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Euroshoes: l'esito della prima fase delle ispezioni

18.02.2006

Pubblichiamo alcuni aggiornamenti sul caso della azienda di proprietà italiana “Euroshoes”, dove nella prima metà di gennaio sono morte di due operaie all’interno dello stabilimento, e sulle percussioni nel mondo del lavoro bulgaro.

Secondo il quotidiano “Dnevnik” del 07 febbraio la direzione di Euroshoes ha fatto ricorso contro le 12 multe dell’Ispettorato del lavoro. Il proprietario Claudio Marocchi avrebbe firmato le multe, ordinando (in data 23 gennaio) ai propri dipendenti di sottostare alle indicazioni dell’Ispettorato. La direzione invece ha presentato ricorso a tutte le 12 multe di 1000 leva ciascuna. Lunedì, 6 febbraio, è scaduto il termine per il miglioramento delle condizioni di lavoro, richiesto dall’Ispettorato. E’ stato vietato l’uso di 8 colle su 14 finché queste non verranno analizzate dal laboratori indipendenti per verificare gli effetti nocivi. Il direttore dell’Ispettorato Totio Mladenov ha detto che una prassi diffusa è di pagare le multe e continuare a lavorare con i vecchi metodi, senza cioè osservare le indicazioni degli ispettori.

Secondo l’agenzia news.bg (07/02) le segnalazioni di mancato adeguamento delle prescrizioni dell’Ispettorato del lavoro sono state 21. Di queste sono ne state superate 18 e 3 sono ancora pendenti: il rumore, mancata analisi di tossicità di tutte le colle utilizzate e mancato aggiornamento della lista delle sostanza tossiche utilizzate. Scadranno alla fine del mese le prescrizioni che riguardano i diritti dei lavoratori che prevedono, fra l’altro, la visita medica dei dipendenti. In azienda sono comparsi anche i sindacati. Secondo news.bg sono state comminati 3.000 leva (1.500 euro) di multa, mentre secondo actualno.com le multe ammontano complessivamente a 12.000 leva (6.000 euro)

Secondo il quotidiano “Duma” del 9 febbraio i controlli effettuati a Sofia dall’Ispettorato del lavoro assieme ai sindacati Podkrepa e KNSB hanno constatano irregolarità anche nella città di Sofia: i contributi versati sono calcolati sullo stipendio minimo e non sulla retribuzione effettiva, la mancata osservanza delle norme sulla sicurezza, la non somministrazione del pasto caldo per i muratori che lavorano a temperature inferiori a 20°C e altre. Secondo il Ministro del Lavoro Emilia Maslarova l’evasione contributiva provocherà seri problemi e molti fra 15 anni si chiederanno perché non gli basta la pensione.

Sempre “Duma” il 10 febbraio riferisce che il vice-presidente del sindacato KNSB Valentin Nikiforov ha incontrato l’addetto commerciale dell’ambasciata della Grecia per illustrare il caso dell’azienda TekstilCo eood – Cherven briag, società di proprietà di imprenditori greci. Da due settimane i 285 dipendenti dell’azienda sono in sciopero per la mancata corresponsione degli stipendi. L’ambasciata ha preso impegno di informare gli organi competenti del proprio paese. In un’altra azienda di confezionamento, sempre di proprietà greca, la “Bulfanko” di Kardzhali, i 420 dipendenti non ricevono lo stipendio dal mese di novembre. Dopo le proteste la direzione si sarebbe impegnata a pagare presto gli stipendi di novembre.

Un articolo di “Dnevnik” del 12 febbraio riporta le l’opinione di Sonia Petkova, presidente Associazione degli imprenditori del settore tessile. Secondo lei è lo Stato che ha sistematicamente ignorato le segnalazioni di evasione fiscale che le associazioni di categoria facevano da anni. E’ un dato di fatto che nell’80% dell’industria calzaturiera e dell’abbigliamento si dichiari il salario minimo, mentre il resto viene pagato in nero. Questa prassi generalizzata dimostrerebbe, secondo la sig.ra Petkova che il problema è di tipo macroeconomico. La colpa sarebbe dei cinesi che esportano a prezzi bassi, senza pagare dazi adeguati. Lo stesso articolo riferisce che molti imprenditori del settore hanno inteso la campagna d’ispezioni delle condizioni di lavoro come una caccia alle streghe. Secondo loro invece che negli ultimi 4-5 anni le condizioni di lavoro sono migliorate costantemente.




Per approfondire: Inchiesta sull'industria tessile in Bulgaria - Clean Cloth Campaign | La morte di due operaie in una fabbrica italiana



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