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L’editto di Sofia: Biagi, Santoro e Luttazzi cacciati dalla RAI

19.04.2002 - Sofia



Il premier a Sofia stila la lista delle teste da tagliare: "Non c'è nulla ad personam erto, se cambiassero... Ma siccome non cambiano..." Poi va all'affondo di Chirac e Jospin: "Amo la Francia e ne sono riamato Anche lì però ci sono dei clown che giudicano il mio governo..."

Non si nasconde più dietro la solita frase "della Rai non mi occupo". Le nomine sono state fatte. Il bottino è in cassaforte. E Silvio Berlusconi può dire con chiarezza come la pensa. Certe teste devono cadere. Quelle simbolo di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi, testimoni di un'epoca da cancellare, quella "dell'occupazione manu militari della sinistra". Via, senza mediazioni. Perché l'uso propagandistico "con i soldi di tutti i contribuenti" che quei tre hanno fatto dell'azienda pubblica è stato "criminale". Il premier ora è tranquillo.

Ci penserà a dargli soddisfazione la nuova dirigenza che ha come "preciso dovere non permettere più che questo avvenga". E visto che si trova in vena di esternazioni il presidente del Consiglio italiano non ha nessuna esitazione nel bollare come "clown" i leader francesi, Chirac e Josepin, che esprimono giudizi sul suo governo "ignorando come stanno le cose".

L'attonito giornalista bulgaro che ha acceso la miccia con l'interessata domanda su una possibilità di investimenti nei media del suo Paese da parte di quelli pubblici e privati italiani che poi, per motivi diversi, sono tutti nelle mani di Berlusconi, viene informato che per il momento "non è previsto alcun investimento in Bulgaria e Romania". Ma anche che "per quanto riguarda la Rai è prevista la sua privatizzazione con il mantenimento di una sola rete per adempiere alla sua funzione di servizio pubblico". A seguire alcune precisazioni su quello che l'azienda di viale Mazzini si accinge a diventare.

La ricetta per l'olio di ricino da propinare a chi non c'è stato e non ci sta viene illustrata tra gli applausi e le risatine accattivanti di un gruppo di imprenditori che operano in terra bulgara e che sono venuti ad ossequiare il premier in trasferta. Molti sono supporter del club "Forza Italia nel mondo" che orgogliosi mostrano all'occhiello il simbolo del partito, "la mia curva sud" come li definisce il presidente del Consiglio.

"La tv pubblica - spiega il premier che della Rai non si occupa - ha subito in questi giorni un cambiamento dei responsabili delle reti e dei giornali. Finalmente tornerà ad essere una televisione pubblica, cioè di tutti, cioè oggettiva, cioè non partitica, cioè non faziosa". Insomma l'uso che i Biagi, i Santoro e "poi come si chiama quello lì, Luttazzi" ne hanno fatto, non sarà più possibile. Teste mozzate, dunque. Da uno che va girando il mondo dicendo di essere un liberal. Possibile? "Volete sapere se mi auguro che restino a fare le cose che facevano prima? Se faranno più trasmissioni?

". E no, questo sarebbe troppo, fa capire con un'esplicita espressione del viso Berlusconi che si becca un altro applauso dalla platea tappetino. "Certo - precisa - non è un problema ad personam. Ove cambiassero, ma siccome non cambiano".

La sentenza è già stata scritta. Ad eseguirla ci penseranno gli uomini messi ad occupare determinati posti proprio per far piazza pulita di chi ha osato esercitare in libertà il legittimo diritto di critica. A destra ma anche a sinistra. Ma questo il presidente del Consiglio preferisce dimenticarlo impegnato com'è nella sua battaglia personale.

E visto che si trova ne manda a dire un paio anche al duo Jaques Chirac e Lionel Jospin che alle ultime battute di un'infuocata campagna elettorale usano l'uno contro l'altro, per rendersi più credibili, l'arma di non avere nulla in comune con il premier italiano che ormai da tempo ha capito che Oltralpe non gode di grandi simpatie. Anche se lui, sempre ieri, ci ha tenuto a ricordare che ama la Francia e che continua ad amarla anche se "là sono meno popolare per colpa della stampa e di chi ne subisce il fascino" mentre tra i francesi "sono popolarissimo, basti pensare a quante fidanzate di quella terra ho avuto".

Ed a Chirac che ha detto che "nessuno si sogna di fare riforme autoritarie, senza il dialogo tra le parti sociali" alludendo evidentemente alle vicende italiane, pur se il suo portavoce ha poi precisato che il presidente non ha mai fatto il nome del presidente del Consiglio italiano e che i giudizi sugli altri paesi "non sono nello stile della maison", ed a Jospin che ha messo in guardia i francesi sulla possibilità che una sua sconfitta rischierebbe di far fare alla Francia la fine dell'Italia, Berlusconi ecumenico risponde: "Potrei dire, padre perdona loro perché non sanno quello che fanno. Ma se lo dico poi scrivono che mi paragono a Gesù Cristo". E quale novità è mai questa. Non è altro che l'unto del Signore in versione antifrancese.

D'altronde è ormai evidente che, vista la difficoltà di essere credibile verificata con i governi dei paesi più avanzati d'Europa, ormai Silvio Berlusconi cerca di raccogliere consensi all'Est. Dove c'è bisogno di tutto e si possono tranquillamente proporre ricette magiche. Per risolvere i problemi che in Bulgaria ci sono "si tratta di stabilire la parcella ed io vengo, chiamatemi" dice al premier Simeone di Bulgaria che ha appena finito di illustrare come sia possibile stare tranquillamente ai vertici del Paese con il postcomunista presidente della repubblica, Georgi Parvanov, "perché in una democrazia il rispetto delle istituzioni rimane tale" al di là delle differenze.

Poi Berlusconi spiega che sta scherzando. Lui non si fa pagare "perché faccio tutto per passione". Giù, quindi, con impegni d'ogni tipo. Economici e culturali. E perché no, anche un bel torneo di pallone a quattro squadre. "Invitiamo anche il Real Madrid, e se non accetta, almeno una volta lo cancello". Nell'intervallo delle partite, in un mix di sport e cultura in tv, è previsto un bel documentario sulla Bulgaria.

Titolo originale: Biagi, Santoro e Luttazzi trattati come criminali


Autore: Marcella Ciarnelli
Fonte: L'Unità




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