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Rifkin: l'Europa ha un sogno pi¨ umano di quello degli Stati Uniti

20.09.2005 - Sofia

Jeremy Rifkin è il presidente della Foundation on Economic Trends di Washington. Ha scritto 17 libri sulle conseguenze dei cambiamenti scientifici e tecnologici nell’economia, la società e l’ambiente. Ha lavorato per più di 20 anni in Europa come consigliere di statisti e come consigliere dell’ex presidente della Commissione dell’UE Romano Prodi. Il “National journal” lo colloca tra i 150 personaggi negli Stati Uniti con maggiore influenza sulla formazione della politica federale. Il 26 settembre uscirà il suo ultimo libro “Il sogno europeo”.

Come spiegherà al pubblico bulgaro la differenza tra il sogno europeo e quello americano visto che la strategia della Bulgaria si chiama orientamento euro-atlantico, il che significa sogno euro-americano?

Per 200 anni il sogno americano è stato per il mondo lo standard di una terra di opportunità. Arrivavano immigrati da tutto il mondo e riuscivano a realizzarsi. Purtroppo, e penso che questo i bulgari non lo sanno, negli ultimi 45 anni il sogno americano è stato del tutto distrutto. Oggi gli Stati Uniti sono al 24-imo posto tra i paesi industrializzati come sperequazione nei redditi. Solo in Messico ed in Russia si può trovare una tale sperequazione. Sono sicuro che la TV Bulgara ha trasmesso immagini dell’uragano a New Orleans. Il quadro assomigliava ad un paese del Terzo mondo. Un americano su quarto vive così – in povertà. Malgrado questo, il 51% della nazione crede ancora nel sogno americano.

Per gli americani l’uso della parola “libertà”, che sarebbe l’essenza del nostro sogno, è del tutto diverso dal vostro. Negli Stati Uniti “libertà” significa indipendenza e mobilità. Per questo noi amiamo l’automobile – termine che contiene l’immagine di autonomia e di mobilità. Gli americani ritengono che i figli devono essere liberi, indipendenti, si devono arrangiare da soli. Questa è la mentalità cowboy – ognuno viva la sua vita come gli pare. In Europa l’immagine di libertà e direttamente proporzionale alla qualità di vita della società. Il vostro sogno è più collettivista, più societario, il nostro è più autonomo e individualista.

Se i due modelli sono tanto differenti, sarà possibile per la Bulgaria conciliarli?

Il sogno americano è basato sull’accumulazione individuale della ricchezza. Il sogno europeo è basato più sulla qualità della vita. Il sogno americano si basa sulla crescita, quello europeo sull’evoluzione duratura con un’attenzione verso l’ambiente e la terra. Il sogno americano è basato sui diritto alla proprietà e sui diritti civili. In Europa si fa più attenzione ai diritti sociali – come sanità, pensioni e maternità, alla difesa dei diritti umani.

Il sogno americano è concentrato sul lavoro – noi siamo quelli che lavorano di più al mondo. In Europa preferite lavorare per vivere, e non vivere per lavorare. Il sogno americano è basato sul patriottismo e sulla religione. Noi siamo la nazione più religiosa nel mondo – 90% degli americani hanno la Bibbia, quasi tutti vanno in chiesa. In Europa le persone hanno un orientamento più laico. Nonostante la fede personale, loro non sono condizionate istituzionalmente e religiosamente. Anche gli europei sono patriottici – ciò si vede durante le partite di calcio negli stadi. Ma il patriottismo politico li fa innervosire perché ricorda loro gli orrori degli anni ‘30, ’40, ’50 del XX secolo, quando tutti combattevano contro tutti. Il sogno americano punta sulla potenza militare. Poiché la maggior parte degli americani sono religiosi, essi credono che il male esiste, che Satana è reale. Per questo, quando Ronald Reagan, e più tardi George Bush, hanno parlato di ”asse del male”, hanno pensato che il male assoluto, il diavolo, esistesse veramente e che contro di esso dovesse esserci una forte potenza.

La Bulgaria dovrà scegliere tra l’Europa e gli Stati Uniti?

Il mio libro indica come prendere da ogni sogno i suoi lati positivi. Penso che il sogno europeo abbia un orientamento migliore per i giovani nel mondo globalizzato, ma penso anche che gli europei possano prendere alcuni aspetti del sogno americano per diventare più forti: il senso di responsabilità personale, la speranza, il nostro ottimismo, il saper rischiare.

Lei costruisce la sua immagine del sogno europeo sulla vita dei 15 paesi membri più vecchi dell’UE. Ma ci sono oramai 10 nuovi paesi membri e speriamo che ne si aggiungano altri due – la Bulgaria e la Romania. Questa nuova configurazione non imporrà una nuova visione alla sua concezione?

