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La coscienza del calcio

28.05.2006

Intervento della corrispondente della Radio Nazionale Bulgara Elena Chahanova durante la trasmissione "Horizont za vas"

Lo scandalo nel calcio si sta diffondendo in misure e direzioni impressionanti. Per tanti anni nelle sabbie affondavano diverse incognite, come uno struzzo, che crede di essersi nascosto; nel contempo si scrivevano libri, articoli e opinioni; ma, questi, non hanno avuto abbastanza “glasnost”, anche se per diffusione hanno avuto le potenzialità di un bestseller, come per esempio il libro scritto dall’ex attaccante di Milan e Roma, Carlo Petrini: “I Pallonari”, dove si parla di zone grigie e fondi neri.

I giornalisti che hanno fatto vedere al mondo che il calcio sta precipitando sulla via sbagliata, sono stati tormentati oppure licenziati, loro però, non hanno rinunciato a raccogliere fatti e misfatti calcistici. E’ molto interessante il libro “Indagine sul calcio” dei giornalisti Oliviero Beha ed Andrea de Caro; risultano esauriti in libreria il “Libro nero del calcio” scritto da giornalisti dell’Espresso ed “I padroni del calcio” di Andrew Jennings – giornalista d’inchiesta britannico, che racconta l’ascesa degli affari nel mondo del calcio, dall’era di Havelange fino ad oggi con l’indiscusso appoggio di Hors Dasler e la sua “Adidas” il cui delfino è l’attuale Presidente della FIFA Sepp Blatter.

Anche una parte del mondo del cinema italiano non è indifferente sull’argomento, non perché pensa di poter creare un film dai facili incassi, ma perché è di quella “pasta” che cerca la verità e la giustizia e sente il bisogno civico di esprimerlo; così come ha sempre fatto il giornalista-regista Andrea Purgatori. Solo poco tempo fa lo scenario del suo film “Tribuna d’onore” ha trovato un produttore; né la RAI, né Mediaset o De Laurentis che è proprietario del Napoli Calcio si sono interessati ad una sceneggiatura costruita seguendo l’inchiesta tramite varie pubblicazioni e con l’aiuto dell’ex direttore sportivo della Roma Franco Baldini. ”Tribuna d’onore” è dedicato a tutti i tifosi, le prime vittime di questa truffa colossale” – dice il regista Claudio Amendola, annunciando che le riprese inizieranno in estate.

Rimanendo in argomento, si può osservare che è molto tenace il Procuratore Raffaelle Guariniello, che segue il caso del doping nella Juventus. Lui deve essere di quelle persone che hanno quello spirito di ricerca della verità tale da non farsi spaventare da nessun tipo di ostacolo e addirittura, tale ricerca, diventa stimolo per sapere fin dove può arrivare il genio umano visto dalle due parti opposte della barricata. Guariniello non è rimasto soddisfatto dalla decisione della corte d’Appello che ha assolto la Juve.

Ora ha preparato il ricorso in Cassazione al fine di ripresentare l’accusa di frode sportiva per l’uso di doping. Non è usuale che i giocatori della Juve quasi ogni settimana facessero analisi del sangue, con risultati diversi nelle cartelle ufficiali rispetto quelle personali. O avevano patologie nel sangue oppure le stesse patologie sono dovute, probabilmente, all’assunzione anche del vietatissimo EPO. A questo proposito ha scritto un libro l’ematologo Giuseppe D’Onofrio: “Buon sangue non mente”. Lui è stato invitato a fare la perizia sulle analisi dei giocatori della Juventus per il processo “Doping”. Da specialista ha emesso la diagnosi di “un molto probabile” uso della sostanza dopante Epo. La Corte d’Appello ha interpretato come “modesta” questa definizione e ha assolto la Juve. Nonostante ciò, alla dirigenza del club il Docente della Università Cattolica di Roma non è piaciuto ed è stato scaricato senza troppi spiegazioni dalla commissione Antidoping della FIGC , ingiuriato dai media, discusso in Parlamento. Comunque il capitolo “doping” nel dossier della Vecchia Signora non sembra chiuso. I magistrati hanno aperto altre due inchieste dove, come scrive il settimanale “Espresso” si nota come in 12 anni con un “lavoro scientifico” la Juve ha vinto 7 scudetti esercitando il controllo sugli arbitri, inoltre Moggi e C. hanno appositamente creato la GEA gestita dai figli propri e da quelli degli amici, ricevendo appoggi anche dal mondo bancario al fine di avere un controllo su squadre, giocatori etc.

La situazione che, comunque, non riguarda solo la Juve, assomiglia molto allo sforzo dei giudici Falcone e Borsellino che portarono al Maxi Processo contro la mafia, così come lo sforzo della Procura di Milano per il processo “Mani pulite” che ha scoperchiato la corruzione tra politica e finanza. Qualcuno si è suicidato, Bettino Craxi è andato in esilio in Tunisia, altri ancora come il finanziere Sergio Cusani, hanno fatto la galera.

Come finirà l’indagine sul calcio? E’ molto interessante la risposta di Sergio Cusani a proposito di “Mani pulite”: “…allora, a livello finanziario molto alto, è stata presa la decisione che le banche devono rimanere fuori dagli indagini e, quali dei gruppi imprenditoriali consegnare alla magistratura…”.

In conclusione, comunque vadano a chiudersi i conti con la giustizia, il gioco del calcio avrà un debito inestimabile nei confronti della società italiana.


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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