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Titoli di studio europei, riconoscimento pi¨ facile

30.11.2007

Riconoscere ed equiparare entro il 2012 tutti i titoli di studio conseguiti nell'Unione europea. E' l'intenzione dei ministri dell'Istruzione degli Stati membri dell'Unione, che hanno approvato un piano d'azione comune. L'impegno assunto dai ventisette riguarda tutti i livelli di studi: lauree, diplomi, certificati di formazione professionale e scaturisce da una serie di raccomandazioni del Parlamento europeo.

Conoscenza ed esperienza saranno i principi sulla base dei quali sarÓ stabilito il grado d'istruzione. Entro cinque anni i titoli di studio, le votazioni, i crediti formativi, dovranno essere uniformati e fare riferimento a un sistema comune europeo. Ci˛ non solo consentirÓ di sfruttare un titolo di studio in un Paese diverso da quello in cui Ŕ stato conseguito, ma permetterÓ di convalidare i crediti acquisiti a chi sceglie di continuare la propria formazione in un ateneo diverso da quello iniziale.

"Alla base di questo progetto - spiega Luca Lantero, vicedirettore del Cimea (Centro di informazione sulla mobilitÓ e le equivalenze accademiche) - c'Ŕ l'European qualifications framework, una matrice articolata su otto livelli d'istruzione, che servirÓ da modello ai diversi Paesi per classificare i propri titoli rispetto a un riferimento comune. Ci˛ comporterÓ una migliore armonizzazione europea che favorirÓ la riconoscibilitÓ dei titoli. Ma il riconoscimento non sarÓ comunque automatico. Insomma: i vantaggi per la mobilitÓ saranno indubbi, visto che amalgamare i sistemi formativi semplificherÓ e velocizzerÓ l'inserimento di uno studente o di un lavoratore straniero in un altro Paese. Ma questo non significa che un titolo conseguito ad esempio in Romania avrÓ automaticamente lo stesso valore legale in Italia".

"Si andrÓ sempre di pi¨ - continua Lantero - verso un sistema di riconoscimenti finalizzati. Ma resterÓ comunque necessario avere l'ok del ministero preposto o dell'ateneo scelto per proseguire il percorso d'istruzione. In Italia, le universitÓ sono autonome e tali resteranno. Non potranno rifiutare la domanda di riconoscimento di un cittadino dell'Unione, ma adotteranno procedure diverse a seconda del singolo caso".

Nello scorso anno il Cimea ha ricevuto 12mila quesiti relativi alla via da seguire per equiparare i titoli di studio conseguiti all'estero. Il che vuol dire che sono ancora molti i problemi da superare. "Nel 2007 ? conclude Lantero - ci sono arrivate molte domande da parte di cittadini neocomunitari. I loro Paesi d'origine, Bulgaria e Romania, si stanno giÓ adeguando ai sistemi europei per semplificare i processi di riconoscimento che sono ancora piuttosto articolati e complessi".


Autore: Antonia Ilinova
Fonte: Metropoli




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