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Snejanka Mihaylova
Snejanka Mihaylova

Rassegna di cinema bulgaro a Firenze

18.07.2005 - Firenze

Si è conclusa a Firenze, la rassegna di cinema bulgaro. Dal 26 maggio al 22 giugno, presso il Circolo Arci Lippi di Firenze, sono state mostrati ben 13 film prodotti tra il 1958 al 2004.

Abbiamo incontrato il direttore artistico della rassegna Snejanka Mihaylova. Ventisettenne, è laureata in Filosofia, vive in Italia da 8 anni. Oltre che di cinema, si occupa di arte e teatro.

Snejanka, come nasce la rassegna di cinema bulgaro a Firenze?

Il cinema bulgaro, come tanta cultura prodotta ieri e oggi è situato in un limite di invisibilità che ho avuto esigenza di recuperare. Restituire l’immagine alla sua condizione primaria di non essere vista attraverso la visione origina un paradosso che porta il cinema ad una trascendenza proprio nel momento della riproducibilità. In un certo senso il cinema ritorna ad essere un’esperienza irripetibile. Ho voluto sottolineare questo aspetto con la presenza dal vivo della voce umana. Mentre le immagini scorrevano in un fiume di luce, una voce tracciava il loro percorso abbandonando lo sguardo all’irreversibile.

Quali criteri hai seguito per la scelta dei film da proporre? Salvo due opere del 2004 gli altri film sono stati girati tutti prima del 1989.

Ho voluto aprire la scatola magica sul tempo. Gli anni ottanta come luogo di miti e smitizzazioni che diventano mito a sua volta. Inoltre ho incluso classici assoluti, legandoli ai volti che hanno segnato l’immaginario cinematografico bulgaro: come quelli di Nevena Kokanova, Katia Paskaleva… proprio in relazione con l’operazione iconica che il cinema esercita.

Qual é stata la partecipazione alle proiezioni e quale è stata la composizione del pubblico?

Prima di rispondere a questa domanda dovrei dire che l’aspetto pubblicità è stato trattato con molta attenzione. A differenza di come uno si può immaginare, ho deciso di pubblicizzare l’evento solo attraverso la voce, il mio ideale sarebbe il ricupero della cultura orale nella trasmissione… La Nuova radio (la radio indipendente di Firenze) insieme a Tanja Mollova hanno dedicato diverse trasmissione a questo evento.

Il sito è stato di grande aiuto. Molte persone venivano già preparate. L’aspetto informazione non necessariamente deve essere identificato con l’aspetto pubblicitario. E’ necessario sviluppare canali informativi alternativi. E’ giunto il tempo in cui il pubblico deve uscire dall’attitudine di essere corteggiato sempre e a tutti i costi.

Quali sono i film che hanno raccolto maggior interesse, e a tuo avviso per quali ragione?

Il film che hanno avuto più consensi sono stati Na malkija ostrov (Sulla piccola isola) di Rangel Vulchanov e Kozijat rog (Il corno di capra) di Metodi Andonov. Indubbiamente la ragione sta nella qualità del linguaggio cinematografico.

Uno dei due film più recenti proposti è "Mila da Marte". Un'opera prima di una allieva di Lyudmil Stoykov, noto regista bulgaro e docente del Natfiz. Sophia Zornitsa, ha girato con pochi soldi e direttamente in digitale. Eppure il film ha riscosso consensi sia in patria che all'estero. In Bulgaria ci si lamenta spesso che mancano i mezzi, ma quest'opera non è forse la dimostrazione che con il talento e buone idee si riesce comunque a realizzare qualcosa di valido?

Un film non può essere una lezione. Il mio commento sarà un po’ controcorrente visto l’esaltazione giornalistica a proposito del debutto di Zoritza Sophia. Credo che nell’opera l’unico momento autentico è rappresentato dalla recitazione della giovane Vesela Kazakova e a differenza di come il film è stato recepito in Bulgaria, nella proiezione in Italia il pubblico nel giudicare il film ha insistito tanto sul fatto che si tratta di un opera prima, che non è mai un buon segnale. Ho inserito questo film, perché trovo in Kazakova un volto, che sicuramente è destinato a trasformarsi in emblematico. Non solo in Bulgaria, ma anche in Italia, in Francia e ovunque non ci sono soldi per debutti. Tagliano perfino i soldi a nomi già affermati. Inoltre credo che iniziare a fare una cultura indipendente comporta rischi che ogni artista deve essere pronto ad accogliere silenziosamente. Questo è il presupposto. Non l’esito. Il presupposto non garantisce la qualità. Secondo me dobbiamo essere molto attenti nell’innamorarsi degli slogan in un terreno così fragile che è la cultura indipendente. Lo trovo pericoloso e controproducente.

Un altro film, non proiettato durante la rassegna, ma di cui si è parlato recentemente è "Georgi e le farfalle". Si tratta di un documentario, "povero" nei mezzi ma ricco nei contenuti che ha vinto il primo premio al festival di Amsterdam. Qual è la ragione di questo successo?

Questo film necessita attenzione. E’ un film davvero coraggioso che nel suo esserlo non ha bisogno di altro che della propria coerenza e qualità. E’ raro nella tradizione cinematografica bulgara di vedere un film che si avvicina con la sua misura e criteri ad un opera d’arte. La parte più significativa è indubbiamente questo suo essere nel confine tra i generi, restare sospeso e nello stesso tempo concreto nel suo racconto. Il linguaggio cinematografico è quello della ricostruzione dell’inquadratura, il materiale invece è vivo, reale, non addomesticabile… una tipica caratteristica del film che si propone di guardare e non solo di essere guardato… Questo film è un documento in un certo senso di sé stesso… del suo essere sguardo. Trovo in questo tentativo un precedente assoluto per ciò che riguarda il cinema bulgaro. Il lavoro del regista Andrei Paunov e degli operatori Boris Missirkov e Georghi Bogdanov è di una maturità nel rischio che giustamente è stata premiata.

Al di là delle peculiarità di questi due film, quali sono le tendenze e le tematiche del cinema bulgaro contemporaneo?

Il cinema bulgaro contemporaneo lentamente ritorna al soggetto. Questo ritorno è lento, ma indispensabile… per qualsiasi espressione artistica. C’è molta vitalità nel cinema documentario. Mi piacerebbe dedicare una rassegna apposita a questo genere.


Autore: Paolo Modesti

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo Ŕ pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione Ŕ richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".




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