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Bulgaro
     
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Bulgaria anfibia

20.08.2005 - Sofia

Costretto dal clima ferragostano ad indossare i panni del cronista, tenterò di tratteggiare il drammatico quadro, già visto e vissuto in altre parti del mondo, nel quale si intravede una Natura ribelle alle violenze perpetrate dall’uomo, avventarsi contro di esso e la sua cieca ed egoistica quotidianità. Non avvezzo allo stile giornalistico ed al necessario distacco della cronaca, mi auguro che i lettori scuseranno l’improvvisato scrittore, per gli errori di omissione e per qualche eventuale “peccatuccio di parzialità.”

Venerdì 5 agosto 2005 una grossa perturbazione proveniente dall’Europa centrale si é abbattuta sul versante occidentale della Bulgaria e si é gradualmente spostata verso oriente, fino ad investire nelle giornate di domenica e lunedì anche le coste del Mar Nero. Le nuvole, nere come la pece, hanno scaricato per due giorni tutta la pioggia raccolta nell’oceano su un’area che va, approssimativamente, da Sofia fino a Plovdiv, da Pleven a Smoljan.

L’acqua piovana ha trasformato degli insospettabili torrenti in letali slavine, i fiumi hanno assunto le dimensioni ed il colore di quelli tropicali nella stagione dei monsoni, i laghi ed i bacini artificiali hanno travolto, lentamente ed inesorabilmente, tutto ciò che li circondava per chilometri e chilometri.

Un mare di fango si é riversato dapprima nelle province di Botevgrad, Sofia, Pazardzhik, Hintiman. Le zone più colpite dai primi giorni di pioggia risultavano essere Elin Pelin, Gorna Malina, i paesi in provincia di Pazardzhik e la città di Hintiman, quasi completamente sommersa. La popolazione é stata evacuata in tempo in rifugi di fortuna, presso scuole, asili, palestre dove tutt’ora trova riparo.

Nelle giornate successive si allungava la lista delle aree flagellate dalle piogge torrenziali, con la situazione sempre più critica a nord, nella regione del Montana, in provincia di Vratza, a Mezdra, nella regione di Pleven, fino a scendere verso Sud, a Novi Izkar, a Panaghiurishte, a Plovdiv ed i paesi della provincia che si affacciano sulla Maritza. Pesantemente colpite pure alcune zone dei Rodopi con il triste primato della città di Smoljan, rimasta per giorni isolata.

L’emergenza per i media é rientrata con l’ultimo allagamento degno di cronaca che ha colpito Capitan Andreevo, zona di confine con la Turchia, che la scorsa settimana é stata investita dall’onda di piena della Maritza, che aveva già allagato alcuni quartieri periferici di Plovdiv.

Il bilancio é veramente drammatico anche se non é stato funestato dalla perdita di vite umane che generalmente si registra in questi frangenti. Sono affogate 7 persone, sventurati automobilisti che si trovavano sulle strade travolte dalla furia dell’acqua. Oltre diecimila gli abitanti sfollati dalle zone allagate, quasi seimila le case danneggiate o distrutte dalla piena di fango e detriti. Ingenti, d’altro canto, i danni all’agricoltura e agli allevamenti sui quali mi astengo dal ”dare i numeri”, lasciando tale incombenza ai giornalisti di professione.

La rete stradale é interrotta in numerosi punti per smottamenti, allagamenti, frane, cadute di alberi, massi e terra, divelto l’asfalto nelle zone colpite dalle alluvioni. La statale pedemontana (Podbalkanska) che collega Sofia a Burgas, via Karlovo é interrotta fino a Pirdot. Le linee ferroviarie, già in stato precario, sono collassate in particolare nel tratto, Plovdiv-Pleven e Sofia-Plovdiv, mentre sembra che Burgas, per i prossimi due anni sarà raggiungibile con il treno solo attraverso Karlovo. Decine i ponti crollati sotto l’impeto delle acque dei fiumi Mariza, Iskar, Osam, Vit, Topolniza; non inferiori per numero le dighe ed i bacini artificiali gravemente danneggiati e travolti dalle esondazioni.

