosciuto in Svizzera [7], era il celebre creatore degli "Idilli", Petko Todorov, che Marinetti ricorda così:

Durante la prima guerra balcanica discuto di parole in libertà e del Bombardamento di Adrianopoli con Teodorov quadrata bionda barba slava nel Caffè Bulgaria di Sofia troneggiante poeta tra i burbanzosi rivoluzionari bulgari [8]

Bojan Danovski, che dal 1919 al 1921 aveva studiato a Milano ingegneria e musica, ricorda di essere andato a trovare Marinetti a casa sua e che sulla soglia, invece di salutarlo, Marinetti lo avesse strattonato tirandolo vigorosamente per il bavero e gli avesse chiesto con impazienza cosa fosse accaduto a Petko Todorov [9], essendo del tutto all'oscuro che lo scrittore bulgaro era morto in Svizzera già nel 1916.

Marinetti acquista un cavallo per proseguire il suo viaggio, ma questo viene subito requisito dallo Stato Maggiore bulgaro. Prosegue la sua strada su un carro trainato da bufali acquistato e guidato da lui insieme ad un corrispondente viennese 'più bovaro che giornalista' [10]. Marinetti raggiunge le colline che dominano i fiumi Marizza e Tundža:

Ogni pomeriggio sulle stesse colline divenute il mio scrittoio preciso con la matita gli accordi sonori dei colpi di partenza e di arrivo dei medi calibri serbi … I cannoni turchi rispondono e ogni giorno i turchi ritornando a liberarsi dei ponti bulgari l'assedio di Adrianopoli si prolunga sintetizzandosi nei miei nervi e nei miei polmoni al punto di diventare quell'ormai celeberrimo Bombardamento di Adrianopoli che declamato in più di 100 città dell'America del Brasile dell'Uruguay dell'Argentina fu chiamato "la bandiera sonora dell'America del Sud" [11]

Sulle stesse colline, aggiunge Marinetti:

io misuro in parole in libertà aeropoetiche l'eroismo contenuto nel grido "Petnanoie" lanciato ogni ora dai combattenti bulgari turchi che con un ta ta ta di mitragliatrice e un zazzu zazzu zazzu zazzu zazzu zazzu di ascie contro i piloni del ponte da tagliare si contendono il passaggio del fiume [12]

Lo stesso grido di battaglia ricorre, in grassetto e sillabato, anche nel testo di Zang Tumb Tumb:

schizzare di fiamme solari ascie gomena presto segarla ancora 3 bulloni pet-na-noje pet-na-noje avanti pendere elastico della vittoria [13]

In realtà il grido di assalto bulgaro era "napred na nož", cioè "avanti, alla baionetta!" Ritengo che la forma "noje" fosse stata vergata dapprima alla francese e che la forma "noie", impiegata da Marinetti trenta anni dopo, trascriva la grafia del 1913 e non la fonetica. Un altro curioso infortunio linguistico capita a Marinetti nel citare il primo verso dell'inno nazionale "Šumi Marica okărvavena" ("Mormora la Marizza insanguinata"), che viene così riportato "Sciumi Maritza o Karvavena". [14] Anche la versione francese, diffusa dall'autore, suona "Choumi Maritza o Karvavena". [15]

Converrà infine accennare alla presenza in Zang Tumb Tumb di tavole con parole disposte con modalità iconico-espressive tra linee, frecce e i soliti segni di +, - e =. Tra queste, quelle del "Pallone frenato turco", del "Sole + Pallone frenati" e soprattutto la elaboratissima "Carta sincrona dei suoni rumori colori immagini odori speranze voleri energie nostalgie tracciata dall'aviatore Y.M." nel quale i principi futuristi della simultaneità si fondono con quelli, in seguito molto sviluppati da Marinetti, della aeropoesia e aeropittura.

Pochi anni dopo la città di Jambol è al centro di vivi e diretti interessi marinettiani. L'appena diciottenne e futuro celebre saggista e storico dell'arte Kiril Krăstev pubblica un frammento di Zang Tumb Tumb e la traduzione de Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica. Jambol è allora un nido di idee rivoluzionarie e i giovani fanno capo a diversi gruppi politici, dai socialdemocratici agli anarchici e anarcocomunisti. Tra di loro la 'modernità' è impersonata dall'espressionismo e dal futurismo. Krăstev aveva acquistato, già nel 1919, in una libreria della vicina città di Sliven i due primi fascicoli della celebre rivista avanguardista di Geo Milev "Vezni" (Bilancia) e la raccolta di poesie Жестокият пръстен (L'anello crudele) dello stesso autore. Milev, mentre si curava a Berlino per una gravissima ferita riportata durante la guerra a Dojran (aveva perso un occhio e parte delle ossa craniche) era entrato in stretto contatto col movimento espressionista tedesco, sia letterario che pittorico, specie con le redazioni delle riviste "Die Aktion" e "Der Sturm". Milev divenne il distributore in Bulgaria di "Der Sturm", creatura di Herwarth Walden, che già nel corso del 1912 aveva pubblicato sulla sua rivista il Manifesto del Futurismo, Uccidiamo il chiaro di luna! e il Manifesto tecnico della letteratura futurista. Krăstev e il gruppo dei giovani 'modernisti' di Jambol invitano Milev a tenere due conferenze sulle tendenze letterarie e artistiche d'avanguardia. Il 21 e il 22 maggio del 1922 Milev parla, affascinando il numeroso uditorio, di simbolismo, futurismo, cubismo ed espressionismo. Per l'onomastico di Geo (S. Giorgio) i giovani di Jambol gli inviano un biglietto di auguri, indicando come mittente, in italiano, il Movimento futurista di Yambolì. Il biglietto è firmato dal 'presidente' del gruppo Kiril Krăstev e dal 'segretario' Vasil Petkov. Quest'ultimo, figura particolarmente colorita della gioventù locale, era stato in Italia e aveva riportato in città "un tomo del libro di F.T.Marinetti - corrispondente durante la guerra balcanica - Zang Toumb Toumb". [16] Quasi certamente si trattava della versione francese del Bombardamento di Adrianopoli, come si evince dalla grafia impiegata da Krăstev. Il fascicolo, che recava una foto di Marinetti in atteggiamento marziale e con i baffi all'insù, appassionò i 'modernisti' cittadini. I giovani presero a riunirsi di notte nel parco della città e, con orrore e allarme dei 'borghesi' che dormivano nei dintorni, si divertivano a riprodurre i suoni e le onomatopee del testo marinettiano. Le pallottole sibilavano come "pìu-pìu", le mitragliatrici sgranavano il loro "zang-zang", le granate cadevano come "tumb-tumb" e altri imitavano i boati dei cannoni di grosso calibro. [17]

