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Sofia pronta a tagliare l'imposta sui profitti delle aziende

02.05.2005

Secondo quanto rivelato di recente dal numero due del ministero delle Finanze di Sofia, il vice ministro Kiril Ananiev, l'esecutivo bulgaro starebbe studiando, ma oramai si tratterebbe soltanto di definirne i lineamenti, un programma generale di riduzione del carico fiscale sia sul versante delle imposte indirette che sul fronte dei profitti delle imprese.

In particolare, riguardo al regime fiscale da applicare ai redditi delle aziende, il Governo punta decisamente al taglio dell'imposta ordinaria la cui aliquota, attualmente ferma al 15 per cento, scivolerebbe ancor più in basso fino ad arrestarsi al 12 per cento. In questo modo, come osservato da numerosi esperti e analisti, lo spazio occupato dal fisco bulgaro all'interno dei bilanci delle società risulterebbe tra i più modesti, rispetto alla taglia delle imposte che pesano sui profitti delle imprese registrata in altri Paesi europei come, per esempio, la Repubblica Ceca oppure la Romania che costituiscono i mercati di riferimento con i quali gli operatori economici bulgari si misurano tradizionalmente.

Naturalmente, l'acceso interventismo in materia di imposte e tasse, esibito di recente dai responsabili dell'economia di Sofia, viene da molti osservatori posto in relazione diretta con il parallelo intensificarsi delle relazioni con l'Unione europea. Almeno secondo quanto stabilito a Bruxelles e indicato all'interno dell'ultimo calendario relativo agli allargamenti posti in agenda per i prossimi anni, la Comunità dovrebbe presto affacciarsi sulle rive del Mar Nero, accogliendo tra gli Stati membri anche Bulgaria e Romania, che farebbero il loro ingresso nel 2007. Al riguardo, le frenesie bulgare su temi fiscali avrebbero, quindi, l'obiettivo di anticipare i freni e gli immobilismi che Bruxelles è solita trasmettere ai nuovi partner, sia nel corso della fase di pre-accesso che in quella immediatamente successiva. In fondo, si ripete a Sofia, l'attuale Governo sta semplicemente "tesorizzando" l'esperienza maturata, sul terreno di tasse e tributi, dagli altri Paesi dell'Europa orientale recentemente accolti tra le fila dell'Unione.

Oltre ad anticipare eventuali conflitti con Bruxelles sul terreno dell'armonizzazione del fisco, un secondo obiettivo dei responsabili dell'economia di Sofia è quello di aumentare il grado di concorrenzialità del mercato nazionale, così da poter competere senza eccessive preoccupazioni con le economie rivali. A tal proposito, un indicatore considerato tra i più importanti è quello relativo all'afflusso degli investimenti esteri diretti che, come mostra il grafico, hanno sempre occupato posizioni di retrovia rispetto a quanto realizzato dalle economie dei Paesi rivali. Naturalmente, un fisco soft potrebbe rovesciare in maniera significativa l'andamento dei flussi dei capitali stranieri, aprendo le porte all'ingresso di un numero elevato di aziende internazionali. Almeno questo è il pensiero prevalente nei corridoi dei ministeri bulgari.

Scende anche l'Iva

Oltre all'imposta sui redditi delle società, il programma di riforma del fisco prevede anche un taglio ulteriore dell'imposta sul valore aggiunto che dovrebbe transitare dall'attuale 20 al 18 per cento. In tale caso, però, non c'è ancora un accordo generale. Infatti, in molti sostengono che la nuova aliquota potrebbe in realtà variare a seconda del settore e dei beni venduti o acquistati. Per esempio, la spesa sanitaria, oppure quella relativa a beni di consumo primari, potrebbe beneficiare di un'aliquota Iva ancor più ridotta.

Le imposte corrono via Internet

Ad ogni modo, da quest'anno milioni di contribuenti bulgari, sia individuali che aziende, potranno versare le imposte via Internet, utilizzando un nuovo sistema informatico gestito tramite il web dell'Amministrazione tributaria. Al fine però di evitare violazioni della privacy, le procedure utilizzate per garantire l'accesso ai contribuenti sono piuttosto rigide e prevedono, tra l'altro, l'attribuzione di uno speciale certificato. Dopo una fase sperimentale, il nuovo metodo è ora in pieno sviluppo, ha suscitato il vivo interesse delle maggiori banche bulgare che hanno ufficialmente richiesto ai responsabili dell'economia di trasformare il sistema telematico appena adottato in una sorta di autostrada informatica standard, attraverso la quale far transitare i contatti e le informazioni tra istituti finanziari e amministrazione tributaria.


Autore: Stefano Latini
Fonte: fiscooggi.it


Per approfondire: Notizie di Economia



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