Le varie commissioni ministeriali si stanno cimentando nella conta dei danni e si attende “a breve” un bilancio definitivo prima dell’arrivo delle prossime alluvioni. Quest’ennesima catastrofe è, infatti, l’ultima di una serie che ha colpito la Bulgaria per altre due volte nel corso dell’estate. Le zone danubiane ed alcune nella regione intorno alla capitale erano già state sommerse dalle piogge di luglio, quelle che hanno letteralmente sconvolto la geografia della Romania.

Non c’è stato il tempo, proditoriamente impiegato ad eleggere il nuovo esecutivo, per pianificare la ricostruzione nelle zone colpite dalle prime alluvioni, che la Bulgaria é stata nuovamente allagata da un mare di fango. Mentre fuori uomini ed animali imparavano ad usare le branchie ancestrali, nelle stanze climatizzate del potere sofiota, i politici locali ingaggiavano un’estenuante quanto inutile partita a scacchi per decidere le sorti del Paese anfibio.

Inutile perché l’attuale coalizione era l’unica possibile già all’indomani delle elezioni parlamentari dello scorso giugno.
Ma i politici bulgari, di scuola bizantina sempre di moda in Italia, hanno preferito concentrare le loro risorse ed energie nella formazione di un “Governo scontato”, piuttosto che nell’opera di ricostruzione e di prevenzione delle passate e per le future inondazioni.

Questa é, a mio avviso, una delle responsabilità più gravi nella gestione della emergenza provocata dalle alluvioni. Le altre che sono emerse in questi ultimi giorni ricordano le tragedie autunnali che periodicamente funestano l’Italia, a causa dell’eccessiva cementificazione a ridosso dei corsi d’acqua, per la mancata pulizia dell’alveo dei fiumi, per le immondizie disseminate sui canali che spesso, come accaduto in Bulgaria, diventano delle insormontabili barriere che impediscono il defluire delle acque.

L’incuria nella quale é lasciato anche il territorio bulgaro é stata una delle cause principali del recente disastro ambientale. Difatti da più parti é stata denunciato il totale disimpegno dello Stato nella gestione delle rete idrica e l’eccessiva privatizzazione di dighe e bacini artificiali che sono stati affidati ad aziende private, la quali ometterebbero di svolgere i lavori di ordinaria manutenzione, consistenti nella periodica pulitura delle strutture idriche, nella ristrutturazione degli argini e delle dighe, nell’ammodernamento di impianti ormai obsoleti e via discorrendo.

Insomma le analisi tardive che si sono succedute in questi giorni sui media bulgari assomigliano in tutto e per tutto alle “analisi delle tragedie” nostrane con gli immancabili strascichi di polemiche ad uso e consumo degli analisti veri o presunti, degli sciacalli di circostanza, dei politici incolpevoli, delle Cassandre sempre riesumate per occasioni di questo genere e via piangendo … con lacrime di coccodrillo.

Una cosa é certa: i danni potevano essere molto inferiori se si fosse prestata maggiore attenzione alla tutela del territorio, che in questi anni é stato abbandonato ad un destino di sfruttamento intensivo, senza remora alcuna. Del resto basta vedere come si allagano le strade delle città bulgare dopo uno acquazzone estivo per capire com’è gestita la rete idrica bulgara, e non solo.

Rimane fermo un altro punto: la responsabilità per l’accaduto é collettiva ed individuale. Responsabilità collettiva intesa come Stato ovvero aggregazione di cittadini che in esso dovrebbero essere rappresentati, il quale non si é preso cura del territorio, svendendo o privatizzando come si preferisce, terre demaniali, dighe, bacini artificiali, ai privati, i quali non hanno speso un soldo per l’ordinaria manutenzione delle strutture in loro possesso.

Responsabilità individuale nel senso che a ciascun individuo é affidata la tutela del territorio, che non deve essere visto solo ed esclusivamente come mezzo di sfruttamento e di raccolta rifiuti, ma come habitat nel quale ciascuno di noi deve poter vivere e respirare.

C’è una rassegnazione atavica radicata nell’animo bulgaro, che trova le proprie radici nella storia, che troppo spesso diventa un alibi dietro il quale giustificare l’assenza di senso civico, di partecipazione alla vita collettiva del paese e nasconde la paura per le incertezze del futuro. Qualcosa di simile al vittimismo italiano che diventa una fuga dalla realtà ed un impedimento alla evoluzione ed allo sviluppo della persona umana come collettivo e come individuo. L’Italia e la Bulgaria per molti versi hanno molte somiglianze caratteriali e consuetudinarie perciò non é casuale la reciproca simpatia che unisce i due paesi.

