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Assunzione ed assistenza per i lavoratori bulgari in Italia

01.06.2008

Adempimenti per il datore di lavoro che vuole assumere bulgari e rumeni e per gli stessi lavoratori

I datori di lavoro che vogliono assumere lavoratori bulgari e rumeni in qualità di addetti al settore agricolo e turistico alberghiero, al lavoro domestico o assistenza alla persona, nel settore edilizio o in quello metalmeccanico, o in quello dirigenziale e altamente qualificato (compresi i casi previsti dall’art. 27 del Testo Unico sull’immigrazione) o come lavoratori stagionali, può farlo liberamente, come se assumesse un cittadino italiano.

Al momento della stipula del contratto non è necessario che i lavoratori abbiamo una carta di soggiorno.

Chi viene assunto deve avere il codice fiscale, che si ottiene presso tutte le agenzie delle entrate presentando un documento valido. Dopo la firma del contratto, che è comunque valido, deve richiedere la carta di soggiorno in questura (consigliato perché non ha costi aggiuntivi) o tramite spedizione dagli uffici postali preposti assieme al nulla osta rilasciato dallo sportello unico per l’immigrazione.

Il datore di lavoro che vuole assumere in Italia cittadini bulgari e rumeni, inserendo gli stessi in altri settori di impiego prima della stesura del contratto, deve spedire con raccomandata A.R. allo sportello unico per l’immigrazione una richiesta di nulla osta utilizzando la modulistica apposita (MOD Sub Neocomunitari) disponibile sul sito internet del Ministero dell’Interno (www.interno.it) e del ministero della Solidarietà Sociale (www.welfare.gov.it).

Ricevuto il nulla osta si può stipulare il contratto.

data pubblicazione: 20/05/2008



Pensione, assegni familiari ed assistenza per i lavoratori bulgari e rumeni in Italia


L’INPS, con messaggio n. 9744 del 2008, ha fissato le regole previdenziali ed assistenziali per bulgari e rumeni, diventati cittadini neo comunitari dal 1° gennaio 2007.

Tale trattamento di pensione viene erogato in Italia o nel paese di origine.

Nel caso che esista simultaneità di più diritti per i propri familiari (assegni, ecc.), l’onere delle prestazioni spetta allo Stato.

Quindi, se il neo comunitario lavora in Italia è l'INPS che gli paga gli assegni familiari.

I lavoratori rumeni e bulgari che stipulano un contratto o che già lavoravano in Italia a partire dall’1.1.2007 possono richiedere gli assegni familiari anche per i familiari a carico che sono ancora in Romania o in Bulgaria.

Qualora vengano chiesti assegni familiari per coniugi e figli residenti nel paese di origine, l’Inps dovrà accertare se esiste il diritto agli assegni familiari in base alla legislazione dello stato di provenienza.

data pubblicazione: 23/05/2008


Fonte: Il Lavoro




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