Nella primavera del 1922 Kiril Krăstev, che frequenta ancora le scuole medie superiori, riceve da Nikola Mavrodinov, futuro grande storico dell'arte che era in procinto di trasferirsi a Sofia e di lì a Bruxelles, l'invito a redigere la terza annata della rivista "Lebed" (Cigno) che usciva a Gorna Orjahovica. Il materiale inviato da Mavrodinov fu in gran parte scartato e il primo fascicolo della terza annata di "Lebed" uscì il 27 settembre del 1922, rinnovato nell'impostazione grafica, che si rifaceva a "Vezni" di Milev, ma in prevalenza con testi poetici che, per una qualche inerzia, continuavano la linea sentimentale-romantica delle annate precedenti. Ma nello stesso fascicolo trovavano posto opere di alcuni 'modernisti' di Jambol, poesie di Teodor Draganov, litografie di Teodor Čakărmov e, soprattutto, il primo manifesto in Bulgaria del dadaismo, scritto dal caporedattore Kiril Krăstev. Il manifesto, dal titolo Неблагодарност (Ingratitudine), annuncia con audacia (ricordiamo che l'autore era appena diciottenne) il vitalismo e la festosa allegria di Dada e si chiude con il detto di Blaise Cendrars: "La poesia è gioco". [18]

Ma la trasformazione di "Lebed" in una incisiva, per quanto effimera, rivista futurista, comincia con il secondo fascicolo (15 novembre 1922). La rivista cambia titolo e si chiamerà "Crescendo", da pronunciare "Creščendo" alla bulgara, analogamente allo stesso termine musicale. Il frontespizio, di taglio nettamente futurista, è dovuto a Milčo Kračulev, cugino di Krăstev; è in caratteri latini che crescono di dimensione da sinistra verso destra e che riprendono alla lettera uno stratagemma grafico di Zang Tumb Tumb, che sin dalla prima pagina presenta in identica disposizione le parole "poesia nascere". Il fascicolo, in tutto di venti pagine, ospita autori di Sofia e si apre con un schizzo-saggio del più radicale avanguardista bulgaro, Čavdar Mutafov, architetto, prosatore e caposcuola dell'analisi strutturale di opere d'arte, intitolato Невъзможности (Impossibilità), dedicato al più celebre ritrovo di tutta l'intelligencija sofiota, il caffè-ristorante "Car Osvoboditel". Bojan Danovski che, come abbiamo visto, aveva studiato a Milano ed era divenuto amico di Marinetti, propone una pagina nella quale alcuni cowboy profanano un monastero e strappano le vesti delle monache e che presenta un titolo bilingue: Осквърненено светилище (Il santuario profanato) e, in italiano, Profanazione. Oltre a poesie dei 'modernisti' locali, Teodor Draganov e Leo Koen, compare la traduzione di un Baccanale di Richard Dehmel, dedicata da Geo Milev ai suoi 'amici di Jambol', un saggio di Tairov di argomento teatrale e un manifesto dichiaratamente futurista di Krăstev: Vetrine. [19]

Il successivo ed ultimo numero di "Crescendo" è un numero doppio, 3-4, di sedici pagine, di formato notevolmente ingrandito. Come redattori sono indicati, oltre a Krăstev, anche Teodor Draganov e il geniale pittore Ivan Milev. Oltre a traduzioni di versi di poeti espressionisti tratti da "Der Sturm" (due poesie di August Stramm, tradotte da Milev e Anna-Blume (nella traduzione di Petăr Spasov) di Kurt Schwitters (il celebre artista radicale che creava sculture e pitture assemblando oggetti e materiali di scarto e che voleva coniugare Dada col costruttivismo e la Bauhaus), il fascicolo ospita il manifesto del Purismo di Amadée Ozenfant e Pierre Jeanneret (Le Corbusier) tratto dalla rivista "L'esprit nouveau", testi di architettura ancora di Le Corbusier e di Erenburg, un breve testo di Tristan Tzara sul poema simultaneo. I due pezzi più significativi sono costituiti però da un lungo articolo-manifesto di Krăstev: Началото на последното (L'inizio della fine) che affianca ad una minuziosa esposizione critica dei vari movimenti artistici e letterari, tra i quali Futurismo, Simultaneismo, Arte dei rumori, Cubismo, Immaginismo e Costruttivismo, una parte finale filosofico-visionaria sui fini ultimi dell'arte: il fine e anche la fine dell'arte consisterebbero nella "umanizzazione dell'arte formale" e nella "umanizzazione dell'uomo stesso". Il manifesto si conclude con il seguente invito:

