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Storie di Bulgaria con voci preziose

11.07.1997 - Milano

Il famoso Coro della radio - televisione di Sofia in concerto nel Chiostro di San Simpliciano Storie di Bulgaria con voci preziose "Spettacolo di puro fascino" fu il commento più ricorrente al termine della loro prima apparizione a Milano, circa dieci anni fa, in un Teatro Smeraldo stipato di appassionati.

Un fascino sottile, che non deve nulla all'appellativo di "mistero", di cui si ammanta lo storico gruppo delle Voci bulgare, scoperto molti ani fa da un organista e studioso di musica folclorica dell'Est, il francese Marcel Cellier, che se ne innamorò raccogliendo i canti in una collana di dischi intitolandola "Le mystere des voix bulgares".

Nasce da lì la formula, dal sapore vagamente inquietante, con cui la gloriosa formazione femminile, dopo quattro tournee in Nord America, due dischi e collaborazioni discografiche con rockstar come Kate Bush, torna per "Milano d'estate" stasera alle 21 nel Chiostro di San Simpliciano.

Il punto forte delle signore - ventiquattro voci d'angelo che rispondono a nomi aulici come Violeta, Roussana o Vassilika, e una leader, la direttrice Dora Hristova - è una dote squisitamente canora, estranea alla tradizione del bel canto: una potente capacità tecnica di coniugare un virtuosistico "vibrato" a una particolarissima emissione del suono, prodotto nella gola e nel naso. Da superare, scale non basate sulla tonalità maggiore - minore, timbri vocali e strumentali dal colore asiatico, armonie con intervalli dissonanti e consonanti.

Alle spalle di questo "respirar cantando", si nasconde una tradizione che affonda radici in antichi brani d'origine bizantina e ottomana, provenienti da zone diverse della Bulgaria. A questo nucleo originario si sono aggiunte nuove composizioni scritte dai più noti musicisti nazionali: Krasimir Kyurkchiyski, Nikolai Kaufman e Stefan Kanev.

Le Voci bulgare - ovvero il coro femminile della televisione di Stato bulgara - continuano la scuola di una precedente formazione vocale fondata nel 1952 a Sofia da Philip Koutev, arrangiatore e maestro del coro che compì un lavoro pionieristico per conservare un repertorio sconfinato di brani. I testi delle canzoni evocano immagini bucoliche e storie d'amore naif dove le donne sono descritte con aggettivi presi a prestito dal vocabolario agreste ("corpi d'alberello", "guance come rose"...).

E le Voci li interpretano in perfetta tenuta folk: variopinti foulard sfrangiati, acconciature ornate, ampie gonne a disegni etnici. Simili ad antiche matrioske, in linea con la tradizione popolare dei Paesi dell'est. E le russe Beriozka (le "betulle" danzanti), arriveranno a Milano tra due settimane.


Autore: V. Cr.
Fonte: Corriere della Sera




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