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Gli USA accusano la Bulgaria "governa il traffico d'eroina"

26.07.1984 - Washington

Da almeno 14 anni a questa parte, l’agenzia di stato bulgara "Kintex", ufficialmente addetta all’import-export dal governo di Sofia, è lo schermo dietro il quale si svolge un intenso traffico della droga verso l’Europa occidentale e gli Stati Uniti. L’accusa è contenuta in un rapporto della "Dea" (Drug Enforcement Administration) presentato ieri alla "task force", cioè il gruppo speciale che vigila sul traffico internazionale degli stupefacenti, della commissione Affari esteri del congresso degli Stati Uniti.

Fondata nel 1968 e diretta da massimi esponenti dei servizi segreti bulgari, la "Kintex", precisa il rapporto, dietro la maschera dell’export-import legale vende in realtà armi a diversi gruppi mediorientali, in cambio di eroina che viene quindi contrabbandata nei paesi dell’Europa occidentale e negli Usa. Almeno il dieci per cento dell’eroina venduta illegalmente ogni anno negli Stati Uniti ha radici bulgare. L’ente federale americano suggerisce al Congresso di impegnare il presidente Reagan a rivedere i rapporti commerciali tra Usa e Bulgaria, non solo per il traffico di droga, ma anche per gli eventuali legami tra i servizi segreti bulgari e Alì Agca, il turco condannato dalla magistratura italiana per l’attentato al papa. A proposito di quest’aspetto della vicenda Usa-Bulgaria, il sottosegretario al dipartimento di Stato incaricato degli Affari europei, Richard Burt, ha però riferito che il governo italiano ha manifestato preoccupazione in merito alle mozioni che la Dea vorrebbe fossero votate dal Congresso.

Secondo Burt, il nostro governo teme che tali mozioni possano interferire con l’inchiesta della magistratura italiana che sull’attentato al papa sta ancora cercando di stabilire quale sia stato il ruolo effettivo di agenti di paesi dell’Est. Interrogate da "Repubblica", fonti del nostro ministero degli Esteri hanno precisato che non c' è mai stato un passo ufficiale del nostro governo in merito ad eventuali sanzioni nei confronti della Bulgaria.

Nel corso dei continui colloqui bilaterali, la nostra diplomazia ha però sottolineato il pericolo che un intervento statunitense troppo smaccato possa dare l’impressione che una inchiesta della nostra magistratura sia "pilotata" o quanto meno strumentalizzata dagli Usa a fini politici. Ritornando al rapporto della Dea sulla "Kintex", l’agenzia americana precisa che lo smercio dell’eroina in Occidente è considerato da Sofia innanzitutto "un' arma politica impiegata per destabilizzare le società occidentali", in secondo luogo fonte di valuta pregiata, dollari anzitutto, e infine un ottimo mezzo per fornire armi e munizioni occidentali a diversi gruppi terroristici in Medio Oriente.

La Bulgaria è stata accusata di complicità nel traffico internazionale dell’eroina fin dal 1972. Già alla fine degli anni 70, infatti, precisa il rapporto odierno della "Dea", degli agenti di Sofia erano accusati di fornire almeno il 25% della droga venduta clandestinamente negli Usa. Tale traffico, precisa il rapporto, è ora diminuito in seguito a un più attivo intervento dei mercati della droga pakistani e libanesi. La "bulgarian connection", comunque, è ora oggetto di grande interesse in seno al congresso degli Stati Uniti, in seguito alle accuse formulate dopo il tentato assassinio di papa Giovanni Paolo II avvenuto a Roma nel maggio del 1981.

Sollecitata da questo interesse, la "Dea" è ora decisa ad andare a fondo nella questione. Secondo il rapporto presentato ieri all’esame della commissione Esteri del Congresso, le vie da percorrere sarebbero due. Chiedere al presidente Reagan un riesame delle attuali relazioni commerciali tra Stati Uniti e Bulgaria, in vista sia del documentato traffico di droga incoraggiato dal governo di Sofia e sia in considerazione dei presunti e non ancora chiariti legami esistenti tra le autorità bulgare e Alì Agca. Chiedere al presidente Reagan di rivolgere un appello alle Nazioni Unite per sollecitare la revisione del trattato internazionale sulle dogane, che dal 1959 facilita, con interferenze minime da parte degli agenti doganali dei paesi firmatari, il passaggio degli autoveicoli pesanti noti appunti come "Tir", e che, secondo la "Dea", sono il mezzo preferito dai servizi segreti bulgari per far giungere l’eroina in Europa occidentale. Affermando che "la Bulgaria è immersa fino al collo in una rete di terrorismo internazionale che implica il traffico di stupefacenti, di armi, tentativi di assassinio e addestramento di terroristi", parlando dinanzi alla Commissione esteri del Congresso, il senatore repubblicano italo-americano Alfonse D' Amato ha sollecitato l’approvazione delle due risoluzioni suggerite dalla "Dea".

Chi sono i collaboratori esterni della "Kintex" bulgara nel traffico internazionale della droga? Il rapporto fa un elenco inquietante, in cui ricorrono gli stessi nomi già noti alla magistratura italiana che indaga sull’attentato al papa. "Tra i più importanti mercanti della droga legati alla "Kintex" - afferma il rapporto - hanno operato o operano i cittadini turchi Abuzer Ugurlu, Bekir Celenk, e Mustafà Kisacik, tutti membri della cosiddetta "mafia turca". In particolare, nota il rapporto, Abuzer Ugurlu è stato capo del complotto che nel 1979 condannò a morte un giornalista turco, delitto del quale fu accusato e condannato Alì Agca. Intervenendo nel dibattito in commissione il sottosegretario di Stato, Richard Burt, ha raccomandato un intervento più prudente di quello suggerito nel rapporto della "Dea", notando che "attendendo i risultati delle indagini delle autorità italiane, il Congresso avrà evitato non soltanto di interferire con l’operato della magistratura italiana, ma anche evitato di fare il gioco dei sovietici e dei bulgari, dando l’impressione dì esercitare una pressione esterna che potrebbe screditare l’imparzialità dell’indagine".


Fonte: La Repubblica




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