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Immigrati alloggiati nelle porcilaie

19.05.2005

La loro casa erano vecchi pollai e che una coppia di coniugi affittava loro a caro prezzo: dai 50 ai 150 euro al mese. A trovarli sono stati i carabinieri di Mondragone, in provincia di Caserta, impegnati insieme ai vigili urbani della città in una normale operazione di contrasto dell'immigrazione clandestina. Gli immigrati, una quarantina tra i quali anche donne e bambini e tutti di origine bulgara, erano ammassati nelle vecchie porcilaie in condizioni igienico-sanitarie a di poco precarie. Minuscoli gli ambienti in cui «alloggiavano», e per di più invasi di sporcizia.

Ad affittare i locali erano due anziani del posto, G.F. e M. T. un uomo e una donna entrambi settantenni, che sono stati denunciati per sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Con loro indagate altre quattro persone. Gli inquirenti pensano infatti che la coppia possa far parte di un'organizzazione che, oltre ad alloggiare gli immigrati, si preoccupava poi di trasportarli al lavoro nei campi della zona dove venivano impiegati in nero. La scoperta delle porcilaie è avvenuta ieri mattina all'alba, quando i carabinieri sono entrati in un casolare a due piani per un controllo.

L'interno era stato diviso dai proprietari in mini-appartamenti, affittati ad alcuni polacchi per 150 euro al mese. Ma la vera sorpresa è arrivata quando i militari hanno perquisito le porcilaie. Dentro, letteralmente ammassati in locali di un metro per due, dormivano una trentina di immigrati bulgari, uomini e donne in condizioni igieniche pessime. In una stanza più grande, per la quale veniva pagato un affitto di 150 euro, erano stati invece radunati i bambini del gruppo. I militari hanno accertato che le porcilaie erano state in qualche modo «ristrutturate» dai proprietari proprio allo scopo di affittarle agli immigrati. Inoltre hanno scoperto che la mattino una persona della presunta organizzazione aveva l'incarico di prelevare gli immigrati per portarli lavorare nei campi.

«Ci sono ovunque i pollai. Abbiamo scoperto l'acqua calda», ha commentato la notizia padre Giorgio Poletti, un comboniano che lavora nell'area di Castelvolturno e che da anni si batte contro la legge Bossi-Fini anche con iniziative di protesta clamorose. «Tutta la zona del litorale Domizio è un pollaio. Qui è da sempre così, ci si scandalizza solo quando la notizia esce sui giornali», ha proseguito padre Poletti , Nel 2003, proprio per protestare contro la legge sull'immigrazione del governo Berlusconi, il comboniano fece stampare «permessi di soggiorno in nome di Dio», ma si incatenò anche alle finestre della Questura di Caserta per protestare contro le operazioni di polizia che riguardavano gli immigrati.

Dopo l'intervento dei militari di Mondragone, gli immigrati bulgari sono stati trasportati in un albergo della zona. per loro la procura di Santa Maria Capua Vetere ha avviato nei loro confronti le procedure per il rilascio di un permesso di soggiorno di protezione sociale, visto che hanno aiutato i carabinieri denunciando i loro sfruttatori.


Fonte: Il Manifesto




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