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Sordevolo: lavoro, tradizione e soddisfazioni

08.10.2006 - Sordevolo

Intervento della corrispondente della Radio Nazionale bulgara Elena Chahanova durante la trasmissione “Horizont za vas”

Sordevolo è un piccolo paesino nei pressi delle Alpi a 700 metri sopra il livello del mare, vicinissimo alla città di Biella. Oggi è una meravigliosa giornata autunnale piena di sole, una scenografia perfetta per la fiera tradizionale di Sordevolo, dedicata alla produzione del territorio. In primis la mostra e la sfilata della razza tipica locale della mucca pezzata rossa d’Oropa. Durante l’estate, queste greggi pascolano in alta montagna, adesso sono tornati in basso per trascorrere l’inverno. Questa vacca è lattifera e il latte sue è pieno di aromi con sensazioni di grandissimo conforto, che crea nell’uomo l’emozione della rinascita. Un'altra tradizione legata all’allevamento del bestiame è il bastone dei pastori. Il manico è quasi rotondo, molto comodo per l’appoggio ed il lavoro attorno agli animali. In dialetto lo chiamano “cana”, fatto dall’albero chiamato sempre in dialetto “tenesca”, una parola che i tanto coloriti pastori con le loro barbe morbide e arruffate, non hanno saputo spiegarmi cosa significa in italiano.

Sono diversi i prodotti tipici, che le ditte familiari offrono, contenti di essere riusciti a realizzare la tradizione: salame d’asino, formaggio di capra, salame di suino con patate, vino e sangue per dare più sapore e colore, il formaggio “salignun” fatto di formaggio fresco, ricotta, peperoncino e semi di finocchio selvatico, la grappa d’uva, tipica della “Serra”, anche patate, porri, mele e pere tanto diverse da quelle che si vendono nei negozi cittadini, cosi come gli spiedini di pecora con pane di segale e vino rosso. Una casalinga vendeva delle marmellate fatte in casa da suo marito, che ha realizzato anche la marmellata di zucca, simile al “racel” bulgaro. Tre euro il barattolo, con ricavato destinato alla beneficenza per una missione in Brasile. Tutta questa gente è contenta e felice, perché il sacrificio legato alla tradizione trova realizzazione. La cosa più impressionante è che fra di loro ci sono tantissimi giovani, anche adolescenti e bambini. Per gli ascoltatori della Radio Nazionale bulgara, il ventenne allevatore di bestiame Claudio Baghi ha raccontato che questa è una tradizione famigliare cominciata dal suo bisnonno. Adesso per lui come giovane allevatore, lo stimolo di continuare la tradizione è legato al risultato che riguarda il circolo vitale: la nascita di un vitellino, la cura, la crescita, sono un indescrivibile piacere, uguale alla tradizione della vita. Per di più, la sua famiglia mangia la propria produzione, che non ha niente a che vedere con “l’altro mondo”, prodotti che loro offrono e che piacciono. Ai suoi coetanei in Bulgaria che se la sentono di fare gli allevatori ed i contadini, Claudio ha fatto la seguente proposta:” Nessun altro che noi giovani è in condizioni di trasferire nel tempo le tradizioni della sua stirpe. Essere allevatore è molto difficile, ma nello stesso tempo dà tante soddisfazioni. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare”.

Proprio i giovani allevatori hanno ricevuto tantissimi premi dal sindaco di Sordevolo Riccardo Lunardon. Per la Radio Nazionale Bulgara, lui ha spiegato che questi giovani hanno la fortuna di nascere e crescere nella tradizione e nella natura, e che senza di loro la valle del fiume Elvo avrebbe avuto tantissimi problemi. Da parte del comune per ciò che concerne la politica economica: da anni si fanno delle cose per facilitare e stimolare l’agricoltore in montagna. Si migliorano le infrastrutture, si installano energia elettrica e gas si forniscono aiuti per lavori di ricostruzione. Sapendo che sono rimasti contati i giorni per l’ingresso della Bulgaria nella UE e che la stessa Bulgaria ha grandi tradizioni nell’agricoltura e nell’allevamento, ma con una tendenza dei giovani a frequentare le discoteche o a pensare ad un lavoro comodo dietro una scrivania e tanto altro, abbiamo chiesto al sindaco di Sordevolo Riccardo Lunardon, di esprimere la sua opinione: “La nostra gioventù che si occupa di allevamento e agricoltura, trova del tempo di sabato sera per andare in discoteca e divertirsi assieme ai propri coetanei. Penso che, loro hanno il vantaggio di vivere e lavorare in mezzo alla natura e nello stesso tempo di essere utili a se stessi e alla società”.

In conclusione, possiamo dire che la vita nella UE vuol dire lavoro, sacrificio, tradizione e soddisfazione di tutto ciò e non altro…!


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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