Ma in Italia, sull’esempio dei paesi nordici, abbiamo imparato almeno in questi frangenti a difenderci dalla “irresponsabilità” dello Stato, utilizzando la formula dei comitati che si costituiscono quando un gruppo di persone viene colpita da disastri di questo genere ove certamente vi sono delle responsabilità da accertare.
Attraverso tale strumento, di possibile applicazione anche nell’ordinamento bulgaro, i cittadini lesi da “una omissione di stato” possono veder tutelate le proprie ragioni nei confronti di una struttura, che se affrontata individualmente avrebbe facilmente la meglio sulla azione individuale intrapresa dal singolo.

Dopo che lo Stato ha incoscientemente abbandonato il territorio a se stesso, é difficile credere che la stessa sorte non sia destinata agli alluvionati, quando saranno definitivamente dimenticati anche dai media. Intanto sui giornali si intensificano, in terza e quarta pagina le cronache più bizzarre: sono di questi giorni le notizie riportate sui giornali di paesi “più aiutati di altri”, dei soliti zingari ingiustamente foraggiati e di bulgari dimenticati, di questue all’ Unione europea, alla Nato, all’ONU, soldi che presumibilmente finiranno nei mille rivoli dell’irrisolta corruzione…

È probabile che con il tempo le strade saranno riasfaltate, i ponti ricostruiti, le dighe rattoppate, rimesse le traversine alle ferrovie, ma chi, come e quando risarcirà gli sfollati che dormono ancora negli asili e nelle scuole?


Autore: Pierpaolo Pacenza, emigrante in Bulgaria




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20.08.2005Commento [manuel_]
Bravo Pierpaolo, strahotna statiq si napisal!
Osobeno mi haresva tozi pasaj:
"C’è una rassegnazione atavica radicata nell’animo bulgaro, che trova le proprie radici nella storia, che troppo spesso diventa un alibi dietro il quale giustificare l’assenza di senso civico, di partecipazione alla vita collettiva del paese e nasconde la paura per le incertezze del futuro."
To4no taka e, mnogovekovnoto stradanie ni e napravilo skeptici po otno6enie na kolekt ...
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22.08.2005Commento [pietro]
Letto tutto questo, viene istintivo affermare:
"Non è possibile rimanere con le mani in mano!".

Credo sia un dovere morale, non solo fornire solidarietà a parole, ma offrire anche un aiuto concreto ai nostri amici bulgari così gravemente colpiti nella loro terra.

L'Associazione Bulgaria-Italia conta un certo numero di Soci, ma gli utenti registrati del Sito sono oltre 5.000 unità, a questo punto si dovrebbe dire che l'unione fa la forza...
...
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24.08.2005Commento [fm44476]
E' fin troppo chiaro, che l' ipocrisia di quel signore - Pierpaolo e' senza limiti !!! Mi sento piena di rabbia, dopo aver letto l' articolo ! Ultimamente ho molto lavoro nell' ospedale e non molto tempo libero di approfondire nel sito www.bulgaria-italia.com!!!
Per me e' troppo chiaro perche' gli stranieri di ricco Ovest vengono in Bulgaria ! La gente bulgara si sente schiacciata' dalle diverse circostanze cattive nel proprio paese ! Quando ti senti a terra e' molto facile essere offe ...
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24.08.2005Commento [pierpaolo]

Mi pare evidente che la dott.ssa Panova ha preso l'ennesimo abbaglio: infatti le notizie riportate nell'articolo trovano la loro fonte nei media bulgari che ho ininterrottamente seguito per tutto il periodo dell'emergenza.
Chi ha seguito il dramma delle alluvioni da vicino mi potrà, forse, smentire su qualche dato come quello relativo sulle vittime che, secondo l'appello dell'Ambasciata Bulgara di Roma, dovrebbe aver raggiunto la decina.
A conferma di quanto riportato vi sono a ...
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25.08.2005Commento [bibi]
la dottoressa ha, secondo me, parzialmente ragione. infatti è vero che gli italiani che vivono in bulgaria anche con una pensione modesta se la passino alla grande.è vero che la smania di vendere (o svendere?)ampie fette di territorio e di storia fa sentire inadeguati e stranieri in casa propria. è successo in tutti gli stati dell'area ex urss.io mi sentirei così, scavalata. anhe se è vero che non è tutta colpa del clima, come in italia del resto, quando si inondano ...
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25.08.2005Commento [pierpaolo]

Seppur garantito costituzionalmente nella più ampia accezzione della libera manifestazione del proprio pensiero, il diritto di critica in Bulgaria sembra possa essere esercitato solamente dai bulgari.
Quando qualche straniero si azzarda a muovere delle osservazioni poco gradite agli autoctoni, viene tendenzialmente messo alla berlina un pò come succede anche in Italia, ad onor del vero.

