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Commissario europeo per l'allargamento: "Bulgaria e Romania ricchezza per Ue"

23.04.2005 - Bruxelles

Romania e Bulgaria firmeranno lunedì il trattato di adesione all'Unione europea. Secondo Olli Rehn, commissario per l'allargamento, questi due Stati rappresentano pezzi importanti nel puzzle europeo. Ma alcuni paesi membri sembrano preoccupati per questa espansione, che potrebbe influenzare i referendum sulla Costituzione europea. Il commissario spiega come affrontare queste inquietudini

EuroNews: Dopo l'entrata di Romania e Bulgaria é possibile ipotizzare che il processo di allargamento si fermerà per un po’ di anni?

Olli Rehn: Penso che la quinta fase dell'allargamento, dopo l'entrata dei dieci nuovi paesi l'anno scorso e l'adesione di Bulgaria e Romania nel 2007, se saranno pronte, rappresenti un successo strepitoso. Naturalmente c'è bisogno di tempo per metabolizzare questo allargamento. Ritengo sia più saggio dosare i nostri sforzi e intraprendere i prossimi passi gradualmente, con negoziati scrupolosi in modo tale da permettere ai paesi candidati di adeguarsi a tutti i criteri europei.

EuroNews: Non é preoccupato dello scetticismo che aleggia in Europa rispetto all'allargamento, in particolar modo alla vigilia di importanti consultazioni referendarie per la ratifica della Magna Charta?

Olli Rehn: Ci sono stati dei timori rispetto all'allargamento, tuttavia se lo guardiamo con oggettività non possiamo che vederne gli effetti positivi per l'Europa. Questo non toglie che si tratti di un fenomeno da trattare con estrema serietà. Penso che il miglior biglietto da visita per convincere i nostri cittadini sia quello di garantire che dal momento che non possiamo chiudere le nostre porte, intraprenderemo i passi successivi con graduale scrupolosità. Per questo motivo con la Bulgaria e la Romania ci siamo attenuti strettamente ai criteri di adesione e lo stesso stiamo facendo coi negoziati per l'entrata ad esempio della Croazia e della Turchia.

EuroNews: Giustizia e corruzione sono i due principali nodi che ostacolano l'entrata della Romania in Europa. Come pensa che il Pqese possa risolvere questi problemi?

Olli Rehn: Ci sono ancora alcune riforme che devono essere intraprese e sono lieto di notare che la Romania sia stata in grado di rispettare la scadenza di fine marzo per quanto riguarda la riforma del sistema giudiziario e alcune altre riforme relative alla prima fase dell'adesione. Naturalmente la prova del nove resta l'applicazione di tali riforme. Ci sono state delle evoluzioni al riguardo e di volta in volta valuteremo quanto la Romania sia in grado di migliorare quelli che sono stati i propri trascorsi.

EuroNews: Qual é il vero problema della giustizia rumena?

Olli Rehn: C'è sempre stato un problema nels istema della giustizia rumena, che riguarda l'indipendenza dei giudici, le loro nomine e probabilmente anche i loro stipendi. Ora questi problemi si stanno risolvendo e l'avvio é incoraggiante. Tuttavia, come ho già detto dobbiamo aspettare di vedere i risultati da qui alla fine dell'anno prima di formulare una valutazione sugli obiettivi raggiunti dalla Romania sul fronte della riforma giudiziaria.

EuroNews: Secondo i vostri rapporti la Bulgaria é sulla buona strada per entrare in Europa?

Olli Rehn: Penso che per la Bulgaria e per la Romania quella di lunedì sarà una giornata storica in cui daranno un passo decisivo verso l'Europa. Negli ultimi due anni la Bulgaria é avanzata molto sul piano delle riforme politiche, gudiziarie ed economiche, ma d'altro canto ha anche vissuto all'ombra del suo vicino che ha attirato maggior attenzione. Questo significa che la Bulgaria avrebbe potuto avanzare e progredire maggiormente, ma ha ancora molto duro lavoro da compiere, in particolar modo per quanto concerne il sistema giudiziario: la fase inquisitoria prima del processo e il nuovo codice di procedura penale devono essere riformati.

EuroNews: Cosa possono offrire la Romania e la Bulgaria ai cittadini europei dopo l'entrata nell'Unione?

Olli Rehn: Il 25 aprile é un giorno storico non solo per la Romania e la Bulgaria, ma anche per l'Unione europea. Questi due paesi possono dare svariate cose all'Europa. Hanno ruoli strategici nei Balcani e nel Mar Nero. Inoltre vantano una tradizione culturale e storica molto ricca, che li rende mete affascinanti da visitare. Questo allargamento arricchirà sia la vita di bulgari e dei rumeni, ma anche quella di tutti i cittadini europei.


Fonte: Euronews




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