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Queer a sud est: tra vacanze e discriminazioni

23.09.2005 - Sofia

Le prime "vacanze gay"

Per l'ultimo fine settimana d'agosto la comunità queer bulgara si era data appuntamento a Varna, sul Mar Nero. Punto di ritrovo il Mix Club Alexander, un locale che si definisce "gay friendly".

In programma per la "Prime vacanze nazionali gay" numerose iniziative. A partire dai concerti, tra i quali quello della cantante pop Maria Ilieva e poi spettacoli di spogliarello, seminari di psicologia, dibattiti sulla legislazione vigente e sui problemi per le coppie non eterosessuali, partite di beach volley ed un party nella discoteca Villa, proprietà del multimilionario Augustin Peychinov.

Ma l'iniziativa ha causato una levata di scudi della chiesa ortodossa che, tramite l'associazione "Valori ortodossi", creata direttamente dal vescovo Cyril, ha avviato azioni di protesta che hanno spinto il sindaco della città sul Mar Nero, Cyril Yordanov, a bloccare le iniziative. Vietati anche alcuni stand pubblici dove due associazioni, "Gemini" e "Nezavisnmost", si proponevano di distribuire materiale per sensibilizzare i passanti sul tema dell'omosessualità.

"Incontri pubblici di questo tipo non fanno altro che spingere i giovani verso l'immoralità ed uccidono i valori della chiesa ortodossa" hanno affermato senza mezzi termini i responsabili di Valori ortodossi "ci opponiamo in modo categorico ad iniziative che pubblicizzino le attività degli omosessuali, perché altrimenti i giovani bulgari possono pensare che quello stile di vita sia del tutto normale".

Nessuna reazione ufficiale invece da parte del Sacro Sinodo della chiesa ortodossa bulgara, maggiore istituzione collegiale che la rappresenta. Il suo portavoce, il vescovo Neophit, minimizza: "Può essere che se ne parlerà durante una delle nostre riunioni. Ma non vorrei si sollevasse un polverone in merito a cose come l'omosessualità per le quali, piuttosto, occorrerebbe vergognarsi".

La chiesa ortodossa non è nuova a posizioni del genere. In passato è arrivata anche a definire le saghe di Harry Potter "nocive" definendole un "manuale dell'occultismo".

Se a Varna l'intera élite politica è sembrata spalleggiare le invettive della chiesa ortodossa non è stato così sulla stampa nazionale. Il quotidiano "Novinar" ha infatti accusato, il 23 agosto scorso, gli alti prelati di immischiarsi in questioni secolari, che non riguardano la sfera religiosa.

Discriminazione o tirannia?

"La nostra associazione aveva solo in programma la distribuzione di materiale informativo lungo la spiaggia principale di Varna e l'organizzazione di un torneo di beach volley aperto a tutti", ha raccontato ad Osservatorio Desseslava Petrova, un'attivista di Gemini.

Le iniziative di Varna erano state promosse all'interno di una campagna che Gemini aveva lanciato il 16 agosto e che aveva già promosso in altre città della Bulgaria, Stara Zagora e Plovdiv. La conclusione della campagna sarebbe stata la "Vacanza nazionale gay" di Varna.

"A Stara Zagora non abbiamo riscontrato grande interese per la nostra iniziativa ma il tutto è avvenuto in un clima di tolleranza" continua Desseslava "lo stesso è poi accaduto a Plovdiv ed allora in molti si sono stupiti di quanto avvenuto a Varna".

Le associazioni gay hanno preso posizione contro le decisioni del sindaco di Varna che hanno definito illegittime perché sono in contrapposizione con la Legge nazionale contro le discriminazioni.

"Perché non hanno mai protestato per i numerosi spettacoli erotici che si tengono ogni estate a Varna?" si è chiesta Elsa Parisi, travestito, e star delle onde radio rumene "dal 9 al 13 agosto a Varna si è tenuto un festival dell'erotismo e nessuno della chiesa ortodossa bulgara ha avuto nulla da dire in merito".

In alcuni quotidiani sono stati pubblicati articoli profondamente omofobi. "Chi ci salverà dalla tirannia dei gay sui media? Le differenze non possono essere uno strumento per ottenere popolarità o privilegi", scrive un giornalista di Monitor, tra i principali quotidiani del paese. "Le loro sono organizzazioni supportate finanziariamente dall'estero, arrivano qui ad impiantare una moralità a noi aliena e straniera alle tradizioni ed alla cultura bulgara. Le cosiddette minoranze sessuali hanno tutti i diritti immaginabili ma non viene posto loro alcun obbligo al rispetto dei valori cristiani della maggioranza", continua l'autore.

"Monitor" poi riporta a galla un caso di discriminazione avvenuto presso l'Università "Kliment Ohridsky" di Sofia, nell'aprile 2005. A 4 ragazzi omosessuali venne vietato l'ingresso nella sauna del centro sportive universitario. Questi ultimi si rivolsero, tramite la Fondazione "Queer" Bulgaria, alla magistratura che condannò l'Università al pagamento di 1000 euro. "Ma la vittoria in tribunale non ha soddisfatto la Fondazione" scrive Monitor "si è voluto umiliare il rettore dell'Università chiedendone le dimissioni".

Da Scotty

Ho incontrato Dim Dukov, uno dei fondatori del movimento gay in Bulgaria, in una delle sale dello "Scotty's boutique" hotel, aperto qualche mese fa a Sofia. Quest'ultimo è un hotel "gay friendly" L'ambiente è molto ricercato. Ogni sala, ogni stanza, è dedicata a una città differente. Quella in cui eravamo a San Francisco, pareti color sabbia e pavimenti in legno. Siamo proprio in centro città, ad un minuto dal palazzo del governo.

"Una settimana prima che si svolgesse la vacanza gay vi è stato il ‘fine settimana porno' e tra l'altro è ben noto che a Varna, proprio davanti alla cattedrale ‘Sveta Bogoroditza' (Santa Vergine Maria, ndt), le prostitute vendono il loro corpo per soldi. Mi chiedo perché questo cosiddetto "comitato" su queste due questioni non si sia mai indignato ma ci ha invece attaccati per questa vacanza gay … tutti in Bulgaria devono capire che vi è una comunità gay nel paese. Che tipo di cristiani sono coloro i quali hanno promesso di organizzare a Varna una parata anti gay?".

Dim Dukov è convinto che anche se durante la legislatura scorsa in parlamento è stata adottata una legge contro le discriminazioni, la Bulgaria rimane un paese tradizionalista e con radicati pregiudizi nei confronti delle persone non eterosessuali. Ma confida che le cose possano cambiare. "Circa 500.000 elettori in Bulgaria sono gay" calcola lui "e nelle prossime elezioni per la città di Sofia ci sarà un candidato omosessuale. E' il primo test per verificare se in futuro anche Sofia potrà essere guidata da un gay, come è accaduto a Parigi e Berlino".


Autore: Tanya Mangalakova
Fonte: Osservatorio sui Balcani




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