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Libia: infermiere bulgare, Sofia spera in possibile accordo

29.11.2005 - Sofia

I giornali di Sofia danno oggi grande risalto alle dichiarazioni del ministro degli esteri della Libia, Abderrahman Chalgham, riguardo ad un possibile annullamento della condanna a morte per diffusione dell'Aids di cinque infermiere bulgare e un medico palestinese in cambio con aiuti umanitari. “Le condanne a morte delle cinque infermiere bulgare potrebbero automaticamente essere levate in cambio di un aiuto umanitario alle famiglie dei bambini infettati dall'Aids”, ha detto Chalgham ai giornalisti dopo i colloqui con il suo omologo bulgaro, Ivailo Kalfin, nell'ambito del summit Euromed a Barcellona.

Il 15 novembre scorso la corte suprema di Tripoli ha rinviato al 31 gennaio 2006 la scottante decisione sulla sorte delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese condannati a morte nel maggio del 2004, con l'accusa di aver contagiato volontariamente con il virus dell'Aids 426 bambini, una cinquantina dei quali già morti a causa delle trasfusioni infette dell'ospedale pediatrico di Bengasi.

Il ministro degli esteri libico ha precisato che il suo paese si aspetta “un gesto umanitario” da parte di Sofia, anche se l'ultima parola sulla sorte delle bulgare “spetterà alla Corte suprema”. Le autorità bulgare hanno sempre respinto la possibilità di compensazioni per liberare le infermiere perché un tale passo equivarrebbe a riconoscere la loro colpevolezza.

Il ricorso in appello si basa infatti principalmente sulle testimonianze giurate di Luc Montagnier, uno degli scienziati che scoprì il virus dell'Aids, e del professore italiano Vittorio Colizzi che hanno ricordato come i contagi di Aids siano esplosi quasi un anno prima dell'arrivo delle infermiere bulgare nel 1999, a causa delle scarse condizioni igieniche dell'ospedale. Inoltre, durante l'intero processo iniziato nel 2000, le imputate bulgare si sono sempre dichiarate innocenti, denunciando di aver subito torture per confessare di essere colpevoli.

Nel corso degli anni le autorità bulgare si sono impegnate a fondo per aiutare la difesa delle infermiere coinvolgendo anche gli ambienti politici di diversi Paesi, in primo luogo Usa e Gran Bretagna, affinché fosse garantita trasparenza e imparzialità del processo.


Fonte: ANSA




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