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Casa AIL Bologna

06.02.2009 - Bologna

La città di Bologna è famosa per la sua profonda coscienza civica. Grazie a ciò è stata realizzata una realtà che è un esempio raro anche per l’Italia. Si tratta della Ail di Bologna; una sezione della Associazione Nazionale contro le Leucemie – linfomi e mieloma che si avvale della struttura “Casa Ail Bologna”.

Si tratta di una residenza con 12 doppie stanze, arredate come un albergo di lusso. In più c’è anche la sala da pranzo, lavanderia, stenditoio, stireria, soggiorno con televisore, biblioteca, cucina con tutto l’arredamento professionale e con tutto ciò che necessità la preparazione del cibo. C’è anche un ripostiglio. Tutte le stanze hanno la propria credenza ed il frigorifero per conservare il cibo personale. Non è un ospizio, non è un albergo. È una casa di accoglienza per i malati ed i loro accompagnatori. Si trova nei pressi del Policlinico Sant Orsola – Malpighi, dove nel 1887 è stato effettuato il primo intervento al mondo (resezione) sul fegato. In questa azienda ospedaliera ci sono dei grandi specialisti in oncologia conosciuti in tutto il mondo che accolgono i pazienti nel settore di Ematologia e Oncologia “Seragnoli”.
I pazienti dell’equipe del Professore Guido Biasco specializzato in analisi e cura dei tumori stromali gastrointestinali, così come i pazienti del reparto per il prelievo ed il trapianto del midollo osseo e tanti altri pazienti per malattie tumorali, trovano assieme ai propri parenti l’appoggio di casa Ail di Bologna.

Come è perché è stata creata Casa Ail lo ha raccontato alla Radio Nazionale Bulgara la sua direttrice Sara Zago: “Casa Ail Bologna è stata creata nel 2005 per la volontà della Associazione “Isabella Seragnoli”, la quale l’ha concessa alla Bologna Ail. La casa è per i malati dell’istituto “Seragnoli”. È destinata alle persone che hanno bisogno di rimanere a Bologna per curarsi e che devono sentirsi come in casa propria. Questa casa è anche un appoggio morale non solo per i pazienti, ma anche per i parenti che li accompagnano. E dobbiamo ben sottolineare che la permanenza è gratuita!

L’altro aspetto importante è quello sociale. Perché, Ail Bologna insieme a Casa Ail ed altri servizi, cerca di aiutare la gente, a partire dal punto in cui lo stato non può arrivare; così da creare una piena e totale copertura delle esigenze del malato. Si lavora anche per sensibilizzare l’opinione pubblica e per dare sostegno alla scienza oncologica. L’Associazione è sostenuta da donazioni di ditte e di privati. Come abbiamo detto, la Casa Ail è gratuita. Se qualcuno degli ospiti vuole, può fare una offerta. La casa è molto accogliente in quanto si ritiene che per le persone che la frequentano, bisogna creare una atmosfera positiva per i momenti difficili che devono affrontare.”

La richiesta di permanenza degli ospiti nella Casa viene inoltrata dal personale medico dell’istituto “Seragnoli”, per i pazienti dell’Istituto stesso. Come regola, nella Casa possono stare il malato ed un suo accompagnatore. Se il malato viene ricoverato in ospedale, nella Casa rimane l’accompagnatore, il quale potrà recarsi in ospedale secondo il bisogno del paziente.

Fa un grandissimo effetto il comportamento radioso del personale della Casa. Sara Zago ha spiegato, che deve essere così per poter tenere alto lo spirito e la fiducia della gente. I volontari che prestano la loro opera, sono molto attivi, vedono come le donazioni vengono utilizzati per il bene del malato e così capiscono, che il loro impegno nel volontariato ha un senso.

Cosa significa Casa Ail per i suoi ospiti, una  casa di accoglienza che ha pochi eguali in Italia, lo chiediamo, infine, a Maria D’Amato di Bari, ospite della Casa che così esprime il suo pensiero: “È  una cosa meravigliosa. Sembra che sia arrivato un miracolo dal cielo. Arrivato in un momento terribile in cui non sapevamo cosa fare. Noi veniamo da lontano, 9 ore di viaggio per arrivare da Bari a Bologna, dove mia sorella si deve curare. Questa casa è diventata un grande appoggio per noi da tutti i punti di vista. Ci sentiamo come se fosse casa nostra; oltre il sostegno economico, abbiamo capito l’importanza di quello morale, l’atteggiamento positivo, la comprensione, il sorriso della gente. Tutto ciò significa per noi già una mezza guarigione”.


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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