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Milcho Leviev: la lezione si ripete fin che si impara

26.12.2007 - Sofia

"Ho capito tardi che non si deve aver fretta nella vita, perché ti lasci sfuggire molte cose, quando si corre. Ho capito che non va bene essere testardo, nemmeno di essere dolorosamente ambizioso", dice il grande pianista Milcho Leviev. Pochi giorni fa ha compiuto 70 anni. Il giorno del suo compleanno ha fatto un concerto a Mosca. Allo stesso momento il Presidente bulgaro Georgi Parvanov ha proposto Milcho Leviev per la medaglia "Santi Cirillo e Metodio". Nell’annuncio ufficiale si legge "Per i meriti nell’ambito culturale, artistico e nella scienza" ed in occasione dei suoi settanta anni.

Nella carriera del grande pianista, compositore, arrangiatore e professore non mancano onorificenze: ha avuto due volte il "Grammy", il premio"Dramalogue" come miglior direttore musicale (1987), il titolo di dottore onorario delle Accademie Musicali di Parigi e Londra. Un altro grande jazzista Don Ellis dice che Milcho Leviev è uno dai talenti contemporanei del jazz. "Lui può dire tutto attraverso il pianoforte" affermò il famoso trombettiere già nel 1974.

Milcho Leviev confessa che nella carriera e nella vita privata cerca di trovare tranquillità e pace. Non può dire esplicitamente se è contento dai risultati ottenuti fin a qui, pero l’importante è che gli piace. "La conquista è una bella cosa, però prima di tutto l’uomo deve vivere ed osservare la vita. Io ho un carattere irregolare. Vado su, giù. Non mi annoio. Sono felice con quello che faccio e della vita che vivo. Se una cosa non mi piace, semplicemente non la faccio, perché nessuno mi obbliga".

Il jazzista si diploma presso il Conservatorio di Stato a Sofia, dove tra i suo professori ci sono Pancho Vladigerov e Andrej Stojanov. La sua carriera comincia nel Teatro Drammatico di Plovdiv, in seguito diviene direttore della Big Band della Radio Nazionale Bulgara. Dal 1963 al 1968 lavora come solista e direttore della Filarmonica di Plovdiv e quella di Sofia. Su idea di Radoj Ralin crea il gruppo "Jazz focus ‘65", nel 1970 parte per Los Angeles dove rimane fino a 1977. All’inizio degli anni ’80 ritorna per un breve periodo in Bulgaria dove tiene vari concerti. Insegna nella University of Southern California e nella Nov Balgarski Universitet. Ai suoi studenti in Bulgaria racconta una parabola indiana: "La vita è un scuola non ufficiale. Ogni giorno vi viene offerta la possibilità di imparare una nuova lezione, se siete attenti. La lezione si ripete fin che si impara."

E un’altra cosa: gli da fastidio quando suona nel jazz club ed in mezzo ad una improvvisazione qualcuno urla “o, yee-e-e”.

BG Boogie


Autore: Olia Stojanova
Fonte: Dnevnik
Traduzione: D.P.




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