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Jacques Santer
Jacques Santer

La caduta del Muro vista da Jacques Santer

27.10.2009

"Il giorno dopo la caduta del Muro, era pieno di 'Trabis' alla frontiera del Lussemburgo", ricorda Jacques Santer, ex-presidente della Commissione europea e Primo ministro lussemburghese ai tempi della caduta del Muro. "Arrivavano dalla Germania dell'Est per venire a vedere la radio del Lussemburgo, simbolo di pace e libertà". Un'intervista esclusiva per raccontare il 1989 visto dal centro dell'Europa.

Presidente, che ricordi ha del 1989? In che modo era coinvolto negli eventi di quell'anno?

A quell'epoca ero Premier del Gran Ducato del Lussemburgo, e nel 1990 avevamo la presidenza di turno dell'UE. Quest'ondata di tedeschi dell'Est, che ha portato alla caduta del Muro, ci ha sorpreso ed emozionato, come tutti all'epoca. Ma sapevamo già che c'era una serie di avvenimenti che andavano in quella direzione anche prima, in Ungheria, in Cecoslovacchia e in Polonia.

L'indomani dalla caduta del Muro, c'erano un sacco di 'Trabis', le vecchie macchine della Germania dell'Est, alla frontiera con il Lussemburgo. Allora i doganieri lussemburghesi mi hanno chiamato e mi hanno chiesto cosa ci facevano lì tutte quelle persone senza visti. Erano lì perché volevano vedere la radio del Lussemburgo, che per loro era un simbolo perché diffondeva un messaggio di pace e di libertà. Allora io li ho fatti entrare, abbiamo mostrato la radio, e poi li abbiamo fatti tornare indietro, perché chiaramente non avevano il permesso di soggiorno.

Subito dopo, sono iniziati discussioni e dissensi fra i democristiani europei. Come presidente del PPE, io ho convocato un summit di democristiani europei a Pisa. Lì ci siamo messi d'accordo sulla necessità di sostenere Helmut Kohl e sulla strategia per la riunificazione tedesca.

Vista dall'Europa dell'Ovest 20 anni dopo, come le sembra la situazione oggi? Le riforme di allora sono servite?


Credo che sia una storia di successo. Chiaro, la caduta del Muro ha creato nuovi problemi, gli sforzi sono stati considerevoli. Ricordo due momenti di quando ero presidente della Commissione europea di cui vado fiero: uno è l'introduzione dell'euro nel 1999, senza il quale, vista la crisi di oggi, non sappiamo dove sarebbe l'UE. Due, la definizione da parte della mia Commissione della prima strategia per l'allargamento a Est, che ha portato agli allargamenti del 2004 e del 2007. Sono onorato di aver contribuito in questo modo all'unificazione del nostro continente nella pace e nella libertà.


Fonte: Parlamento Europeo


Per approfondire: Ho vissuto il 1989 - Venti anni dopo | 1989-2009 Venti anni dalla caduta del muro



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