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L’Associazione Bulgaria-Italia, una porta verso la Bulgaria

02.04.2007

L’associazionismo è un modo molto importante e valido per creare validi presupposti alla conoscenza fra popoli e culture diverse. Questo è l’obiettivo dell’Associazione Bulgaria-Italia.

Da qualche tempo a questa parte Giro di Vite sta sviluppando tutta una serie di iniziative al fine di creare un Centro Studi sull’Europa dell’Est. Una di queste iniziative è permettere a persone e realtà associate che vivono la realtà di quei paesi di farsi conoscere. Ci è sembrato interessante scambiare qualche riflessione con il Dott. Paolo Modesti, Presidente dell’Associazione Bulgaria-Italia.

Quali gli aspetti più interessanti del Paese?

“Credo ciascuno debba fare riferimento ai propri interessi e sensibilità, ed il momento in cui sono nati. Nel mio caso innanzitutto la natura: umana di chi vi abita e quella propriamente detta che li circonda. La Bulgaria è un paese che offre spazi e paesaggi inediti a chi proviene da zone d’Italia in cui il territorio è stato completamente utilizzato per le attività umane. La gente è aperta e cordiale e di un livello culturale piuttosto elevato. Con i bulgari è facile fare amicizia ed intrattenersi in belle conversazioni anche su temi impegnativi, anche se a volte, come capita nei Balcani, alcuni indugiano un po’ troppo nella retorica nazionalista, almeno per i miei gusti.”

Quali gli obiettivi e le attività dell’Associazione Bulgaria-Italia?

“L’associazione è nata alcuni anni fa partendo dalla comunità online che si è aggregata attorno al sito Bulgaria-Italia , un sito nato per far conoscere per quanto possibile la Bulgaria agli italiani, un paese che è sempre apparso lontano e misterioso, sul quale sono circolati stereotipi, che sono frutto di una sostanziale non conoscenza. Alcuni italiani e bulgari hanno avuto voglia di conoscersi anche di persona ed impegnarsi su vari progetti di carattere culturale e sociale, come incontri su vari temi (cinema, teatro, storia, musica) e pubblicazioni (due antologie: una del racconto e una della poesia). Abbiamo prediletto attività che coniugassero gli obiettivi con le attitudini e le capacità di chi si è impegnato negli stessi, facendo leva l’entusiasmo e sulla passione, realizzando cose pregevoli autofinanziandoci, con budget ridottissimi, ma con un grosso impegno umano. Alcuni di questi progetti sono illustrati qui.

In che modo la Bulgaria si è preparata ad entrare nell’Unione Europea?

“I primi contatti con l’allora CEE risalgono agli anni 80, nell’ambito più generale dei rapporti tra CEE e COMECON. Dopo il dissolvimento del blocco sovietico, l’adesione all’Unione Europea è stato lo sbocco naturale (e sostanzialmente obbligato) di tutti i paesi dell’area. Nel caso della Bulgaria il percorso ha cominciato a svilupparsi concretamente dopo il 1997, quando una grave crisi valutaria, provocò l’imposizione del currency board. Nel corso di un decennio la Bulgaria si è progressivamente adeguata ai requisiti definiti dalla Unione Europea, anche se, nella pratica, molto lavoro rimane da fare.”

Qual è la situazione odierna della Bulgaria?

“Dal punto di vista macroeconomico la situazione è positiva, anche se bisogna sottolineare che dopo il 1990 per molti anni l’economia ha declinato rapidamente. La cosiddetta transizione ha avuto effetti pesanti sul tessuto sociale. Almeno un milione di bulgari è espatriato per ragioni economiche, sono venute meno le tutele sociali che esistevano con il sistema precedente che si autodefiniva socialista e il settore produttivo pressoché smantellato. La ripresa dopo il 1997 ed il nuovo sistema economico di impronta liberista ha provocato notevoli disuguaglianze a livello sociale. Oggi la Bulgaria è un paese dove il reddito d’impresa (indipendentemente dal fatturato), in percentuale, è tassato meno del reddito da lavoro di un dipendente non qualificato. L’aspetto positivo è che i bulgari che sono emigrati cominciano oggi ad immaginare un futuro nel loro paese.”

Come giudica le relazioni fra il nostro Paese e la Bulgaria?

“Da tempo le relazioni a livello governativo tra Italia e Bulgaria sono molto buone. In effetti a livello politico non ci sono controversie e le relazioni economiche incontrano le aspettative delle rispettive classi dirigenti. Più interessante il discorso a livello dei rapporti tra le persone. Con un sito come Bulgaria-Italia abbiamo permesso a molti bulgari ed italiani di conoscersi e fare amicizia. In Bulgaria c’è un notevole interesse verso la cultura italiana: l’Istituto di Cultura Italiana di Sofia è stato aperto da alcuni anni con buoni risultati. Più difficile la situazione in Italia dove l’attenzione verso la cultura bulgara è di nicchia, sebbene sostenuta dalla passione da una pattuglia di bulgaristi nelle università, da piccole case editrici e da organizzazioni come la nostra. Da segnalare con piacere un certo dinamismo del consolato bulgaro di Milano, riaperto 2 anni fa.”

In che modo l’Italia può aiutare la Bulgaria?

“Dal mio punto di vista, la Bulgaria dovrebbe aiutare l’Italia a conoscerla meglio.”

Non crede che in Italia ci sia un certo scetticismo nei confronti dei Paesi dell’Est?

“Come ho già accennato esistono stereotipi, ma prima di esprimere giudizi bisognerebbe conoscere quello di cui si sta parlando, ed in Italia generalmente conosciamo poco questi paesi. Siamo ancora condizionati da categorie come Est e Ovest, dove il termine “occidentale” sebbene in un contesto molto diverso, rispetto al periodo della guerra fredda, continua ad avere una valenza positiva, che per alcuni diventa una gerarchia assoluta di valori. Cambiando contesto, si è fatto un gran parlare di liberalizzazioni in Italia recentemente, ed il ministro Bersani potrebbe trarre spunti interessanti da come in una città come Sofia è organizzato il servizio di taxi. Esiste un servizio di taxi itineranti che se fosse applicato anche in Italia, incontrerebbe senz’altro il favore dei cittadini.”

Come migliorare i rapporti fra il lato occidentale e quello orientale dell’Europa?

“Credo che oltre ad uno spazio economico comune bisognerebbe costruire uno spazio comune culturale e sociale. Gli europei dovrebbero sentirsi davvero cittadini europei e considerare le diversità culturali come una grande ricchezza. A livello internazionale l’Europa dovrebbe avere delle posizioni comuni e promuovere una politica di pace e di sviluppo ecocompatibile.”

In che modo la Bulgaria può contribuire a migliorare la coesione del continente europeo?

“Obiettivamente la Bulgaria è un piccolo paese e non può esercitare un’influenza decisiva. Sarebbe già molto se la Bulgaria potesse avere sulla scena internazionale un ruolo analogo a quello svolto da paesi come Austria, Finlandia ed Irlanda.”


Autore: Emanuele Gentile
Fonte: Girodivite




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