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Tratta di minori in Italia: dossier di Save the Children

22.08.2008 - Roma

Un fenomeno sempre più articolato, che riguarda centinaia di bambini e adolescenti di entrambi i sessi, provenienti per lo più da Nigeria e Romania ma anche da Africa e Asia, coinvolti in varie forme di sfruttamento: sessuale, in attività illegali, accattonaggio, lavoro forzato, adozioni internazionali illegali e, si presume,  anche traffico di organi. Bambini e adolescenti che spesso restano invisibili e sconosciuti, quindi privi di adeguata tutela e protezione.

Sono questi i contorni della tratta dei minori in Italia secondo il nuovo dossier di Save the Children “Piccoli schiavi”, diffuso oggi alla vigilia della Giornata Internazionale in Ricordo della Schiavitù e della sua Abolizione.

“Un anniversario che è anche un monito a non abbassare la guardia perché lo sfruttamento fino alla riduzione in schiavitù ancora esiste e coinvolge molti minori”, commenta Carlotta Bellini, Coordinatrice Area Protezione di Save the Children Italia. “I bambini sono funzionali al business della tratta perché più facilmente ricattabili e assoggettabili di un adulto, o perché un bambino, magari con un handicap fisico e che chiede l’elemosina, desta più pietà. Inoltre sotto i 14 anni i minori non sono imputabili, di qui il loro impiego in attività illegali come furti o scippi o come corrieri della droga, per non parlare della richiesta di minori utilizzati nel mercato della prostituzione. Da una parte quindi c’è un’economia illegale che si serve di loro, dall’altra, ci sono centinaia di minori che vivono in situazioni di povertà e vulnerabilità e quindi divengono facili prede degli sfruttatori”.

I dati: la tratta nel mondo e in Italia

Si stimano in 2,7 milioni le vittime della tratta di esseri umani nel mondo, di cui l'80% è costituito da donne e bambini. Un vero e proprio business con un volume di affari - gestito da reti criminali transnazionali - pari a circa 32 miliardi di dollari l’anno e paragonabile a quello del traffico di armi o di stupefacenti (nota1).

Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati ufficiali sono 54.559 le vittime di tratta che hanno ricevuto assistenza e protezione fra il 2.000 e il 2007 (nota2): Nigeria e Romania le nazioni principali di provenienza ma flussi più o meno consistenti interessano Moldova, Albania, Ucraina, Russia, Bulgaria.

I minori vittime: molti quelli sfruttati in accattonaggio, attività illegali, lavoro forzato

Rotte ed esperienze di sfruttamento che accomunano gli adulti ai più giovani. Sul totale delle vittime di tratta in Italia, 938 hanno meno di 18 anni (nota3).  Numeri rilevanti eppure sottostimati. Prosegue Carlotta Bellini: “molti minori trafficati e sfruttati rimangono invisibili, sia per le caratteristiche della tratta - fenomeno criminale e quindi occulto – sia per le mutevoli e sofisticate  strategie di sfruttamento ed assoggettamento messe in atto dagli sfruttatori. Il risultato è che in tanti restano privi di protezione, aiuto e assistenza”.

Bambini e adolescenti di entrambi i sessi, anche di 11-12 anni,  spesso provenienti dalla Romania ma anche da altri paesi dell’Est Europa o di Africa e Asia quali Nigeria, Gabon, Camerun, India, Bangladesh. E’ questo il profilo dei minori vittime di tratta in Italia secondo Save the Children (nota4).  Sfruttati non solo nella prostituzione, ma anche nell’ accattonaggio, in attività illegali quali furti o spaccio, nel lavoro agricolo, nell’allevamento di bestiame, in adozioni internazionali illegali e, si presume, nel traffico di organi.

“Alle varie aree geografiche di provenienza sembrano corrispondere differenti forme di sfruttamento”, continua la Coordinatrice Area Protezione di Save the Children Italia. “Per esempio dall’est Europa provengono soprattutto quei minori sfruttati prevalentemente nella prostituzione, nell’accattonaggio e in attività illegali mentre dall’Africa e anche dall’Asia giungono molti degli adolescenti impiegati nel lavoro forzato.  Inoltre registriamo la presenza in Italia di minori migranti non accompagnati che arrivano spontaneamente ma che, in relazione alla loro condizione di vulnerabilità,  possono cadere in circuiti di sfruttamento, fino alla riduzione in schiavitù”.

