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Satira e politica in Italia (dalla Radio Nazionale Bulgara)

15.04.2010 - Bologna

Intervento durante la trasmissione radiofonica "Horizont za vas" del 11 aprile 2010

La satira fa parte dell'arte, ed è considerata come un formidabile veicolo della democrazia, perché diventa applicazione del principio di uguaglianza, esalta i difetti dell'uomo pubblico ponendolo sullo stesso piano dell'uomo medio. Per questo l'arte della satira è riconosciuta come diritto all'articolo 33 della Costituzione Italiana. In più, la satira politica che divertiva il popolo già nella antica Grecia fa parte dell'arte teatrale in Italia da tempi remoti. E' consentito andare al teatro, dove gli spettacoli deridono la politica e i politici, indipendentemente dalla parte in cui stanno. I comici sono anche invitati durante le trasmissioni televisive di approfondimento politico e di attualità.

Con i loro sketch fanno ridere anche i politici. Per questo, gli attori come Roberto Benigni così come tutti gli altri, dicono che a un certo punto non si capisce chi è il politico e chi è il comico.

Da un bel po' di tempo, l'eroe principale è diventato il premier Silvio Berlusconi. A questo proposito, i comici si rivolgono agli elettori, dicendo che capiscono benissimo perché lo votano, per non far diventare disoccupati i comici stessi e affinché i teatri non rimangano vuoti: "Non pensate che, se non ci fosse Berlusconi, noi non avremmo niente da fare. Per noi l'impegno si trova sempre", dicono i più famosi attori del settore come Antonio Cornacchione, Antonio Albanese, Maurizio Crozza, Luciana Litizetto, Giobbe Covatta e altri. Ecco perché è difficile capire se loro appartengono politicamente a qualche parte: "La satira - precisa l'attore Daniele Luttazzi - è un punto di vista e un po' di memoria", in quanto contiene temi rilevanti e richiama il ragionamento.

In questo senso, è orientato l'ultimo spettacolo di Antonio Cornacchione intitolato "Silvio c'è?". Molto originale nella formula fondata su tutto ciò che riguarda il premier, l'inno del suo partito il "Popolo della libertà" - "Meno male che Silvio c'è", in un contesto, dove l'attore ha il ruolo di sostenitore e difensore, ma in realtà, tramite la satira ne diventa un suo abile critico.

Circa 6 anni fa, Cornacchione ha avuto successo con il suo spettacolo "Povero Silvio", nel quale si diceva così: "Povero Silvio, ce l'hanno tutti con lui. Specialmente Chirac e Schroeder, questi due comunisti. I grandi d'Europa hanno fatto un vertice e non l'hanno invitato. Lui ci è rimasto male…Aveva già preparato la ventiquattrore ed ha chiesto: "se porto le paste mi invitate?" E quei due "NO"! "Ma posso portare Bossi…fa morire da ridere…fatemi venire, porto anche le donne", cercava di persuaderli lui…

Nello stesso spirito è appunto il successivo "Silvio c'è?", una satira che consolida il legame Cornacchione - Silvio. Perché lui, Silvio, ha bisogno del suo sostegno. E per questo, l'attore prende in mano la situazione, per aiutarlo armato con amore e misericordia così come richiede l'imperativo del partito.

Quindi, con il nuovo spettacolo i teatri sono pieni, così come il "Teatro delle Celebrazioni" di Bologna con 970 posti, tutti esauriti. La gente di classe media e, ancora più su con intellettuali e borghesi. Lo spettacolo è iniziato con una improvvisa telefonata dell'attore (fuori campo) con il premier, dove il primo assicura il secondo che tutto andrà bene anche se si trova "nel buco nero della democrazia italiana - la città di Bologna", (in realtà è il contrario) e che prenderà in giro la gente.

Con l'ingresso sul palco, gli spettatori hanno accolto Cornacchione con applausi frenetici, comprendendo la sua ironia, quando ha cominciato l'uso tipico del cliché usato dei politici quando dicono che si sentono in casa propria nella città dove si trovano e sentono l'amore della gente e permettono tutto. A quel punto gli spettatori non hanno più applaudito. "Perché non applaudite", ha chiesto l'attore in posa da leader. "Va bene, vi dico io quando applaudire, ma prima voglio dirvi alla faccia vostra che Silvio sta bene".

Appoggiato con successo in modo molto originale dal pianista Carlo Fava, Antonio Cornacchione ha coinvolto il pubblico divertendosi e divertendo per 2 ore con i tormenti di Silvio e quelli dell'opposizione, legati agli scandali sessuali, alla chiesa, alla giustizia e all'informazione nei media. Nel finale è stato chiamato 3 volte al bis.

Stremato come un atleta alla fine di una maratona ma contento, con grande piacere lui ha salutato i bulgari amanti del teatro: "Ciao amici della Bulgaria! Sono veramente contento di salutarvi e di dirvi che volevo venire nel vostro paese come turista e di visitare la capitale Sofia. Prima o poi lo farò e vi farò sentire questo spettacolo. Auguro anche a voi di fare spettacoli di questo tipo. Io faccio satira politica e prendo in giro il nostro premier Berlusconi. Anzi no! Non lo prendo in giro perché lo amo, perché noi siamo del miglior partito dell'amore e amiamo tutti, tutti! Amiamo anche i bulgari!" Queste sono le parole dell'attore Antonio Cornacchione davanti ai microfoni della Radio Nazionale Bulgara, detentore del premio "Forte dei Marmi" per la satira politica. Un uomo del fare così come il suo "compagno di partito" Silvio. Oppure per dirla come dice il pedagogo, specializzato in pallavolo, il bulgaro Raytcho Chahanov: "L'uomo non può aggiustare il mondo, ma può essere leader nella sua professione".


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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