Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
  
Ritrovano in un orfanotrofio bulgaro la figlia creduta morta alla nascita

09.01.2010 - Cirò Marina (KR)

Quando compare nel soggiorno, si stringe nel suo piumino rosa, ancora troppo largo nonostante sia di almeno due taglie inferiori alla sua età anagrafica. Vederla è un tuffo al cuore. Dieci anni e mezzo, di età, la bambina è uno scricciolo dolcissimo. Ma su di lei la vita si è abbattuta come un uragano, straziandola. La piccola che è diventata cieca pochi giorni dopo la nascita, sale i gradini a passi incerti. La tiene per mano il papà, che è giunto a Cirò Marina dalla Bulgaria, da 10 anni, e qui si è integrato insieme alla moglie, che lo ha raggiunto qualche tempo dopo con gli altri due loro figli di 9 e 8 anni. La loro sorellina è arrivata a Cirò Marina da pochi mesi perché, incredibilmente, fino a giugno scorso, era stata creduta morta dai genitori! Glielo avevano fatto credere nell'ospedale di un grosso paesotto della Bulgaria profonda, dove la loro primogenita, bella come il sole, era nata di sette mesi, il 26 aprile 1999.

«La bambina - racconta il papà - venne messa in un'incubatrice, ma una settimana dopo, ci dissero ché la bambina era morta. Ci hanno consegnato un atto in cui non si attestava, secondo la legge di allora, che essendo nata prematura si era trattato di un aborto». L'uomo che ha dato mandato ad alcuni legali per fare luce sulla vicenda, non fa mistero di ritenere che sua figlia sipossa essere finita negli ingranaggi di un orrendo sistema che alimentava nel suo Paese un presunto traffico di neonati che, sottratti con l'inganno alle famiglie naturali, erano destinati al fiorente mercato delle adozioni. Ma per la piccola le cose sono andate diversamente. Il papà ipotizza che la sua bambina che riportò gravissime lesioni alla retina a causa del malfunzionamento di quella vecchia incubatrice, non venne più trattata come "merce" di scambio nel mercato delle adozioni illegali. E per sbarazzarsene, l'affidarono ad un orfanotrofio dove, la neonata - bisognosa di cure oculistiche -, venne lasciata vegetare per 10 lunghi anni. In uno stato pietoso l'hanno trovata i suoi genitori che l'hanno abbracciata per la prima volta las scorsa estate. «Lei - ricorda ancora emoziato il papà - mi si è accucciata tra le braccia come un gattino indifeso. Pesava appena 16 chili. Non camminava e parlava, perché nessuno le aveva insegnato a farlo».

I due coniugi si erano precipitati in Bulgaria il 16 giugno, all'indomani della telefonata dell'ufficio ai servizi sociali che li avvertiva che la loro figlia era viva in un orfanotrofio e che dovevano andarla a prenderla poiché il Governo bulgaro voleva smantellare quelle strutture. «Mia moglie - racconta l'immigrato bulgaro - è svenuta ma l'emozione più forte è stato scoprire le condizioni disumane nelle quali nostra figlia è stata tenuta in questi anni: senza attenzioni, cure, carezze». L'esame del Dna, ha confermato che quello scricchiolo che mostrava la metà dei suoi dieci anni, era la loro bambina. Ma ci sono voluti quattro mesi e due sentenze del tribunale per dare alla piccola il cognome del papà, per portarla via da lì ed ottenere il passaporto. «Solo con l'intervento un pò rude del sindaco del posto - confida il papà - abbiamo avuto il 16 settembre i documenti e siamo ripartiti con la bambina che da allora fa progressi insperati: ha messo su qualche chilo; oggi ne pesa 25, cammina, anche se a fatica a causa di un problema ad una gamba causata dalla lunga immobilità; ha smesso di usare i pannolini, girella, tranquilla per la casa».

La bambina ha cominciato a parlare, sorride quando la sorellina le tiene la mano, la rassicura, la coccola e la bacia. Con il fratellino mamma e papà, ora la ricompensano dell'assistenza e dell'amore di cui è stata privata.

Il papà, che fa il pescatore e cerca di arrotondare il magro salario con lavoretti saltuari, cerca, come può, di sanare le ferite che gente cattiva ha inferto alla sua bambina. La speranza è che questa storia possa avere il finale di una favola: alcuni specialisti che hanno visitato la piccola non hanno escluso la possibilità che riacquisti la vista. Per far questo, però dovrà essere sottoposta ad esami accurati in strutture specializzate. È ora che l'umanità ripari ai torti subiti dalla piccola tendendole le mani: quelle che per troppi anni non si sono aperte per abbracciarla ed accarezzarla. Come dovrebbe essere per ogni bambino del mondo.


Autore: Margherita Esposito
Fonte: La Gazzetta del Sud




Commenta questa notizia



Notizie

11.01.2010Rosarno: l'ultima risorsa i raccoglitori dall'Est
11.01.2010Bolzano: un'escursione floristica attraverso la Bulgaria
09.01.2010Rosarno: le lotte per la terra e i caporali di oggi
09.01.2010Ritrovano in un orfanotrofio bulgaro la figlia creduta morta alla nascita
07.01.2010Amos Oz, l'arte del compromesso
06.01.2010Oltre Genius - Borse di mobilità professionale nell'Unione europea
05.01.2010Bulgaria, ucciso in pieno centro a Sofia l'autore di un libro sulla mafia bulgara



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)