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Tre ultrÓ azzurri fermati a Sofia La Russa: "Vergogna i cori fascisti"

12.10.2008 - Sofia

Il mondo politico e quello sportivo condannano la notte brava degli ultrà italiani che, a Sofia, in occasione della partita di qualificazione mondiale della Nazionale contro la Bulgaria, hanno dato vita tra l'altro a marce e cori di ispirazione fascista. "Una vergogna quei cori e un gesto inqualificabile l'aver bruciato la bandiera bulgara" dichiara il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "Bisognerebbe chiedere scusa alla Bulgaria. Se fossi stato lì mi sarei vergognato. Non c'è nessuna giustificazione storico-politica per questa gente, sono solo maldestre esibizioni muscolari", continua l'esponente di An, al quale poi il suo ex compagno di partito Francesco Storace ricorda che "quei cori sono simili a quelli che intonava anche lui da giovane".

Nel tardo pomeriggio arriva la presa di posizione del ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Quando torneranno in Italia saranno sottoposti a provvedimenti amministrativi di sospensione dalla partecipazione ad avvenimenti sportivi, il Daspo, perché non ci si può comportare così né dentro né fuori gli stadi".

Gesti inqualificabili e parole dure, con qualche eccezione. Di diverso tenore sono infatti le considerazioni di Domenico Mazzilli, da poche settimane direttore dell'Osservatorio del Viminale sulla sicurezza delle manifestazioni sportive, che non condanna il comportamento dei centocinquanta ultrà italiani: "I cori 'Duce-Duce' e il braccio teso durante l'inno di Mameli? In Bulgaria non è reato... Io non faccio il sociologo - aggiunge - i reati vanno attribuiti nel Paese in cui avvengono. Fino adesso questo gruppo era rimasto in riga, ora vedremo bene cosa è successo e valuteremo per il futuro. Ma parliamo anche dei fischi all'inno di Mameli: anche quelli non sono reato, ma se mi permettete non sono educazione...".

Intanto la polizia bulgara ha identificato e trattenuto in stato di arresto tre tifosi italiani ritenuti responsabili di aver dato fuoco alla bandiera bulgara all'inizio della partita. Dopo aver visionato i filmati, in cui si vede appiccare il fuoco al vessillo bulgaro sugli spalti dello stadio di Sofia, gli inquirenti hanno individuato i presunti responsabili e hanno proceduto ai fermi. Si tratta di un ultrà di Lucca, uno di Milano e uno veneto con precedenti per reati sportivi. L'ambasciata italiana segue il caso. Nello stesso frangente, secondo quanto si è appreso, i tifosi della Bulgaria avevano dato alle fiamme uno striscione con il tricolore sottratto ai supporter italiani.

Quanto accaduto a Sofia ha suscitato reazioni di condanna anche nel mondo sportivo. "Anche se ieri io mi sono accorto solo dei fischi all'inno di Mameli - dice il ct azzurro Marcello Lippi - ho letto oggi cosa è successo. E' la prima volta e non deve accadere più. Non voglio dire altro, anche perché di queste cose devono parlare le persone che se ne occupano".

"E' la prima volta che la Nazionale vive una serata così, e lo dice uno che è in azzurro dal 1963" commenta con amarezza Gigi Riva. "Noi non abbiamo bisogno di tifosi così - ha aggiunto il capo delegazione azzurro - anche perché non siamo come loro. Insomma, condanniamo quello che è successo. Arrivare lì allo stadio e vedere che nell'angolino della curva riservato agli italiani succede questo non è certo bello. Tra l'altro, hanno incattivito la partita". Riva, però, propone di staccare la spina: "Io sono per non parlarne, questa gente non va presa in considerazione anche perché cerca pubblicità. E poi i veri tifosi della Nazionale sono persone perbene e sono tanti milioni".

"E' una vergogna del calcio, anzi dello sport italiano, ma non la caratterizzerei in maniera politica" ha commentato Rocco Crimi, sottosegretario con delega allo Sport, criticando il comportamento dei tifosi ma definendo "irrilevante" la connotazione politica. "Perché la verità è che ci sono tifosi violenti di destra, di centro e di sinistra che cercano solo di sfruttare la ribalta mediatica del calcio. Occorre isolarli - ha concluso Crimi - e il ministro dell'Interno sta facendo il massimo. Ma il problema non è semplice anche perché stiamo svuotando gli stadi e la conseguenza è anche in uno spettacolo privato di parte del suo fascino".

Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd, ha denunciato la "comparsa degli ultrà fascisti per la prima volta al seguito della nazionale". "Gli ultrà che fanno i saluti romani, che agitano svastiche e innalzano grida fasciste: quello che è successo in Bulgaria è gravissimo e allarmante e rappresenta un colpo duro all'immagine stessa dell'Italia - ha commentato - E' necessario che ci sia una risposta esemplare. E' necessario che i responsabili, gruppetti ben conosciuti, vengano identificati e duramente puniti con la collaborazione della Federazione gioco calcio e con l'impegno delle forze dell'ordine".


Fonte: La Repubblica




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