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Obbedite o uccidiamo i vostri figli

13.03.2009 - Bologna

Il racconto di due "lucciole" salvate dalla strada. Arrestati quattro sfruttatori

Perchè avete deciso di parlare?

«Perché vogliamo che tutti sappiamo e che non succeda più a nessun’altra ragazza quello che è successo a noi. Nessuna deve cadere nelle mani di altri malfattori come è capitato a noi».

Sono impaurite e minute, ora indossano piumini bianchi e non più i vestiti da marciapiede che venivano imposti loro dagli sfruttatori. Le due ragazze bulgare salvate dalla strada hanno 31 e 21 anni, sono entrambe madri, e consegnano ai taccuini dei cronisti la storia di una discesa all’inferno tanto rapida quanto crudele. Parlano tramite un’interprete perché non conoscono una parola d’italiano: erano state portate nel nostro Paese da appena un paio di settimane.

Come è iniziato tutto?

«Con la promessa di un lavoro onesto e dignitoso, in pizzeria o come lavapiatti. Appena siamo arrivate in Italia ci hanno rivelato la verità e hanno preso i nostri documenti».

Siete state minacciate?

«Dicevano che avrebbero ucciso i nostri figli in patria e ci maltrattavano», afferma la più giovane.
«Minacciavano di prendere la mia bambina di 12 anni rimasta in Bulgaria e di fare prostituire anche lei», sottolinea l’altra ragazza.

Non vedevate una via di uscita?

«Se non fosse stato per i carabinieri e per l’associazione Fiori di Strada forse ci saremmo ammazzate pur di non continuare questa vita».

Quando vi hanno proposto un lavoro in Italia non avete sospettato che avessero altre intenzioni?

«Una delle gemelle ha parlato prima con i miei genitori e ha promesso che avrei avuto un lavoro onesto — ricorda una delle ragazze —. Io gliel’ho chiesto più volte perché volevo essere sicura ma mi ha detto che era un lavoro in un ristorante, così ci ho creduto».

Eravate giunte in Italia da pochi giorni quando avete denunciato ciò che vi era successo. Avete provato a scappare?

«Ci dicevano: non ci provate nemmeno a fuggire o a chiedere aiuto perché tanto nessuno vi darà ascolto, l’Italia è un paese così, quando avrete guadagnato abbastanza vi riporteremo noi in Bulgaria. Ci minacciavano: ora dovete fare tutto quello che vi diciamo o saranno guai».

Tutto?

«Ci facevano alzare presto la mattina, ci davano i vestiti per andare sul marciapiede e stavamo tutto il giorno fuori. Ci hanno anche costretto a vedere un film porno per dimostrare come ci dovevamo comportare».


Autore: Enrico Barbetti e Sarah Buono
Fonte: Il Resto del Carlino



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