La tratta a scopo di sfruttamento sessuale

Coinvolge soprattutto adolescenti femmine, nigeriane e dell’Est Europa (della Romania, Moldova, Bulgaria, Repubblica Ceca, Albania), con un incremento di queste ultime. Costrette a firmare un contratto e con particolari riti religiosi ad assumersi un impegno anche verso la comunità, le nigeriane vengono ridotte in stato di soggezione, private totalmente della libertà e costrette a pagare fra i 30 e i 50 mila euro per riscattarla, prostituendosi su strada, sotto il controllo della sfruttatrice o di un’altra vittima indotta a farlo. E sottoposte ad analoghe forme di sfruttamento e schiavitù sono anche giovani provenienti dal Camerun, convinte a venire in Italia con la promessa di continuare gli studi o per vacanza e poi costrette a prostituirsi. Si conferma il cospicuo coinvolgimento, nel mercato della prostituzione di ragazze dell’Est Europa, soprattutto della Romania e Moldova. Reclutate nel paese d’origine da conoscenti, sempre più frequentemente propri coetanei, o pseudo-fidanzati o parenti, a volte rapite, passano il confine terrestre, in auto, in pullman o a piedi con un passeur. In Italia sono sfruttate nella prostituzione in strada o al chiuso, in appartamenti o locali.
Tra le vittime di grave sfruttamento vi sono anche, secondo la ricerca di Save the Children, minori rumeni di origine Rom indotti alla prostituzione per soddisfare la richiesta di clienti italiani.

L’accattonaggio

E’ praticato soprattutto da minori rumeni Rom o dei paesi della ex-Jugoslavia: bambini molto poveri e talvolta con problemi fisici, la cui disabilità viene sfruttata e talora acuita, perché considerata molto redditizia, dagli sfruttatori che li “reclutano” anche pagando i loro genitori, o i tutori o i responsabili degli orfanotrofi. Dopo essere stati condotti in Italia i minori sfruttati nell’accattonaggio trascorrono intere giornate su strada, obbligati a stare nello stesso posto, in posizioni scomodissime (come in ginocchio) e qualsiasi siano le condizioni meteorologiche. Alcuni di questi bambini subiscono violenze e percosse.

La tratta di minori a scopo di sfruttamento in attività illegali

E’  poco conosciuta e coinvolge bambini e adolescenti di ambo i sessi per lo più rumeni ma anche di origine nord-africana, molti dei quali di non più di 14 anni e quindi non perseguibili penalmente. Reclutati nei paesi di origine, vengono condotti in Italia per compiere furti e scippi. I minori provenienti da Senegal e Gabon sono invece impiegati nel trasporto e spaccio di droga - cocaina, eroina, crack - e tenuti sotto ferreo controllo al punto che a molti di essi vengono abrasi i polpastrelli affinché non siano identificabili dalle forze dell’ordine: un numero sempre più rilevante di questi minori diventa a sua volta consumatore e dipendente dalla droga.

La tratta a scopo di lavoro forzato

Le poche informazioni  a disposizione evidenziano fenomeni di grave sfruttamento ai danni di adolescenti originari dell’India, Bangladesh e dell’Africa del Nord e sub-sahariana, impiegati soprattutto nell’allevamento di bestiame e in agricoltura, costretti dai loro sfruttatori – i cosiddetti “caporali” - a lavorare tantissime ore per paghe irrisorie, a vivere isolati e nell’impossibilità di chiedere aiuto e sfuggire alla loro condizione di semi schiavitù. I minori provenienti dal Nord Africa o di origine sub-sahariana raggiungono l’Italia via terra dopo essere approdati in Spagna, o, più raramente, via mare sbarcando a Lampedusa e in Sicilia.

La tratta a scopo di adozioni internazionali illegali

Le poche evidenze e conoscenze su questa forma di tratta derivano da ricerche e indagini giudiziarie come quella condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Pordenone nel 2004 e che ha portato alla luce una compra-vendita illegale di neonati tra Bulgaria ed Italia, o la più recente  operazione “Ladri di bambini”  (nota5) grazie alla quale è stata bloccata la vendita – già pattuita - di una neonata di venti giorni ad una coppia italiana, a scopo di adozione illegale.

La tratta a scopo di espianto degli organi

Se è ormai accertata l’esistenza di un commercio internazionale di organi e di tessuti, sia sottoforma di compravendita di organi tra adulti consenzienti che di “viaggi della speranza” in paesi in via di sviluppo per effettuare un trapianto illegale,  non vi sono al momento prove dell’esistenza di un traffico di persone a tale scopo, verso l’Italia.  Per quanto riguarda il coinvolgimento di bambini, sono state avviate alcune indagini in materia, in particolare un’inchiesta della Procura di Roma su un presunto traffico di minori dall’Albania, che si sospetta siano stati trasportati illegalmente in Grecia e in Italia e sottoposti a espianti illegali (nota6). 

