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Girato a Trieste il film del regista bulgaro Komandarev candidato all'Oscar

22.01.2010 - Trieste

Girato a Trieste "Светът е голям и спасение дебне отвсякъде" del regista bulgaro Stephan Komandarev, uno dei film candidati agli oscar. E c'ha lavorato una romana che vive in città.

Intervista tratta dal sito bora.la

"Svet je velik in resitev se skriva za vogalom" (titolo sloveno, ndr) (cioè "Il mondo è grande e la Salvezza è in agguato dietro l'angolo") è uno deil film stranieri candidati all'Oscar 2010 ed è stato girato anche a Trieste. E' una coproduzione bulgara, slovena, tedesca e ungherese, che ha già vinto diversi premi, a cui ha lavorato pure Tiziana Bongiorno, romana ma che vive a Trieste da diversi anni.

La regia è di Stephan Komandarev (che è anche uno degli sceneggiatori), bulgaro, piuttosto noto in giro per l'Europa, che ha una filmografia importante e numerosi premi vinti.

Tra gli attori c'è il belgradese Miki Manojlovic, Carlo Ljubek e Ana Papadopulu.

La storia racconta di Alex, un ragazzo di origini bulgare residente in Germania, che perde la memoria in seguito ad un incidente. Per aiutarlo a ritrovarla, suo nonno organizza per lui un viaggio nel suo passato. Nonno e nipote attraversano cosí mezza Europa e giocano a backgammon, un gioco tanto semplice quanto complesso che, grazie al suo forte valore simbolico, aiuterà Alex a ritrovare se stesso e il senso del proprio destino (vedi la trama su Imdb).

Al film che potrebbe vincere la celebre statuetta d'oro ha lavorato pure Tiziana Bongiorno, nata a Roma ma che negli ultimi anni si è stabilita a Trieste. Ecco l'intervista di Bora.La:

- Tiziana, mi racconti in breve di cosa ti occupi nella tua vita professionale?"

Mi occupo di produzione cinematografica, il lavoro qui a Trieste, è principalmente quello di location manager, con compiti e responsabilità più o meno ampie a seconda del tipo di produzione.

Può andare dal "semplice" cercare e trovare delle location adatte in base ai copioni e alle richieste del regista (ma non solo: l'aiuto di tutte le figure della troupe mi ha insegnato a considerare importanti anche dettagli apparentemente insignificanti, ma che rendono il lavoro più semplice e veloce per tutti, un esempio per tutti è l'organizzazione dei parcheggi dei mezzi, devono essere vicini, in ordine di necessità, preferibilmente in piano, ecc.), al reperimento del personale sul territorio, e alla risoluzione delle problematiche di set legate appunto alle location.

- Come giudichi il lavoro delle equipe slovene e bulgare rispetto al cinema italiano?

Innanzitutto direi che ogni troupe e ogni film crea un'equilibrio diverso, è molto difficile rispondere a questa domanda in modo generale, posso parlarti delle mie esperienze. La cosa che salta agli occhi prima di tutte le altre è la sintonia nelle troupe slovene (di cui ho maggiore esperienza) e quella bulgara. Sembra di lavorare in famiglia, le distinzioni tra ruoli sono meno marcate, c'è sicuramente una gerarchia, ma è molto meno rigida rispetto ad un set italiano.
Questo porta ad un'attaccamento al film e al lavoro molto profondo, ricordo un runner che di sua personale inziativa, per essere più veloce, girava tra piazza della Borsa e piazza Unità in rollerblade. Ho notato anche che sloveni e bulgari non sono particolarmente attenti alle esigenze personali (ad esempio quello che riguarda il catering o la comodità degli alloggi non è sicuramente un'esigenza primaria), ma sono centrati sulle esigenze di produzione. Ad esempio le riprese di "The World is Big" prevedevano un passaggio sulla napoleonica. Dopo 5 minuti, oltre al set, era stato allestito un vero e proprio ufficio per le ragazza di produzione, completo di tavoli, sedie, pc e stampanti!

- Come triestini siamo convinti di vivere in una città stupenda. Secondo te, invece, la città quanto e come si presta come palcoscenico per l'occhio delle camere cinematografiche?

Vivo e lavoro a Trieste ormai da quasi 4 anni, e devo ammettere che più conosco questa città, più mi rendo conto della sua bellezza, e del fatto che basta girare un angolo per trovare uno scorcio completamente differente dal precedente. Il fatto di avere il mare, la bellezza architettonica, e spazi aperti tutti molto vicini tra loro fa di Trieste, a mio avviso, un luogo adatto alle riprese cinematografiche. A questo aggiungi il fatto che le autorità (istituzionali e private) che di volta in volta vengono coinvolte si sono sempre dimostrate disponibili, comprensive delle difficoltà sia logistiche che di tempi, e collaborative nei confronti delle produzioni.
Anche i cittadini hanno sempre fatto la loro parte, come molti triestini hanno imparato, l'allestimento di un set implica disagi: strade chiuse, parcheggi limitati, richieste di silenzio religioso in luoghi pubblici e frequentati. In questo senso non ho mai vissuto Trieste come la citta del "non se pol". Di certo ci sono anche difficoltà, prima tra tutte l'imprevedibilità metereologica, qui il tempo cambia veramente molto velocemente e non è mai possibile capire con certezza quando e se arriverà un refolo di bora. Generalmente chiamiamo i vari servizi metereologici una o più volte al giorno per essere certi di trovare il tempo che cerchiamo (non sempre è necessario il sole).

- Cosa si vede di Trieste nel film candidato all'oscar?

E' stato girato in piazza Unità, piazza Verdi, la Napoleonica, Cavana, via Santa Caterina. Poi ci sono delle scene di Padriciano che in realtà sono state ricostruite in Bulgaria. In tutto per una settimana di riprese a Trieste c'è qualche minuto in cui compare la città. Trieste è per il protagonista il primo luogo d'arrivo subito dopo essere arrivato in Italia. In Napoleonica sono ambientate delle scene in cui il protagonista sta tornando verso la Bulgaria ed è in bicicletta, in tandem.

- Ho visto alcune foto dal set triestino e ci sono i vecchi bus dell'Azienda Consorziale Trasporti di Trieste. Come li avete recuperati?

C'è un appassionato, ex dipendente dell'azienda, che ha creato un suo museo personale con mezzi pubblici del passato. L'ho trovato e l'abbiamo coinvolto…

- Cosa stai facendo ora?

Sto lavorando a piccole produzioni di documentari. La maggioranza di queste sono legate a questo territorio, dove viviamo. Per ora non posso dirti di più!

(l'autore dell'intervista ringrazia Tiziana per l'aiuto sull'introduzione dell'articolo stesso)


Autore: Enrico Maria Milic
Fonte: Bora.La



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