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Libia: Tana De Zulueta chiede che il governo italiano fermi la moderna “caccia alle streghe”

02.12.2005 - Roma

"Quali misure intende adottare il governo italiano, anche in virtù delle sue relazioni con il governo di Tripoli, per fermare “la caccia alle streghe”, in atto in Libia, nei confronti delle cinque infermiere bulgare, condannate a morte con l'accusa di aver infettato deliberatamente 426 bambini con il virus de HIV?". E' quanto chiede la senatrice dei Verdi in un'interrogazione, indirizzata al ministro degli Esteri, in merito alla vicenda delle infermiere arrestate il 9 febbraio 1999, condannate a morte nel 2004 e sottoposte, ancora oggi, a causa di un diffuso pregiudizio popolare, a numerosi maltrattamenti e a forme di tortura, come ad esempio scariche di elettroshock .

"La condanna alla pena capitale - spiega l'esponente del “Sole che ride” - non è suffragata da alcuna prova di colpevolezza, ma solo dalla propaganda della leadership politica e dai mezzi di informazione libici che hanno fatto delle infermiere il capro espiatorio dei numerosi casi di sieropositività riscontrata su bambini ricoverati nelle fatiscenti strutture sanitarie nazionali.

Varie ricerche mediche internazionali effettuate presso l'ospedale Al-Fateh di Benghazi, in Libia, hanno portato all'unanime denuncia delle pessime condizioni in cui vengono eseguite le normali attività sanitarie come, ad esempio, l’utilizzo degli stessi ferri operatori per diversi pazienti, senza l'opportuna sterilizzazione.

Il caso - sottolinea la senatrice - ha provocato tensioni nelle relazioni diplomatiche tra la Bulgaria e la comunità internazionale, da una parte, e la Libia dall’altra, accentuate dalla richiesta libica di un risarcimento economico di 10 milioni di dollari in favore delle famiglie di ogni bambino infettato nell’ospedale di Benghazi in cambio della liberazione dei condannati. “Richiesta di riscatto” rifiutata dal governo bulgaro.

Inoltre, il processo a cui sono stati sottoposti gli indagati è stato condannato sia da Ong e associazioni umanitarie, che da Unione Europea e Stati. Lo stesso Presidente George W. Bush ha dichiarato ufficialmente alle autorità libiche che “le infermiere non devono solo essere risparmiate, ma liberate quanto prima.

In particolare, - conclude la senatrice De Zulueta - chiedo al governo italiano la piena attuazione della raccomandazione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) n.1726 del 6 ottobre 2005, che chiede l’immediato rilascio dei condannati, il rispetto dei diritti umani da parte delle autorità libiche e il più ampio coinvolgimento delle istituzioni internazionali e nazionali".


Fonte: ecquologia.it




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