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L’Europa contro l'Italia: troppa burocrazia per bulgari e romeni

06.06.2008

La Commissione europea ha deciso di portare l'Italia e la Polonia davanti alla Corte di giustizia per non aver comunicato a Bruxelles le misure prese per mettere in atto la direttiva sulla libera circolazione dei lavoratori bulgari e romeni dopo l'adesione dei loro paesi all'Unione europea. Lo rende noto lo stesso esecutivo europeo.

L'accusa mossa da Bruxelles contro l'Italia, dunque, è quella della mancata attuazione della direttiva comunitaria 2006/100/CE sulla libera circolazione delle persone specificamente nel settore del riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali. La direttiva prevede tutta una serie di adattamenti tecnici alle norme sulle qualifiche professionali, in seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania all'Unione europea avvenuta il primo gennaio 2007. E, come si legge in una nota della Commissione Ue, "aggiorna tra l'altro tutti gli elenchi delle qualifiche che godono di riconoscimento automatico, completandoli con le corrispondenti qualifiche bulgare e romene".

Ora, sottolinea l'esecutivo europeo, "il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il primo gennaio 2007. Ma in Italia e in Polonia non sono ancora in vigore tutte le disposizioni necessarie. E in assenza di recepimento della direttiva - si spiega - i professionisti in possesso di una qualifica bulgara o romena rischiano di dover subire procedure burocratiche lente e non necessarie per poter esercitare il diritto a prestare la loro attività ovunque nell'Unione europea. E i potenziali utilizzatori dei servizi di questi professionisti potrebbero essere privati dell'opportunità di valersi delle loro competenze".

Il dipartimento delle Politiche comunitarie ed il ministero degli Esteri hanno rendono noto che la questione è stata sanata mercoledì con la definitiva conversione in legge del cosiddetto decreto "salva infrazioni". Il provvedimento legislativo prevede infatti, riferisce una nota, all'articolo 8 ter l'aggiornamento degli elenchi delle qualifiche professionali che godono di riconoscimento automatico in materia di libera circolazione, completandoli con le corrispondenti qualifiche professionali bulgare e romene. La Commissione è stata informata che il provvedimento legislativo sarà notificato nei prossimi giorni non appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.


Fonte: Ansa/Adnkronos




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