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Bulgaria: la crisi è l'energia

27.09.2009

Basta osservare la statua equestre dello zar Alessandro II che svetta in Piazza dell'Assemblea Nazionale di Sofia per comprendere che la Russia, madrina dell'indipendenza dagli ottomani, esercita ancora un'influenza pressante sulla Bulgaria. Per capire l'impatto della crisi economica a Sofia, è necessario inscrivere la situazione bulgara nella prospettiva dei rapporti economici con Mosca, che essenzialmente si concentrano sulla questione energetica. Un paradosso della crisi bulgara è la relativa arretratezza del suo sistema economico, e bancario in particolare. Così si è creata una protezione per il contagio dell'instabilità finanziaria. Di modesta taglia, le banche bulgare sono contraddistinte da una più che sufficiente liquidità e offrono un capitale minimo di vigilanza intorno all'11%, tra i più elevati in Europa. Eppure oggi la Bulgaria non riesce a frenare la crescita della disoccupazione, salita in agosto al 7,8% quando solo un anno prima era al 5,9%, espellendo quasi 10.000 lavoratori al mese su una popolazione di 7 milioni e mezzo di cittadini. La stessa spirale negativa avvolge anche il Pil, che nel primo trimestre 2009 si è contratto del 3,5%, per poi precipitare a -4,9% nel successivo trimestre e prevedere un -6,3% per il terzo trimestre.

Allora qual è la scintilla che ha fatto divampare la crisi? Dall'economia finanziaria all'economia reale, la crisi bulgara si è configurata come una crisi del suo sistema produttivo. Nel secondo trimestre 2009 le esportazioni si sono decurtate del 24% su base annua, come risposta alla contrazione del 7,2% della produzione industriale nello stesso periodo. La Bulgaria non produce ricchezza, non produce merci. Ancora più a ritroso, questo sistema economico si riscopre ancora dipendente dalle forniture energetiche della Russia - petrolio ma soprattutto gas. Se l'Europa dipende dall'importazione di gas russo per circa il 25% del suo fabbisogno, questa percentuale si quadruplica nel caso della Bulgaria, dove il gas russo copre il 92% del consumo interno. Il catalizzatore che ha innescato la crisi in Bulgaria è stata l'ennesimo conflitto economico tra Russia e Ucraina nel gennaio scorso. La sospensione temporanea della forniture attraverso Kiev ha letteralmente congelato la Bulgaria e le sue gracili e antiquate industrie nel loro inverno balcanico.

La criticità della Bulgaria emerge anche dalla sua scarsa produzione di energia elettrica, affidata all'unica centrale nucleare di Kozloduy, i cui sei reattori si sono ridotti nel 2002 a quattro come parte del processo d'integrazione europea. E' qui che rientra in gioco la Russia, per ripristinare il suo legame storico con Sofia dopo che la crisi del gas ne aveva annerito l'immagine popolare. Il progetto del gasdotto South Stream e del nuovo impianto nucleare di Belene sono le principali manovre di Mosca per consolidare la sua influenza energetica sull'Europa considerando la Bulgaria il perno fondamentale. Ma è proprio qui che subentra, dopo la variabile esterna russa, quella interna, ovvero il cambio di governo. South Stream e Belene erano già stati approvati dal precedente premier socialista, Sergei Stanishev. Ma dopo il glaciale gennaio 2009 l'opinione pubblica si è spostata in massa a favore della nuova opposizione di destra, che ha trionfato alle elezioni dello scorso luglio. Il nuovo ministro delle finanze, Simeon Djankov, ha immediatamente "congelato" la partnership con la Russia per mancanza di fondi, aprendo invece al progetto del gasdotto paneuropeo Nabucco.

Anche qui la politica verso la Russia riflette la politica generale. Il nuovo governo del primo ministro Boyko Borisov ha inaugurato una spietata politica di austerità con cui, tagliando del 15% la spesa pubblica, bloccando salari e pensioni, è riuscito a ridurre dell'81% il deficit di bilancio. La Bulgaria resta la nazione più povera dell'Unione Europea. Bisogna capire se il "new deal" del governo riuscirà a risolvere la questione energetica, con o senza Mosca.


Autore: Gabriele Cazzulini
Fonte: Il Legno Storto


Per approfondire: Notizie di Economia



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