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Resoconto del "Pomeriggio bulgaro sul Lago Maggiore" (24 maggio)

02.06.2008

Il 24 maggio, giornata della cultura bulgara, ha avuto luogo nella sala polifunzionale della scuola elementare di Nebbiuno (No), un incontro che aveva come argomento la storia e la cultura della Bulgaria.

Tra gli organizzatori, assieme all’Associazione Bulgaria-Italia, la ProLoco di Nebbiuno, il Comune di Nebbiuno ed il Club Unesco “Leonardo da Vinci” di Sofia. Ma un contributo fondamentale per l’ottima riuscita del “Pomeriggio bulgaro sul Lago Maggiore”, va senza dubbio attribuito a Maria Gančeva, bulgara residente a Nebbiuno, socia di Bulgaria-Italia e del Club Unesco, che ha lanciato l’idea e si è impegnata a fondo per la sua realizzazione.

L’evento è stato introdotto dai saluti di Gianmaria Aliverta (ProLoco di Nebbiuno), del sindaco di Nebbiuno Gianbattista Bertoli e di Gianni Stornello, Console onorario della Repubblica di Bulgaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta, che ha citato il ruolo di Cirillo e Metodio.

Successivamente Äanet Borlakova del Club Unesco “Leonardo da Vinci” di Sofia, ha illustrato in maniera approfondita la nascita dell’alfabeto glagolitico e poi di quello cirillico, e del propagarsi delle lettere e della cultura slava, mentre Paolo Modesti, dell’Associazione Bulgaria-Italia, ha illustrato le principali fasi della storia bulgara, dall’età tracia all’entrata del paese nella Comunità Europea.

L’iniziativa si è poi arricchita presentando dei saggi di un altro tesoro della cultura bulgara, ossia la musica popolare: dei ballerini in abiti tradizionali hanno eseguito delle danze popolari bulgare, molto apprezzate dal numeroso pubblico intervenuto, rivelando parte di un patrimonio particolarmente ricco e variegato.

Il panorama musicale bulgaro è infatti eccezionalmente vasto, ogni regione ha un suo stile peculiare, con risultati talvolta unici in campo europeo o perfino mondiale: a seconda delle regioni, si alternano brani polifonici, con o senza accompagnamento strumentale, e musiche e canti in cui è più facilmente riconoscibile l’impronta panbalcanica e l’influsso orientale, ma non per questo mancano di una propria originalità (ad esempio nelle strofe che i musicologi definiscono asimmetriche). Nel corso dell’incontro sono stati presentati brani cantati e strumentali, per finire con il ballo noto come dunavsko horò (horò danubiano).

A conclusione dell’incontro, è stato offerto un buffet con assaggio dei tipici piatti bulgari, piatti in cui anche sono riscontrabili elementi comuni con i paesi limitrofi, ma che si distinguono per la delicatezza dei sapori e la genuinità degli ingredienti.

Obiettivo dell’incontro era illustrare, per quanto i tempi permettevano, la storia e la cultura di uno stato, ormai membro dell’Unione Europea, che purtroppo è ancora troppo poco conosciuto al di fuori della ristretta cerchia degli studiosi e degli specialisti.

Molti non sanno neanche che lingua si parli in Bulgaria: a me è capitato, in un’occasione, che un signore mi abbia chiesto se la lingua in uso in Bulgaria fosse lo spagnolo e, alla mia risposta che esisteva una lingua bulgara, mi abbia chiesto se fosse la stessa parlata in Brasile. Più spesso si genera una confusione con la Romania, come è stato anche scherzosamente notato durante l’incontro, talvolta perfino con l’Algeria.

Benché in quasi tutte le fasi più importanti della sua storia la Bulgaria abbia avuto dei contatti culturali con l’Italia, pure la conoscenza in Italia del mondo bulgaro stenta ad uscire degli ambiti universitari ed accademici – tranne (anche questo è stato scherzosamente notato durante l’incontro) quando si parla della pista bulgara, o, più recentemente, dell’editto bulgaro.

Anche l’entrata in Europa è passata quasi inosservata, più di quanto non sia avvenuto per la Romania: si pensi ad esempio – la portata degli eventi si giudica anche da piccole cose come può sembrare questa – ai cartelloni pubblicitari che presentavano la Romania come la “nuova stella d’Europa”, mentre per la Bulgaria non è avvenuto niente del genere.

Su certi libri i due paesi vengono presentati insieme, dedicando alla Romania più del doppio dello spazio che si dedica alla Bulgaria, la quale è trattata in modo sommario, spesso tacendone o liquidandone in poche parole alcuni tra gli aspetti più affascinanti. Né va dimenticato che negli animi romantici hanno un posto di rilievo leggende come quella del conte Dracula col suo castello in Transilvania. In tal modo la Romania appare agli occhi dell’Europa una sorta di “sorella maggiore” alla cui ombra la Bulgaria vive, e la vicinanza finisce per diventare “scomoda”.

Questo naturalmente sia detto nel pieno rispetto della Romania, della quale non si intende sminuire l’importanza: e a tal proposito ricordiamo che molti tra i nomi più illustri della letteratura bulgara dell’ ‘800 hanno compiuto la propria formazione a Bucarest. In effetti, si conceda a chi scrive di fare un’osservazione; questo discorso non sembri la “deformazione professionale” di un bulgarista, si tratta di una semplice constatazione dei fatti: è ingiustamente poca l’attenzione che si presta ad un paese europeo ricco di storia, arte, natura.

Per citare un esempio, il patrimonio archeologico del paese meriterebbe di essere conosciuto ed apprezzato non meno dell’acropoli di Atene o di altre località il cui valore storico-culturale si fonde purtroppo inscindibilmente con quello turistico-commerciale, spesso con dei risvolti pacchiani non trascurabili. Può forse sembrare una fortuna che a Sofia non vi siano euzoni davanti ai quali il solito turista va a farsi fotografare in pose spesso banali, ma è anche motivo di rammarico che mentre nelle biblioteche e nelle librerie si trovano con tanta facilità libri e libri che parlano del Partenone o del teatro di Epidauro, peraltro meritevolissimi di essere studiati, per avere un libro in italiano che parli per lo meno degli ori dei Traci, la cosa più difficile da far passare inosservata nel patrimonio archeologico bulgaro, si debba attendere il catalogo di qualche rara mostra, come quelle tenutesi a Venezia nel 1989 o nelle scuderie del Quirinale nel 2006.


Autore: Roberto Adinolfi



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10.06.2008Commento [gaby]
Ho letto con interesse il resoconto del “Pomeriggio bulgaro sul lago Maggiore” (24 maggio) scritto da Roberto Adinolfi.
Mi sarebbe piaciuto sentire tutte le relazioni sulla storia e cultura bulgara, ma la notizia dell’evento mi è giunta tardi e ormai avevo già preso un impegno.

Sono rimasto alquanto sorpreso dal rammarico espresso dal sig. Adinolfi circa la scarsa notorietà e conoscenza della Bulgaria, della sua posizione geografica, della sua stori ...
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