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Bulgaria: lotta a corruzione e crimine, bilancio magro

27.12.2009 - Sofia

Ancora scarsi, alla vigilia del 2010, i risultati nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata in Bulgaria. Il nuovo governo di centrodestra di Boko Borissov, insediatosi a luglio proprio con la promessa di sradicare questi due mali impadronitisi del paese balcanico subito dopo la caduta del regime totalitario di Todor Zhivkov nel 1989, ancora non merita gli applausi.

I 'mutri', così i bulgari chiamano coloro che con la prepotenza e con la ragione delle pistole sono all'improvviso diventati ricchi, continuano a sfoggiare indisturbati macchine di lusso e ville da milioni di euro. Sembra un paradosso, ma in un paese che è membro della Nato dal 2004 e dell'Ue dal 2007, le bustarelle, le privatizzazioni sotto banco, il contrabbando, le truffe finanziarie anche con i fondi europei, il traffico illegale di armi, droga e persone e i sequestri per estorsione continuano ad essere all'ordine del giorno e la gente sembra ormai rassegnata.

''La criminalità organizzata in Bulgaria tiene sotto controllo il potere statale'', ha detto alla televisione nazionale Bnt il politologo Ognian Mincev. A suo avviso, ''ci sono stati dei tentativi da parte di alcuni governi di imporre una determinata legalità'' dopo la caduta del regime totalitario, ma ''sono falliti proprio per mano di questa criminalità organizzata che ha sostituito la statalità''. Mincev è implacabile: ''la Bulgaria si sta trasformando sempre di più in uno di quei posti che ogni tanto si scoprono nella giungla, nei quali la civiltà è morta da secoli''.

In un'analisi di fine anno della fondazione Risk Monitor si rileva che durante l'intero periodo di transizione della Bulgaria verso il modello della democrazia occidentale ''la società bulgara non è riuscita a formulare le proprie esigenze nei confronti dello stato per essere protetta dalla criminalità organizzata''. Secondo gli esperti della fondazione negli ultimi anni ormai è palese il processo di ''infiltrazione di esponenti della criminalità organizzata nell' amministrazione''.

Un' indagine del Centro per lo studio della democrazia mostra che un bulgaro su quattro ha pagato bustarelle per ottenere un determinato servizio dai pubblici ufficiali nel 2009, mentre uno su due è disposto a partecipare a pratiche di corruzione. Secondo l'indagine, la corruzione è penetrata così profondamente nel tessuto sociale della Bulgaria da essere considerata una cosa del tutto normale.

Il 2010 sarà un anno chiave per la politica contro la criminalità organizzata e la corruzione in Bulgaria. La Commissione Ue infatti continua a monitorare i progressi di Sofia in questi due settori e a giugno uscirà un rapporto sui risultati reali in materia.


Autore: Atanas Tsenov
Fonte: ANSA


Per approfondire: Ho vissuto il 1989 - Venti anni dopo | 1989-2009 Venti anni dalla caduta del muro



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