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La Bulgaria che entra nella Ue vive con 2 euro al giorno

18.11.2006

Est e Ovest insieme. Quanti avrebbero immaginato un simile scenario più di 17 anni fa quando era in corso la guerra fredda. Nel lager dei Paesi socialisti tutto era controllato, pensieri compresi. Ma la speranza é difficile da sconfiggere. I giovani sognavano l'Occidente. Come ricorda Tzvetan Todorov, noto intellettuale bulgaro che vive a Parigi, nel suo libro Il nuovo disordine mondiale: «La Bulgaria si trova all'interno del continente europeo, ma nella mia infanzia si parlava dell'Europa come di un territorio desiderato, agognato, che cominciava a Venezia e a Vienna. Certamente l'Europa significava all'inizio per noi la qualità dei prodotti, in confronto ai loro corrispondenti locali».

Dal 1 gennaio 2007 la storia cambia. Il Paese satellite più fedele all'Unione Sovietica diventa membro dell'Unione Europea. Secondo il premier socialista Sergei Stanishev «questa é la vera caduta del muro di Berlino». Quasi 8 milioni di persone, in maggioranza slavi ortodossi, ritornano nella famiglia europea, non solo mercato, ma comunità di valori. Il Paese ha realizzato progressi e l'adesione alla UE porterà più investimenti, più stabilità per i capitali investiti, sviluppo con i fondi europei. Ma poiché le riforme nella giustizia e i progressi nella lotta a corruzione e criminalità tardano, la Bulgaria sarà monitorata nei prossimi anni. Sofia dovrà presentare ogni sei mesi un rapporto dettagliato sull'andamento delle riforme. La clausola di salvaguardia potrà scattare in ogni momento se non rispetterà gli impegni, con il possibile taglio dei fondi europei. Forse anche per questa "spada di Damocle" tra i bulgari c'è la sensazione di entrare in Europa dalla porta di servizio mentre persiste il timore di essere visti come cittadini di serie B. Considerata anche la scarsa disponibilità della maggior parte dei Paesi europei ad aprire le porte ai lavoratori bulgari e romeni, l'entusiasmo é in leggero calo da ambedue le parti. Nonostante la crescita economica del 6 % il Paese delle rose é tra i più poveri d'Europa. La fame nell'inverno del 1996-1997 resta un doloroso ricordo e la vita é ancora difficile per quasi metà della popolazione che vive con meno di 2 euro al giorno. Lo stipendio medio é cresciuto negli ultimi cinque anni del 40%, ma 170 euro (lo stipendio medio netto) non bastano per una vita decente.

Corruzione e criminalità organizzata hanno frenato lo sviluppo economico del Paese. Negli ultimi mesi le autorità hanno annunciato misure concrete contro i grandi corrotti: venti alti funzionari saranno indagati per corruzione. Tra loro ex ministri, vice ministri, governatori di distretti, sindaci. Finora sono state identificati 1000 casi di corruzione nell'amministrazione. Mentre negli ultimi 2 mesi sono stati avviati procedimenti a carico di magistrati e poliziotti. La mafia bulgara non riguarda ormai solo i Balcani ma, con i suoi traffici di ogni genere, può diventare un problema per la UE. In Francia e Italia le autorità hanno smantellato organizzazioni criminali che portavano in Europa a partorire donne incinte pronte poi a vendere i loro bambini per 400-1000 euro. Mentre in Bulgaria negli ultimi 10 anni si sono registrati oltre 200 omicidi su commissione, spesso vere esecuzioni in strada. Lo scorso ottobre c'è stata una sentenza di condanna a 12 anni di reclusione per cinque degli assassini di un capo mafioso. Il fatto risale al 1996 ma per diversi motivi il processo é sempre stato rinviato. Sotto la pressione della UE Sofia ha varato un nuovo codice di procedura penale che aumenta la responsabilità dei magistrati per accelerare i processi.

Con l'adesione della Bulgaria, l'Unione Europea confina direttamente con Mar Nero e Turchia. La posizione geo-strategica del Paese rappresenta per l'UE una sfida in materia di opportunità ma anche di potenziali rischi. Kapitan Andreevo sarà il confine con la Turchia, a cavallo tra l'Europa, l'Asia e il medio Oriente. Da qui passano camion provenienti da Turchia, Afghanistan, I raq e Armenia. Possono entrare clandestini, bande criminali, armi e droghe. Ma le autorità bulgare ribadiscono che rispetteranno gli impegni assunti in materia di sicurezza. La Bulgaria é un Paese importante anche perché é il principale fornitore di energia nel Sud Europa esportando verso Grecia, Romania, Serbia, Macedonia, Montenegro, Albania, Kossovo. Come da intesa con la UE, entro il 31 dicembre dovrà chiudere due reattori della vecchia centrale sovietica di Kozloduy. La misura potrebbe scatenare una crisi energetica nella regione, avvertono le autorità bulgare, mentre si preparano a costruire una nuova centrale nucleare a Belene. La Bulgaria non nasconde le ambizioni energetiche e vuole conservare la sua posizione nella regione. Con Russia e Grecia partecipa al progetto di costruzione di un oleodotto da Burgas ad Alexandropolis per il trasporto del petrolio russo dal Caspio verso l'Occidente.


Autore: Mihaela Iordache
Fonte: Avvenire




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