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La «grande alleanza» del lato oscuro d'Europa

28.10.2009 - Bruxelles

L'estrema destra europea, cerca casa. Sabato a Budapest è nata l'Alleanza dei movimenti nazionalisti europei, unione di intenti tra ciò che di più nero si muove nel vecchio continente. Primo passo in vista della creazione di un vero e proprio partito paneuropeo, il tutto al grido di «no alla Turchia», «no ad un'Europa federale» e sì alla «difesa della famiglia e dei valori tradizionali», si legge nella dichiarazione finale.

Anche per gli immigrati c'è poco spazio. Presenti nella capitale magiara il Front National francese e quello vallone, la Fiamma tricolore italiana e i Nazional democratici svedesi. Anfitrione, nonché animatore dell'iniziativa, Gabor Vona, padre padrone di Jobbik, «i Migliori», partito che alle scorse europee ha sfiorato il 15% dei voti. Vona controlla anche una milizia paramilitare, la Guardia ungherese, specializzatasi nel contrasto alla «criminalità gitana». È stato lui ad annunciare l'Alleanza, che conta anche sull'appoggio del potente British National Party, Bnp, vera sorpresa alle elezioni di giugno con un 8,3% di suffragi e due rappresentanti a Strasburgo. Il Bnp non era presente a Budapest ma è al «100% dietro l'iniziativa», afferma Zoltran Balczo, vicepresidente di Jobbik.

Oltre a questi sei partiti, anche una mezza intesa con l'Fpo austriaco, la prima creatura di Jorg Haider, i cui rappresentanti erano attesi a Budapest. Altri contatti ci sono con gruppi di estrema destra spagnoli, mentre sono fuori i bulgari di Ataka, i rumeni di Romania Mare e il Partito nazionalista slovacco. Per il primo potrebbe essere solo una questione di tempo, maggiori i problemi con romeni e slovacchi: «Non partecipiamo in alcuna alleanza con partiti che hanno posizioni scioviniste contro i cittadini ungheresi», afferma Balczo. Discorso simile per i potenti fiamminghi del Vlaams Belang: difficile vederli assieme al Front National Vallone. Divisioni che dimostrano come le unioni a destra siano sempre conflittuali. Il gruppo Its, Identità, tradizione e sovranità, nato al Parlamento europeo nel gennaio 2008, è durato il volgere di 10 mesi, rotto dalle parole di Alessandra Mussolini, allora eurodeputata, contro i rumeni, che provocarono la rabbiosa reazione di Romania Mare e la fine del sodalizio.

Oggi i partiti riuniti a Budapest non hanno i numeri per formare un nuovo gruppo a Strasburgo (ci vogliono 25 deputati di 7 paesi diversi), anche perché, oltre ai litigi, alcune formazioni, come la Fiamma tricolore, in Europa non esistono. Perciò si pensa per il futuro ad una struttura più leggera, un partito, separato da un gruppo parlamentare e dalle sue rigide regole. Il tutto mentre le ultime votazioni, su tutte quella strettissima sulla libertà di informazione in Italia e in altri stati membri, mostrano che di fronte ad un quasi pareggio tra centro destra e centro sinistra, siano proprio i non-iscritti, in gran parte di estrema destra, a decidere le sorti dell'Europarlamento.


Autore: Alberto D'Argenzio
Fonte: Il Manifesto




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