Il travisamento di un testo scritto da parte di un bulgaro che ha imparato l'itali ...
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25.08.2005Commento [milena]
Anche io sono stata sempre pesantemente ripresa quando da straniera criticavo gli italiani!

Una cosa sola: chi si risente dall'accusa di inerzia, rassegnazione e simili dovrebbe pensare al fatto che in Italia i vari comitati e il volantariato in generale ha sempre sopperito alle mancanze dello Stato.

Volontari bulgari, dove siete?
25.08.2005Commento [fm44476]
nell' anno 1994-1995 frequentavo le riunioni di una club - " amici d' Italia " - ogni lunedi' sera durante un' ora = noi, gente bulgara parlevamo lingua italiana - di poter impararla meglio, di poter perfezionarla ! Le riounioni dirigeva una vecchia signora - Liliana Sotirova - donna poliglota che parlava anche francese, tedesco ed inglese.
Due mesi sono stata contentissima - parlevamo di Dante, Verga, societa' italiana e c.v. Non so per quale motivo, ma dopo due mesi e' venuto ...
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25.08.2005Commento [pierpaolo]

Il sottoscritto non rappresenta nè l'Italia nè gli italiani ma solamente se stesso !

Ribadisco che l'articolo che ho scritto, nella prima parte, è un resoconto di quello che è stato riportato dai principali media bulgari in occasione dell'ultima alluvione.
Nella seconda ho espresso ,liberamente ,l'opinione che mi sono fatto ascoltando e leggendo telegiornali e giornali.

Mi piacerebbe essere criticato nel merito piuttosto che in punto di principio, c ...
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25.08.2005Commento [fm44476]
Capisco che non mi sono espressa cosi' come si deve ! Ho letto articolo di Pierpaolo con attenzione, ma non so perche', forse perche' mi sento abbastanza ferita dal comportamento degli italiani che vivono in BG,mi sentivo un' po imbarazzata e perplessa dopo la lettura !Forse sbaglio, ma mi sento un' po' offesa dalla tua maniera di esprimerti, Pierpaolo - credi mi ! Personalmente mi sento un' po' presa in giro quando leggo le tue righe! Non e' che non dici la verita', ma la dici in modo di rimp ...
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26.08.2005Commento [pietro]
Eppure qui ci dovrebbero essere solo i "Commenti alla notizia", ma – secondo me – lo si sta trasformando in una brutta copia (molto più litigiosa) del forum.

Forse questi tipi di interventi, potrebbero benissimo trovare spazio in uno dei numerosi Forum a disposizione sul Sito, oppure – in alcuni casi - su e-mail private.

Comunque sia, anche qui, è difficile trovare proposte concrete sul "che fare" per l'attuale e grave situazion ...
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26.08.2005Commento [fm44476]
Sono stufa - vi dico sul serio e dopo questo commento vi lascero' per sempre amici italiani, e vi giuro che lo faro' !
" VOLONTARI BULGAI - DOVE SIETE ? " - Ci domanda un tizio Piero ?!?
Tu caro amico italiano o forse sei molto limitato o forse sei caduto dalla Luna e non sei in chiaro che paese e' BG ?!? Io ti spiego nel commento precedente che noi non abbiamo un paese normale e tu chiedi con faccia tosta dove sono i volontari bulgari?!?
la domanda ...
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27.08.2005Commento [manuel_]
Mi chiedevo se il "commenta la notizia" e' diventato un secondo forum.
Mica per altro, giusto per saperlo....
30.08.2005Commento [newton]
Cara Maria,
hai un bel coraggio, sola contro tutti. Complimenti!

Meditiamo gente, meditiamo.

