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Bulgaria, pronto un battaglione in caso di attacco da terra

11.04.1999 - Skopje

La notizia merita conferma, ma i canali televisivi macedoni l’hanno diffusa con una certa insistenza. Secondo Duma, giornale di Sofia, in Bulgaria si starebbe organizzando un “battaglione slavo”. Per ora - sostiene il giornale - si tratta di 100 persone in tutto, ma del reparto farebbero parte russi, ucraini, bielorussi e polacchi. Il Corpo dei volontari slavi” sarebbe pronto ad agire se le truppe Nato che stazionano in Macedonia decideranno di sferrare l’attacco di terra contro i serbi.

Vera o falsa che sia la notizia, è un fatto che da ieri le frontiere tra la Bulgaria e la Macedonia sono chiuse per gli sfollati e il governo di Sofia ha fatto sapere che non intende ospitare altri kosovari dopo averne accolti 150 (ma 2500 sono in Bulgaria con visto provvisorio). Il ministro degli Esteri di Sofia, Bogomil Bonev ha sottolineato che la Bulgaria ha già seri problemi economici e non intende aggravarli. Oggi sarà a Skopje il premier bulgaro Ivan Kostov che incontrerà il presidente Gligorov per discutere del problema.

Sia per il governo macedone che per l’Onu la chiusura delle frontiere bulgare rappresenta un serio problema.

Prosegue infatti la polemica tra l’Alto commissariato per i rifugiati e i capi macedoni. Questi ultimi prevedono, forse per incassare preventivamente altri quattrini, una nuova ondata di sfollati e ripetono che nella gigantesca tendopoli di Stenkovec gli sfollati possono stare una settimana e poi partire. L’Hcr ha ribadito anche ieri che la strategia dell’Onu resta quella di mantenere la massa degli sfollati in Macedonia e nei paesi vicini. Due strategie opposte che concordano solo quando si tratta di riempire gli aerei diretti in Germania.

La maggioranza degli albanesi che s’accalcano nel campo davanti alle tende dove si compilano le liste d’imbarco optano per la Germana dove molti hanno parenti e da dove si può tornare in Kosovo semmai vi sarà la pace. Le partenze per località remote (si era parlato anche dell’Australia) vengono avvertite come l’ultimo capitolo della deportazione cominciata a Blace.

Ieri sono partiti altri 681 sfollati per la Germania che ormai ne ospita più di 2000 tra quelli scappati in Macedonia. Con il”ponte aereo” sono partiti dall’aeroporto Petrovec ormai 6000kosovari. Ventitre sono finiti in Islanda e 91 addirittura a Oslo. È decollato un charter anche per la Polonia, mentre 159 albanesi sono andati in Turchia. Secondo il presidente Gligorov la Turchia è il paese che più si è dato da fare per aiutare Skopje. E oggi sarà nella capitale macedone il presidente turco Demirel.

Negli ambienti diplomatici si sottolinea che la grande massa dei rifugiati, dopo la tragedia di Blace, non farà mancare la riconoscenza ai leader dei paesi che si fanno vivi.

I turchi, ad una settimana dalle elezioni non si fanno pregare. Starebbero anche organizzando campi di accoglienza e si sono detti disponibili ad accogliere 40.000 kosovari. Ma quelli che abbiamo ascoltato ripetono di voler andare solo in Germania.


Autore: Toni Fontana
Fonte: L'Unità




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