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Difesa: a due aziende bulgare appalti per divise italiane

25.01.2009 - Roma

Uniformi e camicie a GDF, Arma ed Esercito fornite da Gifrab e Maritzatex

Arriveranno dalla Bulgaria le nuove divise e le camicie dei militari italiani. Sono state infatti due industrie di Sofia, la Maritzatex e la Gifrab ad aggiudicarsi le gare d'appalto per la fornitura dei capi di abbigliamento a Carabinieri, Guardia di Finanza ed Esercito.

In particolare, l'appalto prevede la realizzazione di 90.000 camicie dell'uniforme estiva per le fiamme gialle ed altre 150.000 camicie per i carabinieri. Le gare d'appalto, aggiudicate nei mesi scorsi alle due aziende bulgare, hanno rispettivamente un valore di un milione di euro e di 1,6 milioni di euro.

Non saranno le uniche divise di produzione bulgara per le forze armate italiane. La stessa Gifrab, infatti, si è anche aggiudicata la fornitura di uniformi da combattimento, berretti, uniformi di servizio e camicie per l'Esercito. In passato, a proposito di forniture di divise da parte di aziende tessili straniere, destò un certo scalpore il caso sollevato dal segretario confederale dell'Ugl, Paolo Varesi, riguardo alla produzione di divise della polizia da parte di una ditta romena con l'erronea dicitura “polizzia”. “'Dopo la vicenda della fornitura dalla Romania, il mio auspicio - dice all'Adnkronos Varesi, che nel sindacato ricopre anche la qualifica di responsabile dell'Ufficio politiche della sicurezza - è che le aziende bulgare siano più precise e che si siano premunite per assicurare le diciture esatte sulle uniformi”.

Varesi, per operatori sicurezza l'uniforme è una seconda pelle


“Al di là del caso specifico e degli aspetti formali legati ai nomi - rileva Varesi - la cosa più importante è che le divise delle forze di polizia e delle forze armate, da chiunque siano prodotte -italiani o stranieri il discorso non cambia- rispondano ai requisiti di qualità e resistenza richiesti per un lavoro così particolare. Per un militare delle forze armate, un poliziotto, un carabiniere o qualsiasi operatore della sicurezza, infatti, l'uniforme è una vera e propria “seconda pelle” da indossare tutti i giorni”. Sul caso delle uniformi con la scritta “polizzia”, il 23 luglio dello scorso anno l'Amministrazione della Pubblica Sicurezza precisò che “l'assunto risalente agli anni 2001-2002” riguardava in particolare “la fornitura di manufatti Gore-tex commissionati ad una ditta con stabilimenti di produzione siti all'estero la cui offerta, a termini di legge, risultò essere la più vantaggiosa anche in ragione della qualità del prodotto offerto.


Fonte: GrNet.it




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