Una ultima cosa:

"una volta una persona mediocre sarda mi aveva domandato - " Lei sa dottssa Panova che 90 per cento delle donne bulgare sono puttane ?!?"

Maria, sei molto determinata, ma allo stesso tempo molto buona.
Non era "una persona mediocre sarda", era un vero imbecille.
Te lo dice un sardo.

Ciao e tanti cari auguri ...
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01.09.2005Commento [est75]
Il sardo dottoressa Panova lo lasci perdere e se lo dimentichi evidentemente non aveva imparato come ci comporta con le donne di qualsiasi nazionalità esse siano. Si ricordi inoltre che quei tipi fortunatamente non sono la maggioranza degli italiani!!
Per quanto concerne invece l'altra parte del suo ragionamento, purtroppo lei sbaglia. La Bulgaria come gli altri paesi dell'est europeo non è stata abbandonata a se stessa, semplicemente dopo la fine della seconda guerra mondiale, all ...
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04.09.2005Commento [fm44476]
C' e' una frase volante - " Anche se tu dici gli argomenti in modo semplicissimo, sempre ci sara' almeno uno che non ha capito nulla !!! "
Non dico che gli italiani non possono fare critiche quanto alla vita bulgara !!! - Questo e' la prima cosa importante, che voglio definire !
Non dico che noi come popolo non siamo molto piu' indietro in paragone con altri popoli di altri paesi di Europa Ovest, che non hanno subito regime comunista !
Non dico che noi non ...
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04.09.2005Commento [est75]
Dottoressa Panova, comunque tengo a ricordarle che accanto agli italiani di bassa levatura morale che vivono in Bulgaria, c'è gente che in Bulgaria, c'è venuta si e forse ha fatto anche degli affari, ma non sono essere così mediocri come quelli da lei descritti. Dottoressa Panova, le critche se costruttive, servono anche a stimolare l'orgoglio e a far si che qualcuno si scuota di dosso quel torpore in cui è abituato a vivere. Lei si domanda come mai nessuno vi da consigli, m ...
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08.09.2005Commento [fm44476]
Abe mnogo 6um vdignahte da me kritikuvate, be !!! Ama ve4e minavam na bulgarski, za6toto mi omrusna da mi pla4at rasnite mu tam gospoda s krokodilski sulsi !Ama mnogo vajno, 4e me mresili, pa as kolko gi obi4am takiva - ne e istina, vi kasvam !!!
Nqmame ni6to protiv da ni budat pokasvani gra6kite i nedostatuzite 4ujdenzite,dobre do6li i na vsi4ki rabote6ti za dobroto na Bulgaria, ama bes pari kakvo stava, be.... - ni6to i nikakvo!!! Naroda ni e kasal - " dai mi pari, akul ne ...
leggi tutto
08.09.2005Commento [sonia]
L'importante, Maria, è che tua abbia spiegato ai tuoi colleghi italiani che la colpa dell'inferno bulgaro che descrivi, e del tuo malessere, è dei komunisti bulgari e dei komunisti italiani. E che sono stati loro a ridurti così.

In Italia il tuo malessere si chiama "berlusconite" - gli afflitti vedono komunisti ovunque.
I tuoi colleghi italiani ti hanno offerto una cura, per caso ?
08.09.2005Commento [sonia]
А всъщност, Мариа, казваш доста истини, ама лошо ги казв& ...
leggi tutto
08.09.2005Commento [sonia]
A vsqshtnost, Maria, kazvash dosta istini, ama losho gi kazvash. Nastrojvash vednaga protiv sebe si. Ako tova ti e zelta, uspjavash otlichno, ama se sqmnjavam, che vlizash vqv foruma s tazi zel. Sigurno tqrsish prijateli. Vsichki tqrsim prijateli. Zatova sme tuk..Samo che mislja, che taka trudno shte gi namerish.

Sonia
18.09.2005Commento [veselinats]
Ciao dott. Panova,sono qui forse seconda volta. Complimenti per tutto che hai scritto, e voglio chiederti solo una cosa ..ma perche perdi tempo scrivere a persone chi non conoscono la nostra storia e nostro popolo? e DIFFICILE spiegare a italiani come vivono ogni giorno le bulgari. Pero COMPLIMENTI veramente.Poi quello che si trattava per le donne bulgare ...La storia romana anche spiega qualche cose e se loro voglio possono leggere un po ......
Vi saluto...


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