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Bulgaria: tutela alimentare addio,in cibo c'è di tutto

08.08.2008 - Sofia

Anche se da più di un anno e mezzo la Bulgaria è Paese membro a tutti gli effetti dell'Ue, le regole comunitarie sulla qualità dei generi alimentari e la tutela della sicurezza e della salute dei consumatori non sono ancora arrivate sulla tavola dei bulgari. Infatti, stando a un’inchiesta pubblicata in questi giorni dal quotidiano di Sofia "24 Chassa", sembra che l'industria alimentare nel Paese balcanico non sia altro che una fabbrica di surrogati prodotti per riempire gli scaffali dei supermercati.

I principali alimenti quotidiani dei bulgari pare vengano prodotti con sostanze contraffatte, mentre molti produttori truccano le merci per aumentare i guadagni. Risulta per esempio una prassi molto diffusa iniettare acqua nella carne dei polli confezionati, per gonfiarli e farli pesare di più, circa 200 millilitri per un'unità.

Il tipico formaggio bianco "sirene" (conosciuto in Italia come feta greca) e il formaggio stagionato 'cashkaval', altra specialità nazionale, secondo l'inchiesta, non vengono più prodotti esclusivamente a base di latte fresco di vacca, di pecora e di capra, ma con latte concentrato importato dalla Germania, con l'aggiunta di tuorlo d'uovo e purea di patate.

Perfino il famoso yogurt bulgaro, "kisselo mliako", non viene più fatto fermentare con l'esclusivo bacillus bulgaricus, ma con fermenti importati dalla Danimarca che lo rendono più dolciastro e ne appiattiscono il caratteristico sapore. Un altro esempio di surrogato sono i wurstel prodotti in Bulgaria, nei quali risulta esserci ben poca carne. Secondo il giornale, a prevalere sono come ingredienti emulsioni di pelle di maiale, grasso di bue e addirittura peni di vitello macinati.

Da un'analisi della federazione dei consumatori, risulta che solo la quantità dei salumi prodotti in Bulgaria supera di gran lunga la somma della carne prodotta e di quella importata nel Paese. Nei registri della federazione si legge anche di un caso in cui in un insaccato stagionato, il "shpekov salam", molto pregiato in Bulgaria, è stata trovata setola di maiale. Da indagini è risultato che la rispettiva partita è stata prodotta non a base di carne, ma con teste di maiale importate da Cipro.

Secondo il presidente della federazione dei consumatori, Pavel Karlev, le istituzioni statali preposte a vigilare sulla genuinità dei prodotti alimentari e a tutelare la sicurezza e la salute dei consumatori, sono completamente inefficienti, in quanto molti dei rispettivi pubblici ufficiali sarebbero d'accordo con i produttori e i rivenditori truffaldini. “Mi dispiace dirlo, ma le cose rimarranno così come sono finché non arriveranno i funzionari della Commissione europea a mettere ordine anche in questo settore”, conclude con rammarico Karlev. Richiamo che risulta molto in sintonia con la recente decisione di Bruxelles di sospendere i fondi Ue alla Bulgaria per mancanza di efficienza nella loro gestione e per corruzione.


Autore: Atanas Tsenov
Fonte: ANSA


Per approfondire: Notizie di Economia



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