Tutti voi, che ambite alla umanizzazione dell'arte - umanizzate l'uomo. Così il lavoro si accorcia e l'arte viene raggiunta. E voi, abitanti della terra - occultisti - salvate l'arte dall'occultismo poiché Dio stesso non è un occultista. La sintesi dell'arte è la sua distruzione.

"Crescendo" cessava le sue pubblicazioni proprio con queste parole di Krăstev.

Le pagine centrali costituiscono un blocco completamente dedicato a Marinetti. Vi compare, modellata su quella originale di Zang Tumb Tumb, la pagina Indifferenza di due rotondità sospese sole + pallone frenati che è seguita dal testo autentico di un manifesto gettato da un monoplano bulgaro il 30 ottobre 1912, che invitava alla resa le forze turche di Adrianopoli per evitare un ulteriore spargimento di sangue e una accurata traduzione de Lo splendore geometrico e meccanico (1914) che è evidentemente tradotto dal francese, come ci dimostra la forma "courir" e la definizione di Boccioni come "молибрист" "motlibriste" per l'italiano "parolibero". Il manifesto di Marinetti prescrive tra l'altro per i verbi l'uso del solo infinito che definisce come "il moto stesso del nuovo lirismo". [20] Ora il bulgaro, come anche altre lingue balcaniche, non conosce l'infinito del verbo e il traduttore bulgaro (certamente Krăstev) appone una nota, non saprei se più patetica o scherzosa, di questo tenore: "Malauguratamente, nel caso della lingua bulgara, questa cosa è evidentemente irrealizzabile". [21] Il blocco marinettiano contiene inoltre un celebre ritratto di profilo del poeta eseguito dal medico e scrittore russo, protettore dei futuristi, Nikolaj Kul'bin. Curiosamente su "Crescendo" è citato come Klubin e Krăstev ripeterà lo stesso errore 66 anni dopo nei suoi ricordi della vita culturale bulgara tra le due guerre. [22]

I futuristi di Jambol inviarono a Marinetti a Milano i due fascicoli (2 e 3-4) di "Crescendo" e questi rispose, molto lusingato, con una lettera su carta intestata della rivista 'sintetica' "Il Futurismo" ornata dal logo del "Pugno di Boccioni" disegnato da Giacomo Balla. [23]Marinetti ringraziava i giovani di Jambol, che definiva "Mes chers amis futuristes". Prometteva inoltre di venire in autunno in Bulgaria per conoscerli di persona. La lettera era accompagnata da un pacchetto di manifesti futuristi, tra i quali quello degli artisti futuristi Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini e da una copia di Les mots en liberté futuristes (1919) con la dedica "A Cyrile Kresteff, con simpatia futurista". [24]