Maggiore impegno nell’identificazione e assistenza dei minori vittime

“La tratta dei minori costituisce una gravissima violazione dei diritti dei bambini e quindi è necessario fare il massimo per proteggere le vittime e aiutarle a tornare ad una vita normale”, commenta ancora Carlotta Bellini. “In Italia i bambini e adolescenti  trafficati e sfruttati possono contare su buone leggi e sulla rete di programmi in loro sostegno previsti dalle legge 228/2003. Questi programmi però debbono essere meglio calibrati sulle specifiche esigenze dei minori. In primo luogo”, prosegue Carlotta Bellini,  “bisogna migliorare ed estendere gli interventi di contatto e aggancio dei ragazzi e ragazze vittime o potenziali vittime di tratta attraverso anche l’impiego di équipe di strada o operatori “alla pari”, figure che Save the Children, per esempio, già impiega in alcuni suoi progetti. In secondo luogo bisogna mettere più impegno e risorse nell’identificazione dei minori vittime di tratta, che a volte non vengono riconosciuti come tali ma confusi e considerati come minori dediti ad attività criminali”. Per questo Save the Children ha messo a punto un “Protocollo di identificazione e supporto dei minori vittime di tratta e sfruttamento” e dall’agosto 2008 ha avviato il progetto Agire (si veda nota in calce). “Infine”, conclude la Coordinatrice Area Protezione di Save the Children Italia, “auspichiamo che il Governo sviluppi e implementi quanto prima un piano nazionale anti-tratta e che l’Italia proceda alla ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani”.

Note:

  1. I dati di cui sopra sono stati diffusi nel corso del Vienna Forum to Fight Human Trafficking, promosso in Austria dal 13 al 15 febbraio 2008 dalla Global Initiative to Fight Human Trafficking delle Nazioni Unite (UN.GIFT).
  2. Fonte: Dipartimento per le Pari Opportunità. I dati sul numero di vittime di tratta si riferiscono a donne ed uomini che hanno ricevuto prima assistenza nell’ambito dei progetti di protezione sociale in applicazione dell’art.18 D.lgs 286/98.
  3. Idem. Il dato si riferisce ai minori che non solo hanno ricevuto una prima assistenza ma hanno anche aderito ai programmi di protezione ex art. 18 fra il 2.000 e il 2007.
  4. Fonte: Rapporto Finale sulla tratta dei minori, dicembre 2007. La pubblicazione contiene 4 ricerche sul profilo dei minori vittime di tratta in Italia, Romania, Bulgaria e Germania. E’ stata realizzata e coordinata da Save the Children nell’ambito del progetto europeo Agis, per lo sviluppo di una metodologia sulla identificazione e il supporto a bambini e adolescenti vittime di tratta.
  5. E’ stata condotta dai Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, nel marzo 2008.
  6. Informazioni e analisi sul fenomeno della tratta a scopo di espianto di organi sono contenute nel background paper del Seminario “Trafficking in persons for the removal  of organs and body parts” tenutosi nel corso del Vienna Forum to Fight Human Trafficking, promosso dalla Global Initiative to Fight Human Trafficking (www.ungift.org); si veda inoltre Alteri G. “Il commercio dei corpi: la tratta a scopo di espianto di organi” in Carchedi F., Orfano I. (a cura di), “La tratta di persone in Italia. Vol.1.Evoluzione del fenomeno ed ambiti di sfruttamento, Franco Angeli, Milano, 2007.


Save the Children per i minori vittime di tratta: il progetto Agire e le attività sul campo

Contribuire alla creazione di un referral system, ovvero di procedure per l’ identificazione, assistenza  e protezione dei minori vittime di tratta, e per il coordinamento di tutti gli operatori del settore in Italia. Sono gli obiettivi del progetto Agire, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Save the Children Italia. In collaborazione con numerosi partner italiani ed europei, prevede, tra l’altro, la realizzazione di ricerche, lo sviluppo di liste aggiornate di indicatori di tratta e di procedure di coordinamento tra tutti i soggetti che agiscono nel settore della tratta di minori, l’ implementazione di buone prassi nel settore della identificazione e assistenza a minori vittime di tratta. Per quanto riguarda invece l’assistenza e l’aiuto diretto ai minori vittime di tratta, Save the Children porta avanti in Albania, in collaborazione con l’organizzazione Fbsh (Bambini del Mondo e dell’Albania) il progetto “Se Basku”, volto a rafforzare la protezione dei minori di strada, a rischio di tratta e sfruttamento a Tirana: informazione, assistenza sanitaria e scolarizzazione, sono alcune delle attività in favore di  circa 250 ragazzi e ragazze beneficiari del progetto, che si avvale anche di 5 educatori alla pari.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia
tel. 06 48070023;
press@savethechildren.it


Fonte: Save the Children




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04.09.2008Commento [pietro]
"Bambini e adolescenti che spesso restano invisibili e sconosciuti, quindi privi di adeguata tutela e protezione."

Quindi sarebbe opportuno un censimento (impronte digitali comprese) per renderli visibili... bisognerebbe aggiungere anche la revoca della patria potestà nel caso fossero fermati per accattonaggio... o peggio!


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