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Per i Balcani inizia a Belgrado un minidisgelo

24.02.1988 - Belgrado

Belgrado attende domani i ministri per gli affari esteri dei sei paesi balcanici. E' la prima volta nella storia che i paesi della penisola si incontrano a questo livello, senza la presenza e il patronato delle grandi potenze, che già nei secoli scorsi avevano lasciato in quella regione eredità difficili e complicate. Per questa ragione, già ora, questa riunione viene chiamata un piccolo miracolo che potrebbe diventare storico. E ieri, Grecia e Bulgaria, in un comunicato congiunto dei rispettivi leader Papandreou e Jivkov, hanno lanciato un appello agli altri paesi balcanici al fine di adottare una procedura per il ritiro delle armi nucleari strategiche dalla regione.

La diplomazia jugoslava, che ha promosso e organizzato questa riunione, ha svolto il suo compito in modo assai brillante, cercando le migliori soluzioni per una serie di problemi. Così questo incontro non porta il nome di conferenza, ma soltanto di riunione. Il che indica che non ci saranno trattative né accordi, nemmeno dichiarazioni ufficiali. Questo è stato fatto per facilitare la creazione di un' atmosfera amichevole, distesa, con l’intenzione di evitare i dibattiti durante le sedute plenarie, sui problemi bilaterali, specialmente quelli più scabrosi, e per poter dedicarsi alla ricerca dei modi d' aprire le strade ad una multilaterale collaborazione in un certo numero di settori di comune interesse. Però, tra una seduta e l’altra, i ministri avranno la possibilità per incontri bilaterali.

Nessuno si attende risultati spettacolari da questa riunione. I problemi molti dei quali ereditati dal passato torturato di questa regione in cui si sono sempre incrociati gli interessi delle grandi potenze territoriali e quelli delle minoranze nazionali sono ancora assai presenti e non di rado creano ostacoli alla collaborazione di cui si sente sempre più la necessità. Le questioni aperte sono note le questioni aperte nei rapporti tra la Jugoslavia e la Bulgaria, e quelle con l’Albania. I bulgari hanno problemi con la Turchia. La Grecia e la Turchia fino a poco tempo erano sull’orlo del conflitto. Inoltre la penisola balcanica riflette, in piccolo, l’atmosfera internazionale: due paesi, la Bulgaria e la Romania appartengono al Patto di Varsavia, la Grecia e la Turchia alla Nato, la Jugoslavia e l’Albania, anche se con notevoli differenze, sono fuori dei blocchi militari, e infine la Jugoslavia fa parte dei non allineati.

Ma i preparativi per la riunione di Belgrado, organizzata con il massimo consenso di tutti i sei paesi, sembra abbia già dato alcuni risultati positivi con l’incontro, dopo oltre dieci anni, di Papandreu con il premier turco. Sofia e Tirana hanno elevato le loro rappresentanze diplomatiche al livello di ambasciate, Belgrado e Tirana hanno concluso un accordo sulla collaborazione culturale e scientifica, il primo dopo gli avvenimenti nel Kossovo. Ciò che ha provocato grande interesse è il fatto che alla riunione ha aderito Tirana. E' forse, in modo più esplicito, una conferma che l’idea sulla necessità di trovare la strada per una maggiore collaborazione balcanica, ma anche per il superamento dei secolari e dei più recenti conflitti, sta maturando. Ma la riunione di Belgrado presenta connotazioni e significati anche di carattere internazionale. Da un lato, la sua convocazione e l’atmosfera favorevole che si è creata è dovuta, almeno in parte, agli inizi del processo di distensione che sta assumendo forme concrete, e che inevitabilmente diminuisce le pressioni sui piccoli paesi. Dall’altro il superamento di quegli elementi che dei Balcani avevano fatto una polveriera aprirà maggiormente la regione ai processi europei in corso, ossia ad una europeizzazione dei Balcani.

Giudizi positivi su questa riunione balcanica si sono già avuti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica. Un ragionevole ottimismo Quali potrebbero essere i risultati concreti della riunione dei ministri per gli Affari esteri dei paesi balcanici? E' evidente che la riunione non può essere una bacchetta magica per risolvere tutti i problemi che esistono tra i paesi della penisola, ma può, e su questo esiste un ragionevole ottimismo, creare un' atmosfera favorevole. I padroni di casa ritengono, e così traspare dalle numerose interviste dei ministri che parteciperanno alla riunione, che l’incontro di Belgrado potrebbe avere un ricco e dinamico seguito con le conferenze di esperti e ministri di altri dicasteri, per dare una forte spinta allo sviluppo della collaborazione economica. Si prevede una maggiore collaborazione nel campo scientifico tecnologico, facilitazioni doganali e la cooperazione in due settori importanti quali l’energia e le comunicazioni. Le speranze, dunque, sono grandi, e al contempo equilibrate. Sembra che i tempi per il successo di questa riunione siano maturi e se l’incontro di Belgrado soltanto aprisse le prospettive per un altro clima sui Balcani, l’attributo storico sarà meritato.


Autore: Dusan Pilic
Fonte: La Repubblica


Per approfondire: La Bulgaria e la NATO | Le basi militari USA in Bulgaria



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