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Civitavecchia: Prigionieri da 2 mesi sulla nave sequestrata

30.09.2009 - Civitavecchia

L'odissea dei marinai di un cargo bloccato in porto. Sequestrati da due mesi insieme alla nave.

Il responsabile della Stella Maris, don Artur: «I membri dell'equipaggio rimasti non hanno cibo, né denaro. Dobbiamo aiutarli a sopravvivere fino a quando non potranno rimpatriare».

«Sono invisibili, ma hanno bisogno del nostro aiuto».

Lancia un appello alla città don Artur Jeziorek,responsabile della Stella Maris, l'associazione internazionale di volontari che opera all'interno dei porti, parlando dell'equipaggio della Silver One.

Si tratta dell'ennesima nave mercantile che viene abbandonata dal proprio armatore: questa batte bandiera Cambogiana, ovviamente una bandiera ombra, di convenienza, per aggirare il fisco ed evitare tutta una serie di prescrizioni degli enti preposti alla sicurezza della navigazione che ci sono nei paesi più severi. È ormeggiata nello scalo dal 3 agosto scorso, alla banchina Cristoforo Colombo: dopo una lunga serie di navi da crociera si scorge in lontananza la nave, ormai abbandonata.

Da venticinque giorni i sei marinai rimasti, tre ucraini e tre bulgari, (inizialmente erano 12, ma la metà è riuscita a tornare in patria, comandante compreso ndr) sono in balìa di loro stessi: si arrangiano come possono: sanno di essere nella zona rossa del porto e quindi entrare ed uscire dall'area non è poi così semplice come sembra.

«Hanno difficoltà con la lingua, non hanno denaro e non ricevono stipendi,hanno bisogno di cibo e medicine, o anche solo di poter contattare i loro familiari - ha aggiunto don Artur - l'armatore è sparito, non si fa più trovare. Siamo riusciti soltanto a parlare con un responsabile della nave che ha promesso una soluzione immediata: ma finora nulla si è mosso».

L'Autorità Portuale ha messo a disposizione un generatore di corrente, l'Enel del gasolio per il gruppo elettrogeno,la Caritas sostiene la Stella Maris con i viveri.

«Attendiamo anche risposte dal Comune - ha aggiunto don Artur - la nave intanto è sequestrata su richiesta del proprietario del carico che ha anticipato dei soldi per l'equipaggio: e per loro, in base alla legge della navigazione, non è semplice sbarcare».

Un'odissea quindi.
«Il problema - ha concluso don Artur - è che non sarà né la prima né l'ultima volta che ci troveremo a che fare con situazioni del genere».

Lo sfogo del primo ufficiale Dimitar Nedelchev «Siamo stanchi, vogliamo solo tornare a casa».

«Siamo stanchi, tristi e desideriamo che questa storia finisca al più presto». Parla così Dimitar Nedelchev, il primo ufficiale della Silver One che sta cercando, per quanto possibile, di tenere alto il morale dell'equipaggio, nonostante le molte difficoltà.

«Non riceviamo stipendio da sei mesi, non sappiamo più cosa fare - ha aggiunto - per fortuna abbiamo trovato la Stella Maris, e con lei le istituzioni che sono state vicine in questi giorni e ci stanno aiutando ad andare avanti, ma noi qui siamo spaesati e non sappiamo come fare per tornare
a casa. Questa è l'unica cosa che vogliamo».

laprovinciadicivitavecchia.it


Fonte: Gommonauti.it




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