La visita di Marinetti in Bulgaria si verificò in realtà dieci anni dopo, quando venne invitato dalla sezione bulgara del Pen-Club a tenere due conferenze a Sofia. Vi giunse a gennaio e fu accolto alla stazione tra gli altri da Aleksandăr Balabanov, Čavdar Mutafov e Vladimir Poljanov, ai quali chiese immediatamente se poteva vedere "il suo amico futurista" Krăstev. Krăstev, che aveva in biblioteca il libro Marinetti e il Futurismo (Roma-Milano 1929) della serie "I prefascisti", dedicato "al grande e caro Benito Mussolini" e che era bene al corrente della completa fascistizzazione di Sua Eccellenza Marinetti, membro della mussoliniana Accademia d'Italia, ritenne, per ragioni di opportunità politica, di non andare a riceverlo alla stazione. Presenziò alle conferenze, tenute in francese al teatro "Royal", e rimase incantato dalla straordinaria capacità mimica e oratoria di Marinetti che, recitando un brano di Zang Tumb Tumb, fece crollare il teatro dagli applausi. All'uscita, mentre Marinetti era circondato da una selva di ammiratori entusiasti, Balabanov, con voce flebile e alterata, presentò Krăstev a Marinetti indicandolo come "un futuriste bulgare". Krăstev che compare con gli altri in una foto di gruppo davanti all'ingresso del teatro, si rammaricò in seguito della sua eccessiva riservatezza nell'occasione. Sulla rivista "Zlatorog" compare una nota anonima, ma che attribuirei al coredattore e celebre pittore Sirak Skitnik, che sottolinea quel tipo di fascino ipnotico col quale l'oratore aveva addomesticato il pubblico, per lo più conservatore e tradizionalista e alieno da specifiche simpatie futuriste. Nella nota si sottolinea l'importanza storica di rottura con la tradizione esercitata dal futurismo italiano e, anche se gli esiti artistici delle parole in libertà sono risultati in complesso molto modesti, alcune tesi di fondo, come il nuovo dinamismo della vita, la meccanizzazione nell'arte e la distruzione dell'"Io", rimangono sempre valide. La nota si conclude indicando i diversi sbocchi dei futurismi italiano e russo, il primo nel fascismo, l'altro nella rivoluzione bolscevica. [25] Certamente in relazione alla presenza a Sofia di Marinetti la "Rivista Italo-Bulgara" [26] che usciva a Sofia diretta da Enrico Damiani, pubblica un articolo su Marinetti, informativo ed equilibrato, dell'italianista Petăr Dragoev [27], seguito da una traduzione dall'italiano dello stesso Dragoev del Bombardamento di Adrianopoli. La traduzione, pur in sostanza corretta, rinuncia quasi completamente ad ogni effetto grafico, come diversità dei caratteri e disposizione di parole non lineare, dell'originale. [28] Dopo le conferenze Marinetti fu invitato a ricevimenti letterari, uno dei quali in casa della scrittrice Ana Kamenova. La stampa bulgara si interessò vivamente alle visita di Marinetti a Sofia. Asen Sakăzov scrisse un articolo: "F. T. Marinetti, il padre del futurismo a Sofia", nel quale affermava di essere stato negli anni '20 a Roma un acceso seguace del movimento. [29] Sempre nel 1932 il pubblicista e poligrafo Giorgio Nurigiani, livornese di origine armena, che risiedeva stabilmente a Sofia, intervista Marinetti nella sua casa di piazza Adriana a Roma, gli fa domande sulla diffusione del Futurismo al di fuori dell'Italia e gli chiede cosa pensi del popolo bulgaro. Marinetti risponde con frasi di circostanza, ricordando il coraggio, di cui era stato testimone diretto, mostrato dai Bulgari nel corso della prima guerra balcanica. Nurigiani ricorda di essere stato invitato personalmente da Marinetti ad una serata futurista nel teatro "Costanzi" a Roma. Dopo l'esibizione di Marinetti, l'orchestra aveva intonato una "marcia futurista" provocando urla e disappunto nel pubblico, con conseguente lancio di oggetti verso il palco. Il giorno dopo Marinetti gli avrebbe confidato di essere contentissimo dello "straordinario successo" della musica futurista. [30]

A distanza di dieci anni Marinetti rievoca così i suoi incontri a Sofia:

con fresca e vispa eleganza fa osservazioni la poetessa Bagriana descrive le originalità della poesia del suo paese a tavola in casa della Signora Kamanova [sic] massimo salotto letterario

Conosco Vassilef direttore della più importante rivista "Corno d'Oro" che pubblicò la prima traduzione del Bombardamento di Adrianopoli fatta molto acutamente dal giovane poeta bulgaro Yvalief [sic]

Conosco anche gli ingegni futuristi bulgari

Nicolai Marangozof autore di Ode alla mia amante simultanea [31]

In realtà il titolo della poesia in questione: Ода на моята многолика любовница [32] vuol dire "Ode alla mia amante multiforme" e non "simultanea"; le donne amate si fondono in una sola amante virtuale ideale. Marinetti ritiene di cogliere una simultaneità futurista per giustificare l'apprezzamento di Marangozov come "ingegno futurista bulgaro".

Non sono riuscito a rintracciare su "Zlatorog" ("Corno d'Oro") la citata traduzione del Bombardamento di Adrianopoli fatta da Petăr Uvaliev che potrebbe essere apparsa anche altrove.

In queste stesse pagine Marinetti dedica molto spazio al pittore e storico dell'arte Sirak Skitnik:

Le teorie italiane involontariamente suscitano ciò che venne chiamato il "primopassismo" del pittore poeta critico bulgaro Sirak Skitnik ansioso rivelatore di idee generali

Questi s'innamora delle audacie novatrici d'altri paesi e subito le elogia illustra con genialità e vigore polemico e slancio propagandista …

Il primopassista Sirak Skitnik ha consacrato elogi pure ai costumi futuristi realizzati a Parigi da Prampolini e portati da una bellissima danzatrice bulgara la quale testimonia il trionfo delle parole in libertà e della scenografia futurista a Parigi [33]

In una penetrante recensione in chiave modernista-espressionista, Geo Milev aveva indicato in Sirak Skitnik "quasi l'unico rappresentante delle nuove tendenze pittoriche". Milev afferma che il pittore era già sulla via dell'espressionismo, del cubismo e del futurismo, anche se nella sua opera permanevano ancora tratti del neoimpressionismo, un primitivismo modernizzato e una tendenza illustrativa-decorativa di origine russa. [34] Sirak Skitnik aveva studiato pittura in Russia (1908-1912) con Dobužinskij, era strettamente collegato al gruppo modernista pietroburghese "Sojuz molodeži" e con i pittori russi d'avanguardia che conoscevano i futuristi italiani e Boccioni in particolare, seguiva gli esperimenti teatrali di Evreinov, era membro di "Mir iskustva" e collaborava con la rivista "Apollon". Giustamente Emilija Georgieva interpreta come un revival dei trascorsi russi il fatto che Sirak Skitnik immediatamente dopo le conferenze di Marinetti a Sofia, abbia realizzato un ciclo di disegni a colori apertamente futuristi, alcuni dei quali poi rielaborati e ridipinti ad olio. [35] Provando ad incrociare i giudizi di Milev e le parole di Marinetti, potremo forse capire il significato del termine "primopassista" e interpretare Sirak come colui che aveva fatto i "primi passi" per lasciarsi alle spalle la pittura tradizionale e particolarmente, secondo Milev, il neosimbolismo.

