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Recensione a "Storia della Bulgaria dall’antichità ai giorni nostri"

08.10.2008

Dimitrina Aslanian
Storia della Bulgaria dall’antichità ai giorni nostri

La Casa di Matriona
Milano 2007

Il libro di Dimitrina Aslanian sopperisce ad una mancanza rilevante nel panorama editoriale e accademico italiano. L’intento iniziale dell’autrice, una fisica bulgara, è quello di far conoscere alla Francia, suo paese d’adozione dove è uscita la prima edizione del libro, la storia della Bulgaria. Il libro è suddiviso in dodici capitoli, due indici, una bibliografia, una cronologia, e un breve elenco di autori bulgari tradotti in italiano.

I buoni propositi di questa Storia della Bulgaria sono apprezzabili; soprattutto, però, deve essere preso in esame il contributo dal punto di vista scientifico. Ad un primo sguardo d’insieme, emerge che la traduzione condotta sull’originale francese non sempre è curata come avrebbe dovuto essere e la traslitterazione dei termini dal cirillico non segue una regola uniforme, sebbene vi sia nelle prime pagine una nota su Ortografia e Pronuncia.

In secondo luogo, la bibliografia al termine del libro è eccezionalmente carente di una serie di studi condotti anche negli ultimi anni e che hanno tentato con successo di liberarsi dalla retorica di regime. Inoltre in tutto il testo è presente una discrepanza tra due livelli di scrittura.

Del contesto storico-geografico europeo l’autrice riesce a dare un quadro sintetico e abbastanza chiaro; invece, nella stragrande maggioranza del libro, quindi sulla storia bulgara, la Aslanian rimane legata ad una storiografia che oramai si pensava avesse compiuto la propria parabola temporale e metodologica.

Un primo esempio di quest’approccio è dato a pag. 138 dove si parla della Istorija Slavenobolgarskaija (1762) del monaco atonita Paisij Hilendarski. Essa costituirebbe “il primo programma nazionale dell’oppresso popolo, in cui la concezione dello Stato – nazione, la sua salvaguardia e la sua liberazione dal potere straniero, formavano le idee fondamentali”.  A pag. 140 si legge che Sofronij Vračanski “si legò rapidamente al movimento nazionale iniziato da Paisij”.

Questi due esempi dimostrano quanto l’autrice sia legata alla storiografia che vedeva in Paisij l’inizio sia del movimento di liberazione sia di una nuova riflessione sullo stato bulgaro. È bene chiarire che il movimento di liberazione dalla sudditanza ottomana sarebbe lentamente iniziato solo nei primi decenni dell’Ottocento, e che Paisij pensava sì allo Stato, ma aveva in mente quello di tipo medievale e probabilmente anche quello bizantino.

Sebbene la prima parte del libro, dedicata al periodo antico e medievale, sia apprezzabile e chiara, man mano che si arriva all’epoca moderna e contemporanea, lo stile della scrittura fa emergere l’uso di certe espressioni, quali “spirito popolare” e “epopea”. Con esse si cerca in qualche modo di enfatizzare la storia dei bulgari facendone un popolo fiero e coraggioso. Tuttavia, in un libro di storia dovrebbero essere presenti altri aspetti. La glorificazione delle gesta risorgimentali, per esempio, non si confronta mai con l’eventuale ricezione popolare di idee e programmi dei vari protagonisti del Risorgimento (e non Rinascimento come invece si legge) che avrebbero organizzato, nella seconda metà dell’Ottocento, comitati rivoluzionari.

Inoltre, per arrivare al Novecento, e in particolare alle pagine dedicate ai governi agrari di Stambolijski, non si capisce bene in che modo (pag. 301) “I modi brutali della sua Guardia Arancione provocarono la caduta del governo e il suo assassinio”. Altri sono i fattori che contribuiscono al colpo di stato del 9 giugno 1923.

Le pagine dedicate al periodo interbellico e a quello del regime comunista sono più scorrevoli e chiare, benché scritte con una non sempre celata vena ideologica discutibile.

Malgrado tutto, il libro della Aslanian, ventotto anni dopo la Storia della Bulgaria edita da Bulzoni, non è un tentativo fallito ma, comunque, passibile di un miglioramento sostanziale. L’augurio è che, in un futuro non troppo lontano, anche in Italia possa essere pubblicato da uno storico uno studio metodologicamente nuovo sulla storia bulgara.

Si ringraziano l'autore e l'editore per la gentile concessione.


Autore: Giacomo Brucciani
Fonte: "Ricerche di Storia Politica", n.2 agosto, 2008, ed. Il Mulino

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