Forse in Bulgaria qualcuno pensa che abbiate bisogno del modello americano. Ma l’Europa è una grande potenza economica. E’ puro mito che gli Stati Uniti siano la forza, mentre l’Europa sarebbe da museo. La realtà è diversa. Il PIL nel 2003 dell’UE supera il PIL degli Stati Uniti. Il più grosso esportatore nel mondo oggi è l’UE, e non gli USA, l’India o la Cina.

L’UE è il maggior mercato nel mondo. Delle 140 multinazionali nel mondo, 61 si trovano in Europa, 50 – negli USA. L’Europa è più avanti degli USA nell’istruzione di base, ci sono più medici in proporzione alla popolazione e la durata della vita lì è maggiore. Sotto tanti aspetti si potrebbe dire che l’Europa è un esempio illuminante e uno sperimento più umano.

Nessuno però la definisce la locomotiva economica del mondo.

Il problema è che la sua economia sembra indebolita, la disoccupazione è alta, mentre alcuni neoconservatori e neoliberali sostengono: “Dobbiamo rinunciare al sogno europeo perché non possiamo permetterci i suoi programmi sociali.” Si rivolgono verso il modello americano, sostenendo che la crescita dell’economia crea posti di lavoro. Ma i lettori bulgari devono sapere che la verità sulla crescita degli USA negli ultimi 15 anni è l’indebitamento creditizio. L’economia americana si muove dalle carte di credito, il cui conto lo pagheranno in futuro i nostri figli. Negli anni ’90 i risparmi medi della famiglia americana erano 8%, mentre adesso sono zero. Milioni americani spendono più di quello che guadagnano. Se l’economia dell’Europa è così debole, mentre quella americana è così forte, perché il dollaro non è più caro dell’euro? Penso che il modello americano non sia buono per la Bulgaria, perché è basato sui debiti.

Ma l’UE guarda con una certa invidia gli USA e cinque anni fa ha introdotto la c.d. strategia di Lisbona per raggiungere entro il 2010 gli USA. Come ci può spiegare questa contraddizione?

Cinque anni dopo la strategia di Lisbona vediamo che essa non funziona. Perché? Perché i politici sono tornati a casa e si sono lasciati prendere dai problemi interni. La questione è che cosa è meglio per il futuro: tornare entro i confini nazionali o integrarsi in un economia senza confini? Il futuro della Bulgaria dipende dall’integrazione dell’Europa senza confini. Secondo me questa è la risoluzione di Lisbona. Avete bisogno di integrazione del mercato come nel Nord-America. L’anatra d’oro si chiama Europa Unita.

Lei crede nella leadership degli USA nel mondo democratico? Dobbiamo attenerci alla linea politica del presidente Bush nella guerra contro il terrorismo, in particolare in Iraq?

Penso che questa amministrazione abbia perso la faccia. E’ riuscita a dividere ancora di più gli USA. Noi dobbiamo capire che il mondo si globalizza, che si sta trasformando in un unico pianeta. E che tutti siamo vulnerabili. Dobbiamo accettare un nuovo sogno, e questo forse questo è proprio quello sogno europeo, il quale permette di mantenere il senso di responsabilità individuale assieme al senso di responsabilità globale. Se tutti ci comportiamo da cowboy, il mondo esploderà. Gli americani dovranno imparare dagli europei la solidarietà.

Quale è il futuro della NATO? Esiste un rischio per la solidarietà occidentale se l’Europa e gli USA non condividono lo stesso sogno?

Una buona domanda. Noi ci siamo presi cura della sicurezza dell’Europa per 50 anni. D’altro lato, io rispetto l’aspirazione dell’Europa a ricostruire la pace. Citerò Romano Prodi, l’ex presidente della Commissione dell’UE. Durante una cena gli ho chiesto quale è la sua immagine dell’Europa, quale è il suo sogno. Prodi mi ha risposto: “La pace”. L’Europa spende più soldi di noi per missioni di pace, da più soldi per aiuti internazionali, per la ricostruzione, per gli scopi umanitari. Sta creando forze di reazione veloce di 60 000 uomini perché non può sempre contare sugli USA, in particolare sulla NATO, ossia sui militari americani. Anche noi, americani, dovremmo capire che prima o poi dovremmo smettere di controllare tramite la NATO la sicurezza e la politica estera dell’Europa.

La Bulgaria continua a credere di avere bisogno delle basi NATO sul suo territorio. Non andrà in questa maniera contro gli interessi dell’Europa?

Capisco che i paesi dell’Europa Centrale e Orientale sono riconoscenti alla presenza americana aerea perché la considerano un antidoto contro l’Unione Sovietica dopo tanti anni. D’altronde, la minaccia sovietica non esiste più. La gioventù vede il suo futuro in Europa. I giovani bulgari diranno sempre più spesso di essere bulgari ed europei e cominceranno a comprendere la responsabilità di far parte della grande Europa, sviluppando anche un senso di sicurezza collettiva.


Autore: Svetoslav Terziev
Fonte: Sega
Traduzione: Sonia Domoustchieva




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