***

Nel 2003, in occasione di un convegno internazionale dedicato all'opera di Geo Milev [36], avevo avanzato una proposta di lettura, anche in chiave futurista, oltre che espressionista, del celebre poema di Geo Milev Settembre. [37] Il poema, uscito nel settembre del 1924, sia nei numeri 7-8 della rivista "Plamăk" che come fascicolo autonomo, fu immediatamente sequestrato dalla polizia. Il poeta fu incriminato per violazione della "Legge per la difesa dello Stato" e, il 14 maggio del 1925, condannato ad un anno di carcere e a una multa di 20 000 leva. Il giorno successivo un agente lo conduce con un pretesto alla direzione della polizia, dove sarà strangolato da agenti-aguzzini del governo di Cankov, che, dopo aver assunto il potere col sanguinoso colpo di stato del 9 giugno 1921 e l'assassinio bestiale del Primo ministro democraticamente eletto, Aleksandăr Stambolijski, ha schiacciato nel sangue l'insurrezione contadino-operaia del settembre del 1923, dando inizio alla cupa stagione del cosiddetto "terrore bianco". Settembre è un'opera totalmente isolata e innovativa nel panorama della poesia bulgara del Novecento. E' dedicata alla insurrezione contadina e operaia che viene tratteggiata come una cieca e disperata rivolta di masse in un clima di spontaneismo anarchico e caotico. Questi aspetti furono criticati dalla critica marxista "ortodossa", che volle giustificare con la giovinezza e l'inesperienza "militante" di Milev la sua completa estraneità e ignoranza della "disciplina, organizzazione e determinazione proletaria" [38]. Per di più l'unico "eroe", descritto con trepidante compartecipazione, che si staglia come figura individuale sullo sfondo della anonima rivolta e sconfitta del popolo-massa, è un prete, il pop Andrej, certo un 'prete rosso', ma pur sempre un religioso e non un dirigente operaio.

Il testo di Settembre è costruito con la tecnica del montaggio di 12 sezioni di consistenza quanto mai varia, alcune di oltre 80 versi, per lo più brevissimi e composti da una sola parola, altre più brevi. La settima sezione è composta da un sol verso: "Comincia la tragedia". Le varie parti sono assemblate come in un collage [39], senza una apparente continuità dei contenuti, con una linea narrativa fratta e spezzettata.

Nikolaj Furnadžiev ricorda che il ritmo e la versificazione di Settembre costituivano qualcosa di assolutamente nuovo nella poesia bulgara e aggiunge che Geo gli aveva consigliato di "spezzare" i versi del suo poema Svatba, che pure incarnava una poetica particolarmente innovativa. [40] Lamar ricorda che, alla fine del 1921, Milev aveva ricevuto da Berlino il poema di Majakovskij 150 000 000, se ne era appassionato e lo recitava in russo, stando in piedi col braccio destro levato. Milev tradusse molti brani di 150 000 000 e li pubblicò nel 1923 nell'Almanacco della sua rivista "Vezni". [41] Lamar aggiunge che la conoscenza di questo poema provocò una svolta epocale nella poetica sia di Geo che sua [42]. Milev pubblicò nel 1924, sulla sua rivista "Plamăk" la traduzione della poesia di Majakovskij 1° Maggio che era uscita su "Lev" l'anno precedente. Ora alcuni tratti caratteristici di Settembre sono chiaramente ripresi da questa poesia. Majakovskij, dopo la parola "sostantivi" (Существительные) incolonna otto parole, una per verso (Мечты. Грёзы. Народы. Пламя. Цветы. Розы. Свободы. Знамя.) e dopo la parola «aggettivi" (Прилагательные) sei aggettivi (Красное. Ясное. Вешний. Нездешний. Безбрежный. Мятежный.) [43]. E' evidente lo stretto rapporto tra il procedimento poetico di Majkovskij e versi come questi di Settembre:

с пръти уродливи не гении
с копрали сакати таланти
с търнокоп космати протестанти
с вили черни оратори
с брадви боси агитатори
с топори изподрани фабриканти
с коси прости въздухоплаватели
и слънчогледи ...
диви педанти

гневни писатели

бесни ...
генерали ...

