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Bulgaria: a gennaio partirà la costruzione della base USA "Novo Selo"

30.12.2008

Secondo quanto riportato oggi, in un articolo firmato da Georgi Manginov, dal quotidiano bulgaro “Standart”, la realizzazione della base USA “Novo Selo” comincerà nel mese di gennaio. Lo ha annunciato ieri il vice capo della Commissione per la sicurezza nel Parlamento bulgaro – Janko Jankov. Secondo i piani nel primo mese del 2009 saranno demoliti i quattro bunker risalenti all’epoca del Patto di Varsavia. Saranno inoltre tagliati gli alberi ed il legname sarà distribuito gratuitamente al villaggio di Mokren, ha aggiunto Jankov. Il paesino è situato a soli 500 metri dalla base.

Dunque a gennaio si partirà con l’edificazione del recinto attorno al campo, nel quale si prevede a regime la presenza di 2500 soldati americani. Il sindaco di Mokren, Emil Enchev, ha confermato la costruzione ed ha annunciato che per non creare disappunti tra la popolazione, consegnerà il legname alle scuole. Enchev ha ricordato che i due edifici scolastici sono già stati ristrutturati con l’aiuto dei militari americani.

L’ammontare del costo della base sarà di 61,15 mln di USD. Gli impianti principali comprendono 23 edifici utilizzati come caserme, spazi amministrativi ed operativi, etc. che dovrebbero essere completati nei prossimi due anni. La costruzione della base “Novo Selo” garantirà un posto di lavoro ad almeno 2000 persone, conclude il quotidiano “Standart”.

L'accordo per le basi militari USA in Bulgaria è stato firmato nell'aprile 2006 durante la visita a Sofia del segretario di stato americano Condolezza Rice e successivamente ratificato del Parlamento bulgaro. Si tratta della base di addestramento di Novo Selo, di due basi aeree, a Bezmer e Graf Ignatievo, e di un deposito presso Aitos, nonché dell’utilizzo del porto di Burgas, tutte località nella Bulgaria sud orientale.

L'accordo prevede l'uso congiunto delle basi, ed ha durata di dieci anni. Ogni sei mesi, a rotazione, dovrebbe essere ospitato un contingente di militari americani di 2500 unità. Gli USA non pagheranno nessun affitto per l'uso delle basi, ma dovranno sostenere le spese operative e di manutenzione.

Formalmente saranno basi bulgare messe a disposizione delle forze statunitensi a «scopi di addestramento». Tuttavia l'accordo consente però agli Stati uniti di usare le basi per «missioni in paesi terzi senza lo specifico permesso delle autorità bulgare». Queste rinunciano anche a esercitare il diritto di giurisdizione su reati commessi in Bulgaria da militari statunitensi.

Secondo un’opinione molto in voga in Bulgaria, la presenza militare americana offre la prospettiva di attirare maggiori investimenti stranieri e creare nuovi posti di lavoro, e quindi una migliore qualità della vita. Tali argomentazioni sono anche state sostenute dalla coalizione di governo bulgaro guidata dal socialista Serghei Stanishev.

All’epoca della firma dell’accordo l’analista Manlio Dinucci riteneva che l'attivazione delle nuove basi Usa in Bulgaria rispondesse ad una duplice strategia militare e politica. Da un lato quella di ridislocare le forze statunitensi in Europa verso est e verso sud, in modo da usare più efficacemente il territorio europeo quale trampolino della «proiezione di potenza» verso le aree strategiche dell'Asia e del Medio Oriente. Dall'altro quella di rafforzare l'influenza statunitense nei paesi dell'ex Patto di Varsavia e dell'ex Urss.

Il generale della Nato Fabio Mini, ex capo di stato maggiore delle forze alleate Sud Europa ed ex comandante Kfor in Kosovo, ha proposto anche un’altra chiave di lettura per spiegare «la piega che sta prendendo la Nato: si sta mettendo in mano ai paesi dell'Est, che sognano rivincite sulla Russia. Eppure perfino nazioni come Romania, Polonia e Repubblica Ceca limitano la presenza degli Usa a non più di 3 mila soldati, e senza famiglie. E con basi militari non permanenti, bensì in parte smontabili e trasferibili altrove. In Italia invece ospitiamo 10 mila soldati e pensiamo a basi destinate a durare per sempre, dove tra l'altro non servono».

È da verificare ora se il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama, che entrerà in carica il 20 gennaio prossimo, confermerà gli impegni militari presi dall’amministrazione Bush in questi anni, oppure intenderà rivedere, sia per esigenze di bilancio che per cambio di strategia militare, la questione delle nuove basi militari USA previste in Europa.

Ma la vicenda si presta anche ad altre considerazioni. In Bulgaria sembra, almeno a sentire il sindaco di Mokren, che per ottenere il benestare della popolazione, alla costruzione della base militare di Novo Selo, bastino qualche lavoro di ristrutturazione ed un po’ di legna per le scuole locali, mentre in Italia, da oltre 2 anni la città di Vicenza, in larga maggioranza, si oppone alla costruzione della nuova base USA presso l’aeroporto “Dal Molin”. Tale base dovrebbe essere costruita a meno di 2 km dal centro storico della città del Palladio, dichiarato patrimonio mondiale dall’UNESCO, e si andrebbe ad affiancare all’altra grande caserma statunitense “Ederle” già funzionante dal 1955. Nel corso del 2008 il sindaco Enrico Hullweck che era favorevole alla base é stato rimpiazzato dal nuovo sindaco Achille Variati che vi si oppone. A Vicenza, per come si sono messe le cose, sembra che per superare la pacifica opposizione dei cittadini, il Governo potrebbe ricorrere all’uso della forza.

Il 2009 sembra dunque l’anno decisivo per la sorte delle nuove installazioni militari USA in Europa. Quanto ai supposti benefici economici il generale Mini è stato lapidario: «L'economia reale di una città si sblocca quando cessa quella parassitaria che gravita attorno alle caserme. E noi… siamo ancora a questi livelli?»


Autore: P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: La Bulgaria e la NATO | Le basi militari USA in Bulgaria



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31.12.2008Commento [micheluccio13]
tutto va bene in Bulgaria se si creano buoni nuovi posti di lavoro
31.12.2008Commento [pietro]
Omissis…
“Tuttavia l'accordo consente però agli Stati uniti di usare le basi per «missioni in paesi terzi senza lo specifico permesso delle autorità bulgare».
Le autorità bulgare rinunciano anche a esercitare il diritto di giurisdizione su reati commessi in Bulgaria da militari statunitensi.
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Ne è passata d’acqua sotto i ponti dall’elaboraz ...
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