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Fascisti italiani allo stadio di Sofia inneggiano al duce. Il Viminale li conosceva. La Rai ignora

12.10.2008

Tutto regolare per la Rai. Niente da denunciare si potrebbe dire al riguardo della partita che la nazionale italiana ha giocato a Sofia. Silenzio assoluto su quei tifosi, si fa per dire, della nazionale che nelle vie di Sofia e poi allo stadio si sono resi protagonisti di una gazzarra fascista inneggiando al duce e cantando inni del ventennio. E’ finita  zero a zero e il buon Lippi, incitato dal telecronista che lo intervistava, ha detto che i ragazzi hanno giocato bene, con autorevolezza aveva suggerito il giornalista della Rai,una nazionale che ha  mostrato grande personalità.

Tutto bene, anche se a noi semplici spettatori, non è parsa una gran partita. Quando non si è capaci di segnare, di mettere un pallone dentro la porta dell’avversario c’è poco da applaudire. Certo qualcosa non ha girato a dovere però come ci hanno fatto capire i telecronisti e commentatori. I bulgari, questi scostumati, hanno fischiato l’inno italiano, poi si è visto anche qualche gruppetto alle prese con la polizia di quel paese che ospitava la nostra nazionale e i nostri 144 tifosi che seguono da due anni gli azzurri cui si erano aggiunti alcuni “nuovi” provenienti da Napoli.

Incuriositi siamo andati a cercare nel televideo Rai qualche notizia. Niente, solo il risultato della partita. Allora visto il mestiere che facciamo abbiamo consultato le agenzie ed abbiamo scoperto quello che gli ignari cronisti del servizio pubblico radiotelevisivo hanno fatto a meno di raccontarci. Forse non lo sapevano proprio. Oppure non interessava perché loro si occupano di sport.

cco i fatti proviamo un senso di profonda vergogna e di grande preoccupazione. I tifosi, sempre si fa per dire, italiani hanno iniziato la loro giornata provocando una rissa in un bar del centro, hanno aggredito i tifosi del Cska di Sofia, si sono prodotti in saluti fascisti e in cori mussoliniani. Entrati nello stadio hanno cercato di aggredire gli spettatori bulgari. Si sono tolti i cinturoni che reggevano i calzoni e li hanno usati per colpire i bulgari. Hanno provato  ad uscire dal recinto che era stato loro assegnato nello stadio e quando la polizia è intervenuta altri saluti fascisti, cinturoni che mulinavano a più non posso.”Faccetta nera” era la canzone preferita dagli squadristi italiani.

L’ignaro telecronista che si è chiesto perché  bulgari hanno fischiato il nostro inno nazionale  poteva darsi la risposta da solo. Ignari anche i giocatori tenuti premurosamente all’oscuro di tutto. La cosa è ancora più grave perché la Federcalcio ha fatto sapere che aveva comunicato al ministero dell’Interno i nomi dei 144 “supporters” della nazionale, dati anagrafici e caratteristiche particolari.  Sempre la Federcalcio informa che dal Viminale è arrivato il nullaosta per i fascisti che abbiamo inviato in Bulgaria. Silenzio di Maroni, il ministro della tolleranza zero. Ma verso gli immigrati. Liberi i fascisti di svergognarci davanti al mondo.


Autore: Carlo Sandri
Fonte: dazebao.org




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