Il procedimento tipico di Majakovskij del verso "a scaletta" appare in "Settembre" solo in due casi, entrambi però particolarmente pregni di significato:

скот като скот: ________________________________________ изтракаха пушки

___________хиляди _____________________________________________ Ку

_________________ маса ____________________________________________ Клъкс

_______________________ народ _________________________________________ Клян.

Nel capitoletto "Marsigliese" di Grozni prozi, la prosa della narrazione dell'assalto alla redazione di "Die rothe Fahne" si spezza improvvisamente in una "scaletta" onomatopeica:

Хряс-

ссссссссс --

рррррр --- [44]

Qui l'onomatopea , con sei "r" orizzontali riproduce il crepitio delle mitragliatrici dei militanti comunisti berlinesi che difendono l'edificio. In "Zang Tumb Tumb" Marinetti ne usa ben 42, sempre in orizzontale:

1000 m. biplano bulgaro molle velluto del

suo russare russarrrrr

rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr [45]

In Ad (Inferno), edito da Milev nel 1925, ma scritto nel 1922, la caduta a precipizio nell'abisso dell'Inferno è così in qualche modo mimata:

Падай

- с трясък

- прасък

право в провала

a cui fanno seguito 30 "R" in verticale, fino all'impatto finale : - ЖТ- / Пляс! [46]

Abbiamo volutamente incrociato riferimenti a Majakovskij (futurismo russo) e a Marinetti, che ci permettono di giustificare la qualifica di "futurista", oltreché ovviamente "espressionista" riferita al poema Settembre. Dato che durante il convegno a Stara Zagora del 2003, qualche collega bulgaro aveva voluto, in conversazioni informali, escludere l'influenza del futurismo italiano e specie di Marinetti sull'opera di Milev, ritengo utile riportare una serie di citazioni pertinenti all'argomento. Il poeta Nikolaj Liliev, cui Milev era legato da un particolare rapporto di stima e di affetto, ricorda che Geo, in una serata in cui gli era stata suggerita una svolta "passatista" nella sua poesia, sarebbe improvvisamente sbottato in questo modo: "Tornare indietro!...Dai poeti del passato!...No, mai e poi mai! Piuttosto vado con i futuristi!" [47] Nel novembre del 1912 Milev si iscrive alla Facoltà Filosofica di Lipsia e conosciamo bene il suo interesse per la rivista d'avanguardia di Walden "Der Sturm" (della quale divenne in seguito il distributore in Bulgaria). Ora Walden aveva pubblicato su "Der Sturm" nel corso del 1912 il Manifesto del Futurismo, Uccidiamo il chiaro di luna e il Manifesto tecnico della letteratura futurista. In occasione di una mostra di pittori futuristi a Berlino, Walden si sarebbe così rivolto a Marinetti: "Viva Garibaldi … Mi dichiaro capo del Futurismo tedesco e trionfatore come te Marinetti perché tutti i quadri e cioè 100 sono stati acquistati". Rivolto poi a Boccioni avrebbe aggiunto: "Ja ja Viva Garibaldi ho firmato per te contratto di vendita dei cento quadri." Marinetti scrive che Boccioni, alla notizia, avrebbe fatto una "capriola di danza". [48] Nella biblioteca di Milev si conserva una copia di Les mots en liberté futuristes, che reca sulla copertina la firma autografa di Geo: "Ghéo Milev". [49] Abbiamo già visto che nel 1922 Marinetti aveva inviato a Kiril Krăstev una copia del libretto e Krăstev, uno dei più vicini amici e ammiratori di Geo, lo aveva invitato, nel maggio dello stesso anno, a tenere a Jambol due conferenze sulle nuove tendenze artistiche: simbolismo, futurismo, cubismo e espressionismo. Nikolaj Šejtanov ricorda di aver visitato in Germania, insieme a Geo, mostre futuriste e cubiste e di aver discusso a lungo di Chagall, Klee e Kokoshka. [50] Todor Genov ricorda che Geo era noto come "sfrenato futurista, intollerante dei pareri altrui". [51]La celebre poetessa Dora Gabé, ricorda di essersi recata in visita da Geo e Mila a Sofia, nel 1919, e di essere rimasta colpita da una serie di cuscini con decorazioni "futuriste". Mila le avrebbe detto: "Questo è futurismo, lo stile più di moda in Germania e in generale in Occidente! Li abbiamo portati da lì." [52] Nel numero 11 della sua rivista "Vezni", Milev aveva pubblicato una foto del quadro futurista di Luigi Russolo "Dinamismo di un treno", dipinto nel 1912. In una lettera al padre del 15 maggio 1919, irata e disperata, che contrasta col tenore di quasi tutte le numerosissime lettere inviategli, Geo, sconcertato dalla resistenza che il padre libraio e editore opponeva sia ai suoi piani editoriali "modernisti", sia alle prossime nozze del figlio con l'attrice Mila Keranova, scrive così:

"Tu parli, come sempre, molto e di molte cose, cose però delle quali non capisci niente, delle quali non hai la minima idea … Così anche a proposito del futurismo; che cosa ne capisci, hai mai visto quadri futuristi, come fai a giudicarli? Tutto quello che hai scritto nella tua lettera non è niente di niente! Parole al vento!" [53]

La sorella di Geo, Penka Kasabova, riporta una disputa tra suo fratello e suo padre in questi termini:

"In Bulgaria nessuno conosce meglio di me il simbolismo, l'espressionismo, il futurismo. Sono le ultime correnti. Una bomba contro il cuore della vecchia cultura. Tu non sai di che potenza si tratti. I giovani verranno dietro di me"… "Bene - diceva papà - ma io non approvo queste idee estremiste e tu stesso vedi che i libri che stampiamo nella collana "Vezni", non vanno. Sono pochi in grado di capirli e il futurismo e l'espressionismo sono solo concetti astratti." [54]

