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Frodi senza frontiere: le auto da rottamare rivendute in Bulgaria

29.11.2007

Migliaia di automobilisti si sono visti addebitare i costi di una rottamazione del proprio veicolo che, in realtà, non era mai avvenuta. La loro vecchia auto (Euro zero o Euro 1) anziché essere stata demolita, era stata spedita e rivenduta all’estero, in Bulgaria.

Un traffico internazionale di veicoli usati che venivano rottamati solo sulla carta per percepire gli incentivi della Finanziaria 2007, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza e dal Corpo Forestale dello Stato di Ancona. Un’operazione che non ha precedenti per la vastità del raggiro.

Migliaia di auto venivano imbarcate nel porto della città dorica, raggiungevano la Bulgaria, dopo aver fatto scalo nel porto di Patrasso, in Grecia.

Una truffa ai danni dello Stato organizzata da 45 autodemolitori di nove regioni del centro e nord Italia che oltre ad aggirare la normativa Iva per le esportazioni, dopo aver denunciato l’avvenuta rottamazione del mezzo e lo smaltimento dei componenti delle auto (comprese le batterie, gomme e liquidi esausti) le spedivano nell’est Europa dove le rivendevano ad una cifra minima di 500 euro. Oltre alla Bulgaria, le auto venivano rivendute anche in Romania e in Polonia e una piccola parte commercializzata anche in Grecia.

Un giro d’affari milionario che ha visto imbarcare dal porto marchigiano, in soli due anni, 38 mila auto usate. “Per 5 mila di queste vetture - chiarisce il colonnello Fabrizio Cuneo, comandante della Guardia di Finanza di Ancona - i titolari delle officine di demolizione avevano già incassato gli incentivi governativi dopo averle radiate ‘ufficialmente’ dal Pubblico Registro Automobilistico”.

Sulla questione interviene anche l’Adiconsum: “I dati che sono emersi da questa operazione sono allarmanti- spiega Silvana Santinelli, responsabile Adiconsum Marche- e come associazione che tutela i consumatori monitoreremo ogni eventuale fatto futuro, che potrebbe derivare dalla circolazione del mezzo che invece doveva essere rottamato, e che potrebbe ricadere sul proprietario originario”.

Una truffa che non ha solo risvolti finanziari ma anche ambientali; “Non sono stati smaltiti regolarmente 6 milioni di chilogrammi di rifiuti speciali pericolosi- puntualizza Raffaele Velardocchia, comandante del Corpo Forestale dello Stato di Ancona- cifra che è stata denunciata dagli stessi autodemolitori in relazione alle false attestazioni di avvenuta rottamazione”. “Occorre considerare –conclude Velardocchia- che questi mezzi sono considerati inquinanti e che questa operazione di carattere transfrontaliero è stata finalizzata alla tutela della salute e della sicurezza dei cittadini italiani e dell’Unione Europea”.


Fonte: Panorama




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