Rievocando, a distanza di oltre un decennio, i suoi incontri del 1932 con gli scrittori bulgari, Marinetti aveva scritto: "Il Futurismo fu introdotto in Bulgaria dalle opere tradotte del poeta Maiakovsky." [55]

Riassumendo le testimonianze fin qui riportate credo che si possa ragionevolmente accettare la mia ipotesi di una lettura di Settembre in una chiave specificamente "futurista". La conoscenza delle poesie rivoluzionarie di Majakovskij da parte di Milev, le sue traduzioni di 150 000 000 e del 1° maggio, le tragiche vicissitudini politiche seguite al sanguinoso colpo di stato reazionario del 9 giugno 1923, tutto questo depone, come aveva colto lo stesso Marinetti, per una influenza stilistica decisiva del Futurismo russo. Ma questo si aggiunge ad una conoscenza e frequentazione del futurismo internazionale e specificatamente italiano che Milev acquisisce già come studente a Lipsia, per arricchirlo man mano fino a ricongiungerlo con i versi infuocati di Majakovskij dei primi anni 'Venti. Ricordiamo in successione: le traduzioni dei manifesti futuristi su "Der Sturm", la frequentazione di mostre futuriste con Šejtanov in Germania, la sua fama di "sfrenato futurista", i cuscini "futuristi" portati da Berlino, la pubblicazione del "Dinamismo di un treno" di Luigi Russolo, la sua attività itinerante di conferenziere sul tema del futurismo e dell'espressionismo attraverso tutta la Bulgaria (tra le quali le due conferenze a Jambol del 1922), i rapporti con Kiril Krăstev e con la rivista futurista "Crescendo" [56], il possesso del libretto marinettiano Les mots en liberté futuristes, l'uso delle serie di consonanti ripetute, con fine onomatopeico e espressivo, sia in orizzontale che in verticale nei versi.


[1] F. T. Marinetti, Teoria e invenzione futurista. Prefazione di Aldo Palazzeschi. Introduzione, testo e note a cura di Luciano De Maria, Verona 1968. Le pagine dedicate al poema sono LXIII-LXVII e CXVI-CIX.

[2] Giovanni Lista, Marinetti, Paris 1976, p.122.

[3] Fondazione Stelline (12 febbraio-12 luglio 2009).

[4] F.T.Marinetti, La grande Milano tradizionale e futurista. Una sensibilità italiana nata in Egitto. Prefazione di Giansiro Ferrata. Testo e note a cura di Luciano De Maria, Verona 1969, p.332.

[5] Michele Colucci, Marinetti corrispondente di guerra nei Balcani (Zang Tumb Tumb), in Relazioni storiche e culturali fra l'Italia e la Bulgaria. Studi presentati al Convegno Italo-Bulgaro in memoria di Enrico Damiani (Napoli - Positano, 29 maggio-3 giugno 1979), Napoli 1982, pp. 297-306.

[6] Una sensibilità italiana …, p.257.

[7]Емилия Георгиева, Маринети и българските писатели, in Втори международен конгрес по Българистикa. Доклади. Превод и рецепция , БАН, Sofia 1989, p.211.

[8] Una sensibilità italiana …, p.333.

[9] От двете страни на завесата. Театрални спомени, Sofia 1969, citato da Георгиева, Маринети …, p.211. Nel 1925 Bojan Danovski, poeta, traduttore e regista teatrale, aveva tradotto dal bulgaro in italiano un Idillio di Petko Todorov per la prima antologia di poesia bulgara curata da Enrico Damiani ("Rivista di cultura" VI, 3-4-, Roma 1925). Collaborò assiduamente con la rivista "Vezni" di Geo Milev e in seguito con "Hyperion". Divenne uno dei più importanti registi teatrali bulgari. Fu in stretto contatto col futurista Anton Giulio Bragaglia, che lo invitò a Roma nel suo Teatro degli indipendenti, a tenere una conferenza sulla poesia bulgara contemporanea. Appena Danovski prese a parlare di Geo Milev si levarono dal pubblico voci provocatorie di dissenso, ovviamente di tenore politico. Bragaglia si infuriò e riuscì a zittire i provocatori.

[10] Idem, p.254.

[11] Una sensibilità italiana …, p.258.

[12] Ibidem.

[13] Zang Tumb Tumb, p.660.

[14] Idem, p.694.

[15] Giovanni Lista, Marinetti, p.165.

[16] Кирил Кръстев, Спомени за културният живот между двете световни войни, Sofia 1988, p.39.

[17] Ibidem.

[18] Il testo del manifesto è riprodotto in Манифести на българския авангардизъм, a cura di Violeta Ruseva, Veliko Tărnovo 1995, pp.40-42.

[19] Per ulteriori informazione vedi Krăstev, op. cit., pp.43-45. Confronta anche Георги Господинов, Crescendo. Литературно-художествено списание, in "Периодика и литература" VI (in corso di stampa).

[20] Marinetti, Teoria e invenzione futurista …, p.87.

[21] "Crescendo", 3-4, p.9.

[22] Кръстев, Спомени … Anche nella didascalia della foto del ritratto, tra p.95 e 96.

[23] Ecco il testo della lettera: "Mes chers amis futuristes, J'ai reçu avec plaisir votre belle revue Crescendo, avec la traduction de mon Aéroplane bulgare et de la Slendeur géométrique. Merci de tout mon coeur. Je suis enchanté d'avoir en vous des défenseurs vraiment futuristes de notre movement. Veuillez me dire si Jambol - Bulgarie est une adresse suffisante. Je vous envoie néanmoins à cette adresse des oeuvres et manifestes futuristes. J'espère venir en Bulgarie en automne. En attendant le plaisir de vous connaitre personellement, je vous serre la main avec une vive sympathie. F. T. Marinetti". Il testo, con svariati errori tipografici, in Кръстев, Спомени …, p.47. Ho controllato sulle foto della missiva inserite nel volume.

[24] Кръстев, Спомени …, p.45.

[25] "Златорог", 1932, 1, pp.70-71.

[26] Vedi in proposito Giuseppe Dell'Agata, Le riviste slavistiche italiane tra le due guerre mondiali, in Contributi italiani al XIV Congresso Internazionale degli Slavisti (Ohrid, 10-16 settembre 2008), Firenze 2008, in particolare le pp.405-410.

[27] Петър Драгоев, Ф. Т. Маринетти и неговия футуризъм, "Итало-Българско списание", 1932, 1-2, pp-55-61.

[28] Бомбардирането на Одрин (свободни думи), pp.62-63. Il testo corrisponde a Marinetti, Teoria e invenzione futurista …, pp.693-697-

[29] Иван Сарандев, Български литературен авангард. Антология, Plovdiv 2001, p.11.

[30] Жорж Нурижан, Творци на италианския дух, Sofia 1934, pp.109-118. L'articolo, corredato da una foto di Marinetti in feluca di Accademico con dedica all'intervistatore, costituisce uno dei medaglioni del libro che è dedicato ad illustrare alcune figure di Italiani celebri.

[31] Una sensibilità italiana …, p.334.

[32] Н. Марангозов, Ода на моята многолика любовница, in " Златорог" 1934,pp-212-214.

[33] Marinetti, Una sensibilità italiana …, pp.333-334.

[34] La recensione, apparsa nel 1921 su "Vezni", è riprodotta in Гео Милев, Пътят на свободата, Sofia 2002, pp.263-269.

[35] Георгиева, Маринети и българските писатели, p.216.

[36] Il convegno si è svolto a Stara Zagora il 25-26 settembre, in occasione delle tradizionali giornate di studio dedicate al grande poeta e intellettuale bulgaro.

[37] Джузепе Дел Агата, Италианските преводи на поемата "Септември" от Гео Милев, in Гео Милев - жрец на истината и свободата, Sofia 2005, pp.34-44.

[38] Giuseppe Dell'Agata, Le traduzioni italiane di Septemvri di Geo Milev, in Slavia Orthodoxa and Slavia Romana. Essays Presented to Riccardo Picchio by his Students on the occasion of his Eightieth Birthday, New Haven 2008, p.63.

[39] Розалия Ликова, Литературен живот между двете войни, Sofia 1995, p.297.

[40] Гео Милев в спомените на съвременниците си, Sofia 2009, pp.466-467.

[41] La traduzione si può, trovare, tra l'altro, in Гео Милев, Избрани преводи, Sofia 1980, pp.147-162.

[42] Гео Милев в спомените…, p.311.

[43] Владимир Маяковский, Полное собрание сочинений , 5, Mosca 1957, p.42.

[44] Гео Милев, Пътят на свободата, Sofia 2002, p.134.

[45] F. T. Marinetti, Teoria e invenzione futurista…, p.585.

[46] Гео Милев, Избрани произведения, Sofia 1955, p.52. In altre edizioni le "R" (Р), соно 28 о 29.

[47] Гео Милев в спомените…, p.195.

[48] F.T.Marinetti, La grande Milano tradizionale e futurista …, p.294.

[49] Гео Милев, Пътят на свободата…, tav.XLVIII, p.433.

[50] Гео Милев в спомените…, p.130.

[51] Гео Милев в спомените…, p.377.

[52] Гео Милев в спомените…, p.303.

[53] Гео Милев. Литературен архив, Sofia 1964, p.314.

[54] Гео Милев в спомените…, p.66.

[55] Una sensibilità italiana …, p.333.

[56] Come curiosità ricordiamo che il "futurista" Krăstev rimase molto irritato dal fatto che Milev nell'Almanacco di "Vezni", del 1923, aveva elencato le riviste "di sinistra" in tutta Europa, e non aveva incluso tra queste "Crescendo", mentre tra di esse figurava "Poesia" di Marinetti.

http://books.google.com/books?id=qojpIFHmnFgC&pg=PA132&lpg=PA132&dq=galloni+bulgaria+rapporti+culturali&source=bl&ots=SKjP1Ow44o&sig=1J6zEDhfSsqKOu1NVoEsGCdeSyc#v=onepage&q=galloni%20bulgaria%20rapporti%20culturali&f=false

Autore: Giuseppe Dell'Agata




Commenta questa notizia



Notizie

20.08.2010Sulle deportazioni dei Rom dalla Francia. Oltre la cittadinanza comunitaria
20.08.2010La piaga
19.08.2010Gli euro-nomadi
15.08.2010Marinetti, il “futurismo” bulgaro e il poema “Settembre” di Geo Milev
10.08.2010Guardie e ladri
05.08.2010Migranti nelle ville dei boss



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)